<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795</id><updated>2011-07-30T23:20:29.929-07:00</updated><category term='discorso obama cairo'/><category term='PIL'/><category term='banche fallimento salvataggio stato obama lehman brother crisi finanziaria stabilità rischio'/><category term='insulti'/><category term='politica impegno idee ideali lotta sfide futuro cause'/><category term='Savona'/><category term='campagna d&apos;odio'/><category term='La crisi - vincenzo scrutinio'/><category term='democrazia'/><category term='atei religione italia famiglia credenza dibattito idea'/><category term='crisi'/><category term='firma radio radicale attualità informazione'/><category term='Tangentopoli 2'/><category term='costituzione'/><category term='brevi spunti - alessio mazzucco'/><category term='crocifisso sentenza europea corte tradizione cristianità'/><category term='marrazzo scandalo sessuale berlusconi etica giustizia giustizialismo politica opposizione governo'/><category term='Signore Degli Anelli'/><category term='crisi economica mercati dibattito libero mercato'/><category term='puglia vendola primarie pd d&apos;alema boccia regionali'/><category term='ordinanza'/><category term='Conrad shumann foto germani muro di berlino fuga storia simbolo'/><category term='Il rosso e il nero gianmario pisanu'/><category term='politica attualita Social Network'/><category term='riforma rinnovamento crescita governo berlusconi prodi promesse populismo tasse istruzione pubblica amministrazione brunetta tagli futuro preoccupazioni'/><category term='Energia Sociale Yunus Grameen Shakti Biogas Biodigestori Tikuria Bangladesh'/><category term='mandanti'/><category term='stampa'/><category term='sicurezza'/><category term='riflessioni sull&apos;università - alessio mazzucco'/><category term='attentato'/><category term='berlusconi'/><category term='cicchitto'/><category term='riflessioni'/><category term='Domanda'/><category term='Orca Assassina'/><category term='opposizione'/><category term='voto immigrati italiani estero rappresentazione tasse cittadinanza diritto'/><category term='europee'/><category term='hamas e gli accordi del Cairo - vincenzo scrutinio'/><category term='marco travaglio - sara malucchi'/><category term='politica elezioni scheda nulla berlusconi pd attivismo saluto sfogo'/><category term='tirannicida'/><category term='politica attualita cuba internet'/><category term='politica italiana stagnazione berlusconi governi passato modifiche riforme'/><category term='emancipazione donne diritti umani hillary clinton'/><category term='riflessioni sulla politica - alessio mazzucco'/><category term='muro berlino germania est socialismo reale capitalismo problemi sociali polarizzazione società economia'/><category term='situazione politica'/><category term='Pdl'/><category term='terrorismo mediatico'/><category term='banca goldman sachs crisi regole etica'/><category term='PD Acquedotto Pugliese Vendola D&apos;Alema Boccia Casini UDC'/><category term='iraq situazione giornale il caffè'/><category term='giustizialismo'/><category term='Riccardo Ehrman Attualità Muro Berlino'/><category term='libertà'/><category term='tensione'/><category term='Scandali'/><category term='partiti'/><category term='Bilancia Commerciale'/><category term='albissola'/><category term='Italia'/><category term='pd crisi centrosinistra veltroni prodi governo caduta rinnovamento nuovo partito'/><title type='text'>Politica e Attualità</title><subtitle type='html'>Coordinatore: Gianmario Pisanu</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>46</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-4012521179057568469</id><published>2010-03-27T00:45:00.000-07:00</published><updated>2010-03-27T04:07:53.651-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica elezioni scheda nulla berlusconi pd attivismo saluto sfogo'/><title type='text'>Perché Farò Scheda Nulla Alle Votazioni</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessio Mazzucco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Andare a votare è un diritto inviolabile, un dovere sacro. Andrò. Ma quella scheda mai conoscerà la crocetta sul simbolo, né il nome della mia preferenza; vedrà scritto: "Dorme quello spirto guerrier ch'entro mi rugge". Retorica? No. Se proprio devo annullare la scheda, l'annullerò con stile. Perché annullare e non tapparsi il naso e votare il meno peggio, votare contro mr B., votare con la speranza di un mondo migliore, di una politica più positiva, di un cambiamento di cui possiamo tutti farci partecipi. Balle. Questo raccontano ogni elezioni, questo ci dicono. Eppure chi ha mai ascoltato discorsi davvero inerenti all'elezioni in proposito? Il 2008 era un referendum "Governo Prodi sì/no", il 2009 "Berlusconi sì/no", adesso "Berlusconi sei mitico/ vai a farti processare". Dico davvero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sono riusciti a farmi