Gianmario Pisanu
Nel nostro Bel Paese, patria di guelfi e ghibellini, per più di mezzo secolo due opposti schieramenti han combattuto battaglie fratricide aventi come obiettivo il predominio sociale e culturale.
Da una parte,quale ultimo baluardo del mos maiorum e dei rigidi precetti aviti, la falange conservatrice, dall’opposta fazione spesso tacciata di ottusità, bigotteria, e ritenuta capace di ordire sinistre trame per la conquista golpistica del Paese( magari con l’aiuto della CIA o del Mossad). Dall’altro lato della barricata, invece, le sacre vestali della Rivoluzione, i “comunisti”, inizialmente sospettati delle più turpi nefandezze( prediligevano la carne umana, meglio se tenera e non coriacea), quindi bollati dai benpensanti quali anarcoidi, mangiapreti, spregiatori della Patria e chi più ne ha più ne metta.
Questo clima da “dagli all’untore”, figlio di vicende tribolate e di una storia nazionale mai suggellata da un comune sentire, ha sviluppato col tempo un maccartismo in salsa italiana.
Etichettare una persona come reazionaria o bolscevica, dando per scontato che dai limiti di quell’angusto recinto ideologico non si potesse uscire, è divenuto lo sport nazionale più diffuso. Orde di studiosi si arrovellavano su cosa fosse di destra e cosa di sinistra, per offrire ai propri proseliti un sicuro discrimine su cosa fosse Bene e cosa Male.
Così,per dirla alla Gaber, che sprezzantemente schernì questo schizofrenico manicheismo intellettuale, se farsi il bagno era di destra,la doccia era certamente di sinistra(meno chic,elementare);le patate, ortaggio graditissimo ai più ma dal vago retrogusto contadinesco, erano proletarie anch’esse,mentre spappolate nel puré assumevano sembianze destrorse.
Come ogni pensiero dominante, anche questa visione dicotomica ha generato un conformismo al quale spesso vien difficile sottrarsi. Sicché, ogni qual volta si prova a esprimere un’idea fuori dal coro, si corre il rischio di essere accusati di apostasia o di disinteresse, d’Alto Tradimento alla Causa o d’ignavia(a chi non è mai capitato ?)
Ma lo slogan”Destra-Sinistra”, in quanto tale, semplifica enormemente la realtà italiana,senza aiutarci a comprenderla sino in fondo. Se ancora riscuote un particolare successo tra le élites culturali e nelle curve degli stadi, ha in realtà segnato il passo con quella società che tentava di descrivere e rappresentare , mano a mano che questa si evolveva. In particolare, a cavallo tra anni Ottanta e Novanta si è assistito al Crepuscolo degli Idoli, presto soppiantati da altri nuovi di zecca. Sicché, se prima ci s’immolava all’Ideologia e tutto veniva accettato in nome di essa, oggi impera una mentalità utilitaristica, che tende a riconsiderare tutto senza le lenti deformanti della dottrina e in virtù di principi quasi aziendalistici. Beninteso, con tutti i contro che ciò inevitabilmente comporta. Quali, ad esempio, una nuova tirannia della maggioranza, assuefatta al consumismo e al relativismo, il cinismo e la disillusione dilaganti, la mediatizzazione della politica(vedi velinismo et similia).
Tuttavia liberarsi dai vecchi retaggi, senza l’ossessione parricida della modernità a tutti i costi, è doveroso, perché rimanendo ancorati a schemi logori e ammuffiti si travisa completamente il mondo, concependolo come secondo i dettami del Dogma dovrebbe essere, senza capirne la sua effettiva quotidianità. Un errore tanto più imperdonabile in quanto, dicendola alla Orwell, chi controlla il presente controlla il futuro, e se non ne teniamo ben salde le redini rischiamo di essere marionette agitate dai pupari di turno.
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