giovedì 3 settembre 2009

Ambiente: Tutto Intorno A Noi

Alessio Mazzucco

Dovremo scegliere un giorno tra il benessere sfrenato di cui godiamo e la Terra. Non è una frase apparsa in sogno, ma la conclusione lapidaria e sofferta del video-documentario di Al Gore, “Una scomoda verità”.

Il nostro benessere economico è garantito da un ciclo continuo di produzione, consumo, investimento, nuova produzione e così via. E’ semplice (almeno nella teoria), circolare e garante della nostra ricchezza. A parte qualche scivolata come l’attuale crisi economica, è con questo sistema che i Paesi Occidentali possono vantare una qualità di vita così elevata. C’è un però, un dubbio, un “ma”. Cosa produce l’intero sistema oltre a beni e servizi? Gas, sprechi e materiali inquinanti. Qualcuno potrebbe pensare che adesso inizierò con la solita storia della CO2. E in effetti sarà proprio così.

Al Gore dimostra infatti, con dati scientifici alla mano, come l’effetto serra non sia né una fantasia, una paura, una menzogna (come molti per altro affermano), ma una delle sfide più grandi che il nostro mondo dovrà vincere. La correlazione molto stretta tra produzione e emissione di gas serra è conosciuta e riconosciuta da chiunque: è ovvia, lampante. Ma la correlazione tra questi gas e i fenomeni naturali a cui abbiamo assistito ultimamente si fa sottile, difficile da trovare.

Dunque i fatti. L’effetto serra provoca un surriscaldamento globale (ben superiore alle ondate di calore che si sono registrate, ad esempio, nel Medioevo). Un aumento della temperatura all’equatore provoca un aumento più che proporzionale ai poli. Ciò significa accrescimento del fenomeno dello scioglimento dei ghiacci, mancanza dell’effetto di riflesso che i poli hanno nei confronti dei raggi solari (e conseguente ulteriori sbalzi di temperatura), innalzamento del livello delle acque, possibile desalinazione degli oceani e modifica (se non distruzione) delle correnti cicliche che mantengono equilibrato il clima nel mondo. Al Gore ha dato vita, in effetti, ad un documentario apocalittico. Ma la scienza supporta quanto detto prima.

Il problema dell’ambiente non coinvolge solo il clima (che ne rappresenta comunque una buona fetta), ma la distruzione del verde, il consumo sfrenato di risorse, il sovra sfruttamento del territorio, ecc.. Tutte cause della possibile distruzione del nostro mondo. Alcuni però se ne sono accorti.

L’Europa ha deciso di tagliare le emissioni di gas serra per il 20% entro il 2020, seguono gli USA con il 17%. Li batte entrambi la Svezia, sola, che promette il taglio del 40% in diversi settori, indipendenza dai combustibili fossili per i trasporti entro il 2030 e indipendenza dagli stessi per tutta l’economia svedese entro il 2050. Io credo agli svedesi, loro si impegnano. Tanto che per la presidenza europea di turno hanno scelto come logo una triplice spirale blu, verde e gialla che simboleggia “apertura, dialogo, clima”. Insomma: accettano la sfida per il clima e l’ambiente. Per chi volesse verificare o approfondire sulla questione, l’articolo è tratto da Il Corriere della Sera, 30/06/2009, “Sfida verde della Svezia alla UE…” di Offeddu Luigi.

Il problema clima e ambiente è una questione politica. Sono le riforme, le leggi, gli indirizzi verso una società a minore impatto ambientale che possono invertire la rotta dei giorni nostri. Perché le idee ambientaliste, quindi, non sono favorevolmente accolte nella maggior parte degli ambienti governativi e rappresentativi? Al Gore intitola il suo documentario “Una scomoda verità”. Scomoda per chi? Per tutti coloro che devono rendere conto di un voto. Le questioni ambientaliste, infatti, non fanno voti. Promettere alle persone di rinunciare al loro standard di vita non è certo una strategia vincente per le elezioni. Obama si è incamminato sull’arduo sentiero dell’economia eco-compatibile, ma ha dovuto aspettare una crisi per poter immaginare di cambiare il nostro sistema di produzione e consumo.

La domanda che più volte mi pongo è: possiamo agire per conto nostro, aiutare il clima e l’ambiente dal piccolo senza dover aspettare il sistema politico? Ovviamente sì. Le svolte si possono fare, pochi alla volta, poi sempre più, inseguendo l’obiettivo dell’eco-compatibilità. Mi vengono in aiuto due articoli tratti da Il Corriere della Sera (devo dire che sto diventando monotono con le citazioni): il primo è di Giovanni de Paola, datato 29/06 anno corrente, che guarda con interesse all’”impresa” di un uomo che vive ad impatto ambientale zero; il secondo è di ieri, su un programma nato in Inghilterra per diminuire i consumi nella società civile. L’uomo “eco-compatibile” vive in Belgio, non è un eremita, né rinuncia a molte delle moderne comodità (pc e internet in primis). Il suo calcolo è semplice: sul pianeta siamo sei miliardi e settecentomila abitanti; dividendo la superficie della terra per gli abitanti ognuno può consumarne 1,6 ettari, noi oggi ne consumiamo 5,1. E’ dunque necessario tagliare. “Meno dieci” è il nome della campagna inglese per l’ambiente: diminuire del 10% i propri consumi nel 2010. E il risparmio e l’eco-compatibilità va dal consumo intelligente di acqua, elettricità, energia per il riscaldamento e il raffreddamento delle case, minore uso dell’auto, mangiare più verdura e meno carne, …. Insomma: sono necessari i sacrifici. In tantissimi aspetti della nostra vita.

E questa può essere una svolta “idealista” per l’ambiente. Se i dati, infatti, si confermeranno in natura, se la scienza perseguirà il vizio di dire il vero e prevedere le catastrofi, se Al Gore e migliaia di altri scienziati, naturalisti, volontari di Green-Peace non si saranno sognati tutto, allora non ci sarà più bisogno di sacrifici volontari, perché saremo tutti costretti alle rinunce, più di quanto noi potremo mai immaginare.

3 commenti:

Alessia ha detto...

Apprezzo molto sia il contenuto dell'articolo, sia il modo in cui hai saputo tratteggiare il problema (chiaro e conciso). gut gut ;)

Anonimo ha detto...

sfortunatamente per Al sono sorti un pò di problemi...
Non tutto è sempre così chiaro

http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/200912051528-pol-rom0074-clima_climategate_travolge_gore_cancellata_conferenza

Anonimo ha detto...

sfortunatamente per Al sono sorti un pò di problemi...
Non tutto è sempre così chiaro

http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/200912051528-pol-rom0074-clima_climategate_travolge_gore_