disinnamorare della politica. Amore direte voi? Be, perchè no? L'unica attività che ci permette di vivere in comunità, di essere solidali e uniti con il prossimo, d'aiutare il più debole, dare a tutti la possibilità di esprimersi, è la politica. Brutta cosa? Non mi pare. Eppure cosa ci propinano, cosa ci dicono? Siamo seri. Mi sono ritrovato, un paio di settimane fa, a partecipare alla presentazione di Tinto Brass come candidato Radicale in un locale milanese, poi, nella stessa sera, in una festa PD organizzata da un giovane candidato alle regionali. Cosa ci facevo lì? M'avevano attirato con l'idea di fare un po' di festa: sapeste cosa m'importa di un candidato regionale del PD, quel grande partito che dovrebbe essere il nostro centro-sinistra (dio ci salvi!). Detto questo che è accaduto? Be, nel primo il livello d'intellettualismo raggiunto è stato così nauseante che i Radicali hanno perso il mio voto (non sono radicale, ma tra tutti eran quelli che s'impegnavano di più); diciamo che la "filosofia sul culo" del signor Brass non mi ha fatto granché effetto. E non parliamo di un detto scrittore che ad un tratto si definisce "Anarchico fascista", seguito da una frase che pulsava forte nella mia testa e che gridava: "Ma cosa sta dicendo questo?". Nel secondo il livello di buonismo e &lt;em&gt;cliché&lt;/em&gt; era piuttosto alto; musiche di sinistra con nessuno che ballava, battute politiche scontate e tristi, il volantino del giovane candidato che altro non permetteva di commentare se non: "Ragazzo mio, mettici un po' di palle perfavore o quelli della Lega ti mangiano, te l'assicuro". Ma chi sono io per parlare? Di sicuro un elettore, quindi posso esprimere liberamente la mia opinione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mi si dice che per portare il cambiamento bisogna far piccoli passi alla volta. Io non faccio molto, ma quando chi mi critica darà volantini autofinanziati al freddo, metterà in gioco il suo tempo, la sua faccia, altri impegni per un progetto politico, per un'idea, per una qualche lotta all'acqua di rose, allora mi potrà dire quale via per il cambiamento sarà la migliore. Non inganniamoci: solo quando ei sarà, siccome immobile, dato il mortal sospiro, solo allora potremo dire che possibilità di cambiamento s'apriranno davanti ai nostri occhi. Vere possibilità? Non credo. Alla fine, cosa è accaduto dopo Tangentopoli, il momento più catartico della Repubblica Italiana? Chi ha potuto si è riciclato, chi aveva i mezzi è sceso in campo, un sistema che doveva essere mondato si è rigenerato, e stavolta in modo più sottile. Quello è il cambiamento all'italiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Del resto, in un Paese dove il 30% dei lavoratori evade le tasse, una quantità di denaro pari al 5% del PIL gira nel circuito della corruzione, dove chi non riesce a prendere una certificazione, a passare un esame, va in un certo posto dove può pagarlo o sa che è più semplice, dove solo una frazione minima delle persone dichiara più di 100000 euri annui di reddito (mi pare intorno all'1%), dove i giornalisti si schierano, i magistrati vengono dichiarati comunisti, dove il Presidente della Repubblica viene tirato per la giacca prima dagli uni poi dagli altri, dove si mente sui dati in modo tanto palese che neanche il menzognero riesce a convincersi di quando dichiara, dove chi manifesta molto spesso non sa neanche perché lo stia facendo, dove le persone che credono nella politica, nel cambiamento vengono deluse di continuo, cosa si può sperare di un Paese così? Cosa si può sperare in un Paese dove parole, etichette e promesse vengon confuse in un calderone ribollente, vomitate su un pubblico attonito, dove prescrizione viene confusa con assoluzione, dove l'80% delle persone s'informa solo tramite una scatoletta magica detta comunemente &lt;em&gt;televisione&lt;/em&gt;, dove chiunque può sparare ciò che vuole in qualsiasi momento senza un serio contraddittorio e una ferma opposizione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non so quanto questo giornale andrà avanti, sarò sincero con voi. Del resto, il vino buono viene prodotto laddove le vigne sono ben curate, i vitigni ben potati, il terreno ben fertilizzato. Se mai riusciremo a riprenderci, a ricominciare, sarò felice di scrivere ancora opinioni, riflessioni e brevi e incomplete analisi. Se tutto questo, invece, si spegnerà silenzioso, sono felice d'aver partecipato all'avventura breve di un solo anno, sicuro che mi mancherà. E questo è il mio saluto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Che dire? Dopo tanto sfogo, forse qualcuno potrebbe dire: "E tu che faresti?". Non ho un programma, né un'idea completa su cosa si potrebbe fare in questo Paese. Rispondere alla domanda "Che fare?" del fu Silone mi troverebbe impreparato, troppo presuntuoso se tentassi una risposta. Posso dire solo "Onesti di tutt'Italia, unitevi".