È da tanto tempo che non si scrive su questo “giornale”. Forse troppo. Presi dal vortice degli eventi siamo scomparsi un po’ tutti. Io in primis; me ne dolgo. Eppure di avvenimenti ne sono accaduti, tante le novità dell’ultimo periodo! Novità strane, preoccupanti, certamente fonte d’ispirazione per scrivere. E invece…
Che dire? Stiamo assistendo al tracollo definitivo delle Istituzioni in questo nostro amato/odiato Paese e noi restiamo a guardare. Basiti, preoccupati, indifferenti, non ha importanza. Noi guardiamo, ne discutiamo magari, ma alla fine della proiezione, quando le luci in sala si riaccendono, ognuno per sé, si torna a casa. Mi ricordo, senza citare a memoria, cosa diceva il mio professore a proposito dei Socialisti degli anni Venti (se non vado errato): “Facevano discorsi rossi, infuocati, poi la sera tornavano a casa, si tiravano su le coperte a scaldarsi per bene e dormivano sonni tranquilli”. Noi siamo così. Noi dormiamo sonni tranquilli alla fine di ogni giornata di parole, discussioni e pensieri infuocati.
La Democrazia si basa su un semplice assunto: il popolo deve rispettare e avere piena consapevolezza dell’importanza e del significato delle Istituzioni. La Costituzione regola l’intero sistema finché da tutti è considerata giusta regolatrice. Nel momento in cui si svuota ogni sentimento nei suoi confronti, anche la Costituzione diventa carta straccia. Considero questo concetto estremamente importante. Non è la Costituzione che garantisce l’equilibrato svolgersi della Democrazia in un Paese, ma è il popolo che, considerandola tale, le conferisce i poteri per farlo. E il nostro popolo, noi insomma, cosa pensa adesso? Le Istituzioni, che importanza hanno nella nostra società?
“L’attentato della statuetta” al Primo Ministro è un fatto gravissimo. Va condannato. Mi piace, però, vedere le reazioni nei giri di valzer della nostra vita politica. Prima tutti dicevano tutto, insultavano, attaccavano, querelavano, compilavano dossier; ora, da quel putiferio di schiamazzi e violenze verbali degni d’un derby inglese dei bei tempi andati, ne sono usciti cauti fiorettisti e gentiluomini. Si richiede la calma, la sobrietà, un ritorno al dialogo,…. I peggiori berluscones si sono trasformati in santi e quel grande partito d’opposizione (???) che è il PD rimescola per bene le frasi per vomitare un frullato politichese di dubbio significato. Ma questa è la politica. Un mondo di detti e contraddetti che noi ammiriamo oltre lo schermo d’un televisore o sui fogli di giornale profumati d’inchiostro freso. Triste, vero?
Volevo parlar d’altro però. In particolare delle Istituzioni (discorso che mi sono lasciato alle spalle). Dicevo: la Democrazia funziona finché il popolo ne ha consapevolezza e rispetto. Certo, in un Paese di tifoserie (mi viene in mente l’articolo di Gianmario dell’anno passato, “Il Rosso e il Nero”), fazioni e partigianerie, è sicuramente difficile, se non impossibile, parlare di “Democrazia matura”. E in questo clima così… vivace?... dove finiscono le Istituzioni? Ognuno può dirne ciò che vuole oramai. Un Presidente della Repubblica “di sinistra"; un buon modo per legittimarlo, vero? Un presidente della Camera “compagno”, avvezzo al vino rosso di Romagna (ipse dixit Feltri). La Corte Costituzionale “di sinistra”, gli oppositori (tutti, di qualsiasi idea e origine politica) “compagni”, i giornalisti “terroristi mediatici”, i giudici e i PM “antropologicamente diversi”, ecc…
Premettendo che Cicchitto mi fa pena dopo un discorso come quello pronunciato in Parlamento a seguito dell’aggressione al Primo Ministro, mi chiedo: ma questo, secondo voi, è rispetto delle Istituzioni? No, risposta ovvia. Il problema è un altro, provo a focalizzarlo meglio: gli elettori, i cittadini, sono forse indignati? Alcuni sì. Molti altri, purtroppo, no. Eccolo il problema. Se questa fosse una Democrazia matura, discorsi simili avrebbero generato un tale moto di protesta che persone “di destra” e “di sinistra” si sarebbero probabilmente unite nell’esprimere il proprio sconforto, la propria delusione, il proprio disappunto (per dirla con termini eleganti). E’ accaduto? No. Show must go on, tutto prosegue.
Al cittadino dovrebbe stare a cuore il funzionamento delle proprie Istituzioni, non certo che la propria fazione politica abbia ragione sempre e comunque, in qualunque situazione e in qualunque momento. Così è adesso. Vi sembra, quindi, una Democrazia matura? A voi il verdetto. A me non pare neanche l’ombra sbiadita di un Paese con saldi principi democratici.
Ne approfitto per augurare a tutti Buone Feste. Chissà, forse un po’ di relax vacanziero gioverà al ribollir d’ardori dei nostri illuminati politici. L’importante è che le idee si schiariscano soprattutto a tutti noi.
1 commento:
Francamente mi hai deluso in questo articolo. Hai ripetuto tutto cio' che si dice in televisione con lo stesso tono e la stessa dose carismatica. Sono sicuro che sai fare di meglio!!!
Michele di Lascio
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