Dopo settimane di contrapposizioni interne al centrosinistra, si è conclusa la “telenevola” pugliese. Ha vinto Nichi Vendola, con oltre il 70% dei suffragi, sul rivale Francesco Boccia nella sfida per conquistare la candidatura alla Presidenza della Regione. Hanno votato circa 192.000 persone per le primarie del centrosinistra in Puglia. Il dato è quello definitivo reso pubblico dal Pd pugliese. Coloro che votarono in Puglia alle primarie del Pd il 25 ottobre scorso quando venne scelto Pierluigi Bersani a segretario del partito furono circa 170.000. Furono invece 79.296 i partecipanti alle primarie del 2005 quando per la prima volta Nichi Vendola ebbe la meglio su Francesco Boccia nella scelta del candidato presidente del centrosinistra per la Regione Puglia.Cosa è successo in questi mesi in Puglia? Facciamo una breve storia dei fatti. In Agosto la riconferma di Vendola era cosa buona e certa. Durante la festa della Tarantella, Massimo D’Alema era stato chiaro: "Nichi è il nostro candidato”. Poi, gli incontri di fine estate, fra Casini e D’Alema, iniziarono a far trapelare qualcosa. A quel punto, la candidatura di Vendola rimase appesa all’esito delle primarie di Ottobre. Dalle mozioni si evinse come la vittoria di Bersani avrebbe significato la ricerca dell’alleanza con l’Udc, la formazione di una “nuova Unione”. Bersani vinse. Si iniziò a parlare di alleanze in vista delle Regionali di Marzo. Casini fu subito chiaro:” O con noi, o con Vendola”. E D’Alema propose Michele Emiliano, eletto sindaco di Bari in Giugno con l’appoggio dell’Udc. Emiliano pose subito un problema: non si sarebbe dimesso da sindaco di Bari. Perciò, chiese alla Regione una leggina ad personam per risolvere il nodo dimissioni. La Regione e il Pd locale respinsero al mittente la richiesta. Ma, nello stesso tempo Vendola non mollò la presa, consapevole della sua forza e d
el suo consenso. Si arrivò ad un compromesso tra Pd e Vendola: fare le primarie. Non appena si pronunciò la parola “primarie”, Michele Emiliano ritirò la candidatura e tornò a svolgere la carica di sindaco. I vertici nazionali del Partito Democratico diedero un mandato esplorativo a Francesco Boccia per trovare attorno alla sua candidatura un’ampia coalizione. Boccia piacque all’Udc onde per cui si andò avanti su questa linea. Ma, Vendola non ha mai pensato di togliere il disturbo e lasciar spazio a Boccia. Quindi, primarie fra Boccia e Vendola, esattamente come 5 anni fa quando Vendola vinse con uno scarto di 1600 voti. Questa è la cronaca.E adesso che farà il Pd? Gli scenari possibili sono due. Primo scenario: corsa a tre. Che vuol dire? Il Pd correrà con Vendola, l’Udc sosterrà la Poli Bortone, e il Pdl Rocco Palese (uomo di Raffaele Fitto). Secondo scenario: corsa a due. Il Pd sosterrà Vendola e, per la felicità del Pdl, l’Udc avallerà la candidatura di Palese. Il primo scenario è il più probabile e, il più favorevole al Pd. Perché? La cronaca dice che la Poli Bortone, ex sindaco di Lecce e militante di Alleanza Nazionale, è stata scartata dai vertici nazionali e locali del Pdl per motivi intrinsecamente personali. Dalla candidatura della Poli Bortone ne trarrebbe vantaggio esclusivamente il Pd perché il suo elettorato è il medesimo del Pdl. Quindi, nel caso del primo scenario la vittoria di Vendola sarebbe ragionevole. Il secondo scenario sarebbe lo stesso di cinque anni fa, da una parte avremmo Vendola e dall’altra, al posto di Fitto, Rocco Palese. Direi: che casino.
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