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-4012521179057568469?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/4012521179057568469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=4012521179057568469&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/4012521179057568469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/4012521179057568469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2010/03/perche-faro-scheda-nulla-alle-votazioni.html' title='Perché Farò Scheda Nulla Alle Votazioni'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-678132157969976094</id><published>2010-03-22T10:47:00.000-07:00</published><updated>2010-03-22T11:59:56.090-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PIL'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bilancia Commerciale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia'/><title type='text'>Simul Stabunt, Simul Cadent: la bilancia commerciale ed il suo ruolo nella ripresa in Italia</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vincenzo Scrutinio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a style="" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e4hT2PVII/AAAAAAAAACc/teouBwwPjW4/s1600-h/5_corporate-earnings2.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 197px; height: 254px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e4hT2PVII/AAAAAAAAACc/teouBwwPjW4/s320/5_corporate-earnings2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451528756358239362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;“Moriens tua mors ero.”&lt;br /&gt;Martin Lutero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante la caduta del prodotto interno lordo si sia ormai arrestata la ripresa economica stenta  a decollare: L’Italia è stata duramente colpita dalla recessione mondiale con una perdita in termini di Prodotto Interno Lordo nel 2009 del 4,8% del Pil come il Regno Unito e la Germania ed un po’ meglio del Giappone  (-5,3%) ed i tassi di crescita per il 2010 e 2011 si prospettano piuttosto contenuti (+1,0% e 2011). Se tuttavia consideriamo anche il 2008 la situazione italiana è seconda solo a quella Giapponese per perdita cumulata di Pil con un tragico -6,44% per il paese del Sol Levante e del 5,8% per l’Italia. Vari elementi hanno contribuito a rendere questa recessione particolarmente dura per il nostro paese come il persistente basso livello di crescita nell’ultimo decennio che ha reso l’economia italiana particolarmente fragile a shock esterni. Tuttavia alcuni elementi rendono questa recessione unica ed in particolar modo la situazione, abbastanza anomala rispetto alle precedenti recessioni italiane, della bilancia commerciale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Recessione: uno sguardo d’insieme&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’economia italiana è stata colpita in vario modo durante la recessione globale: in questa sezione intendo riassumere alcuni elementi rilevanti riguardo ad alcune variabili macroeconomiche. In tale sede non mi aspetto di poter dare un quadro sufficientemente esaustivo delle caratteristiche della situazione attuale per cui rimando ai documenti citati per ulteriori approfondimenti [1].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo partirei dall’economia reale ed in particolare dal settore industriale. Un osservazione dei dati in prospettiva storica ci consente di dire che l’impatto dell’attuale crisi supera di gran lunga quello di tutte le precedenti recessioni del dopoguerra. In base all’indice della produzione industriale della Banca d’Italia (Figura 2), l’attuale crisi a causato una &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e6D0gLrRI/AAAAAAAAACk/IECkXsqRxVo/s1600-h/Immagine2.png"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 314px; height: 216px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e6D0gLrRI/AAAAAAAAACk/IECkXsqRxVo/s320/Immagine2.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451530448751275282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;diminuzione della produzione industriale estremamente marcata con un crollo dell’indice di ben 30 punti nel 2008 contro una diminuzione del medesimo di circa 10 punti durante la recessione del 1973 e di solo 5 punti nel 1993. A partire dalla fine del 2008 la situazione è iniziata a migliorare gradualmente con una leggera crescita dell’indice fino ad un livello di 88 punti a gennaio 2010 [2], che , per intenderci, era il livello del 1994-1995. Quindi, in più o meno due anni siamo tornati ai livelli produttivi di circa 15 anni fa. Tale collasso è stato causato da una contrazione della domanda aggregata mai vista prima. In primo luogo i consumi delle famiglie sia in termini di beni durevoli che non durevoli si sono contratti in modo consistente anche se in modo meno marcato rispetto alla recessione del 1993. La contrazione è stata particolarmente forte per quanto riguarda i consumi non