Sara Malucchi
E’ accolto da grida che partono da ogni angolo dell’aula magna di via Plana, quanto mai affollata e chiassosa, da mani che frenetiche iniziano a cercare negli zainetti e nelle borse un foglio, anche stropicciato, anche pieno di disegni nervosi tracciati a biro, come quello di una ragazza seduta vicino a me, su cui segnarsi i punti salienti dell’imminente discorso, o denuncia, o monologo che irrefrenabile ma educato uscirà dalla sua bocca quasi dotato di vita di propria e farà arrabbiare, indignare, riflettere, come sempre, come ogni giovedi ad ‘’Annozero”.
Gli applausi partono sincronizzati quando l’uomo che il professor E. Baldini, docente di ‘’Storia del pensiero politico’’ presso la facoltà di Scienze politiche di Torino, definisce ‘’la reliquia che finalmente potete toccare’’si siede, sguardo basso e in lieve imbarazzo per l’accoglienza ricevuta, ma probabilmente attesa, dopo il pienone di quest’inverno al Politecnico.
E ancora una volta Marco Travaglio non delude le aspettative.
Parla con una calma travolgente, ironico ma mai volgare, dice di non volere usare l’inglese ma a volte non può farne a meno per colorire il suo discorso, e si scusa quando descrive come’’yes man’’(‘’signorssì’’, ndr) i ministri dell’attuale Presidente del Consiglio ma anche quelli dell’Opposizione, ‘’ma li avrà scelti Berlusconi, anche loro?”, domanda alla folla di studenti che accaldati e seduti sul pavimento non perdono una parola e annotano, registrano con il cellulare, fanno foto.
La sua non è una polemica qualunquista, questo si avverte, ma ci tiene anche Travaglio stesso a precisarlo. Del resto, non si tratta di un fenomeno mediatico,di un nuovo Beppe Grillo che anzichè convogliare le masse in piazza per i ‘’V-Day’’le fa stare sedute comode ogni giovedi sera davanti al televisore, ad ascoltare il suo incipit da Santoro.
‘’Il qualunquismo non fa bene a nessuno’’, ribadisce l’ospite alla platea di giovanissimi,’’nella politica bisogna crederci, non è utile, è sbagliato rifugiarsi nell’idea che ‘’tutti sono ladri, tutti sono privilegiati’’, ma occorre voler cambiare le cose, e provarci veramente”.
Il suo discorso, sulla disinformazione in Italia, non è infatti volto al nichilismo, alla sfiducia nei giornali e nelle televisioni, ma vuole semplicemente far aprire gli occhi delle persone ‘’non addette al settore’’ sull’importanza di scegliere, di selezionare le notizie, di informarsi e cercare in prima persona la verità, senza accontentarsi di sentirsela raccontare da chiunque sia in grado di scrivere su un quotidiano o di parlare al telegiornale. Perchè non tutto è sempre limpido e disinteressato. Anzi.
E per fare un esempio Marco Travaglio cita una famosa azienda edile, che aveva ricevuto l’appalto per costruire alcuni edifici in Abruzzo, poi crollati a causa della sabbia spacciata per cemento; tutti i giornali hanno gridato allo scandalo, si sono protetti dietro un coro di titoloni sbattuti in prima pagina, “VERGOGNA! risparmiare sulla vita!”, “Vergogna!! case fatte di sabbia!!”.
Vergogna. Già. Ma a chi? All’azienda edile o ai quotidiani, che non hanno fatto alcun nome, proprio perchè finanziati, in parte, dall’azienda stessa?
Ma del resto a queste cose si preferisce non pensare, tanto Ghedini, e molti altri, ironizzano sul fatto che il nostro Paese sia finito agli ultimi posti nella classifica stilata dalla Freedom House sulla libertà di informazione, perchè in fondo cosa sarà mai questa Freedom House che si permette di giudicarci?
Solo un ente non governativo fondato dalla Signora Roosvelt. Ma non si preoccupi, avvocato Ghedini, la maggior parte degli Italiani questo non lo sa.
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2 commenti:
Mi è piaciuto tantissimo questo articolo Sara..
Complimenti, continua così.
Silvia
Andai ad ascoltare il maestro ad una conferenza in quel di Putignano. Ammetto di essere andato più per vedere dal vivo il personaggio pubblico che il giornalista -sono pur sempre un provincialotto, sarei capace di stringere la mano a Berlusconi se ce l'avessi davanti (rientrato in senno la sciacquerei per bene ovviamente)-, ma sono comunque rimasto sorpreso dalla calma e pacatezza con cui discorreva e spaziava tra i vari argomenti. Ogni volta che lo ascolto penso sempre più che non potrebbero esisterne due di Travaglio in Italia; si arriverebbe a livelli di informazione inaccettabili.
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