durevoli e semidurevoli mentre per quanto riguarda i consumi di beni durevoli la recessione del 1993 mantiene per ora il suo primato negativo [3]. Questa dinamica riflette una diminuzione della ricchezza e del reddito delle famiglie. Come osservato nell’indagine del 2009 sulla ricchezza delle famiglie, infatti, la ricchezza netta delle famiglie è di diminuita nel corso del 2008 di circa 1,9 punti percentuali, per lo più a causa di forti perdite sulle attività finanziarie (-8,2%) ed in misura minore per un aumento delle passività [4]. La dinamica dei prezzi delle abitazioni (il cui valore costituisce circa l’80% della ricchezza delle famiglie) è  stata negativa  ma in modo fortunatamente più contenuto con una riduzione del valore degli immobili di circa lo 0,4% (-1,1% in termini procapite). A questi effetti sulla ricchezza vanno sommati gli effetti negativi sul reddito dovuti al forte aumento della disoccupazione che ha registrato un aumento di 2,4 punti percentuali rispetto al 2007 secondo dati Oecd [5]. L’impatto effettivo della crisi sull’occupazione potrebbe essere maggiore e tornare in linea con gli effetti mostrati nelle altre economie avanzate se si considerasse anche la cassa integrazione straordinaria. Qualora  anche i soggetti che beneficiano di questa istituzione rientrassero nel conteggio l’aumento della disoccupazione sarebbe di circa 4 punti percentuali [6].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del 2008 e del 2009 gli investimenti sono crollati, con una contrazione del 4% nel corso del 2008 e del 12% nel 2009. La situazione è in parte migliorata alla fine del 2009 ma i tassi di crescita rimangono ancora negativi (-3,8% per il IV trimestre 2009). La situazione in questo campo sembra non essere destinata a migliorare nel breve periodo se si considera che il clima di fiducia delle imprese si è enormemente deteriorato durante la crisi e il tasso di utilizzo della capacità produttiva  [7] è sceso a circa il 77% nel 2008. Anche in presenza, quindi, di migliori aspettative sulla domanda di beni ci vorrà un po’ di tempo prima che questo porti a più occupazione ed investimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un discorso a parte merita la bilancia commerciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;This time is different: La bilancia commerciale italiana nella crisi corrente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se durante le recessioni del 1974 e del 1993 l’andamento delle esportazioni aveva sostenuto la crescita del Pil, con effetti positivi sulla domanda aggregata, la situazione attuale si presenta ben &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e6RJsRt_I/AAAAAAAAACs/xFtSwu_ZJck/s1600-h/Immagine3.png"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 221px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e6RJsRt_I/AAAAAAAAACs/xFtSwu_ZJck/s320/Immagine3.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451530677777446898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;diversa. Come si può ben vedere dalla figura 3, la dinamica della bilancia commerciale era stata favorevole all’economia attuale durante la recessione del 1993, anche a causa del fatto che la crisi era stata alimentata da un attacco speculativo sulla Lira con una conseguente svalutazione (-30%). Tuttavia questo fenomeno non va considerato come un’anomalia ma, al contrario, la crescita delle esportazioni si è rivelata essere uno degli elementi chiave per la ripresa economica durante numerose recessioni nelle economie avanzate [8]. Una situazione di stress economico porta, infatti, come naturale conseguenza, un indebolimento delle prospettive economiche per il paese in esame, con un conseguente deprezzamento della sua valuta in regime di cambi flessibili. Tale fenomeno può essere rafforzato da dinamiche deflazionistiche che portano ad un ulteriore deprezzamento della valuta in termini reali. Nel caso attuale, tuttavia, la natura globale dell’attuale recessione non ha permesso alle esportazioni di sostenere l’attività economica ed il fatto che sembra difficile che i paesi investiti dalla crisi possano essere aiutati nel breve periodo da una crescita della domanda estera, contribuirà ad allungare i tempi della ripresa [9]. Il commercio mondiale si è ridotto in misura considerevole e, dopo una contrazione dei volumi del 12,3% nel 2009, ci si attende che torni a crescere lentamente con tassi di crescita pari a 5,8% nel 2010 e 6,3% nel 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l’Italia la situazione è ancora peggiore se si considera che molti dei partner commerciali del paese si sono trovati al centro della crisi ed anche la loro ripresa sarà lenta. Se escludiamo gli Stati Uniti con una quota del 6% delle esportazioni italiane, i principali partner commerciali sono europei con molti di essi appartenenti all’area euro con Francia, Germania e Spagna in testa (Figura 3). Tutte queste economie cresceranno relativamente poco nei prossimi anni e questo provocherà un ulteriore ristagno delle nostre esportazioni. Le relazioni commerciali con le economie asiatiche, d’altro canto, sono poco rilevanti con la Cina che rappresenta solo il 2% del nostro mercato estero e l’India che non figura neanche tra i primi venti importatori.  Considerando che le economie asiatiche saranno il motore della ripresa, possiamo comprendere quale grande occasione queste economie avrebbero potuto essere per l’economia italiana. In questa ottica sembra anche più facile spiegare la dinamica del saldo netto di bilancia commerciale durante l’attuale recessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il saldo commerciale con le economie extraeuropee è migliorato sia grazie ad una ripresa più dinamica sia grazie alla diminuzione del prezzo del petrolio, passato da 150 dollari al barile nell’autunno 2008 agli attuali 82, la situazione è invece peggiorata per quanto riguarda il saldo commerciale netto con le economie europee (figura 4). Il saldo della bilancia commerciale sta &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e6aaldl7I/AAAAAAAAAC0/0P5YwQU_mDs/s1600-h/Immagine4.png"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 298px; height: 117px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e6aaldl7I/AAAAAAAAAC0/0P5YwQU_mDs/s320/Immagine4.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451530836931090354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;migliorando lentamente rispetto alle economie extraeuropee (il saldo del 2009 mantiene un segno negativo prevalentemente a causa del forte deficit registrato in gennaio) che mostrano una ripresa più dinamica ma questo effetto è più che compensato dal peggioramento che si registra nei confronti di alcune economie che stanno ancora affrontando gli effetti della crisi. In particolare il surplus commerciale con la Spagna (figura 5), ancora nel pieno della recessione, si è ridotto drasticamente nel 2009 (-57,75%), contribuendo in maniera decisiva al peggioramento della bilancia commerciale (45,29% del peggioramento può essere imputato direttamente alla dinamica del saldo commerciale con la Spagna).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e6lCMFAjI/AAAAAAAAAC8/OawqiAVNx2M/s1600-h/Immagine5.png"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 222px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e6lCMFAjI/AAAAAAAAAC8/OawqiAVNx2M/s320/Immagine5.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451531019360731698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La lezione della crisi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione si può dire che l’attuale crisi, a causa della sua natura globale, non ha permesso alle economie di sfruttare la leva della domanda estera per uscire dalla recessione. L’Italia si è trovata in una situazione particolarmente sfortunata: duramente colpita sul fronte interno non ha potuto sfruttare il motore asiatico per essere trainata fuori dalla recessione ed ha condiviso la sorte di alcuni dei suoi partner commerciali più sfortunati come la Spagna la cui crescita, prima osteggiata per l’aver insidiato la posizione in classifica dell’economia italiana, portava una notevole dose di benessere anche all’Italia attraverso l’export. Se l’alta esposizione alle economie europee è facilmente comprensibile facendo riferimento ad alcuni degli elementi base dell’economia internazionale, come il modello gravitazionale, e considerando il ruolo propulsivo che ha avuto la creazione del mercato unico europeo, l’eccessivo sbilanciamento sembra dimostrarsi una fonte di debolezza per l’economia italiana ed un freno alla crescita economica. Come Raghuram Rajan  [10] ha affermato in una sua lecture all’Università Bocconi: “ La crescita mondiale sarà nei prossimi anni trainata dalle economie asiatiche i cui consumatori necessitano di beni che rispondano a bisogni diversi rispetto a quelli dei consumatori occidentali”. Le economie avanzate non possono permettersi di ignorare questo monito ed in particolar modo le economie “deboli” ed a vocazione esportatrice come l’Italia. Bisogna augurarsi che questo impegno si concretizzi in qualcosa di più dei salumi halal esportati nei paesi del Golfo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Note&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. In molti casi si farà riferimento ai dati presenti in “Le principali recessioni italiane: un confronto retrospettivo” di Bassannetti, Cecioni et al. (2009), per uno sguardo riassuntivo sulla dinamica del Pil ed i contributi delle singole variabili macroeconomiche si veda la &lt;a href="http://giornaleilcaffe.it/Documents/Articolo-Vincenzo-Figura1.png"&gt;figura 1&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;2. The Italian Economy in Brief (2010)&lt;br /&gt;3. Bassannetti, Cecioni et al. Op. cit.&lt;br /&gt;4. Supplemento a bollettino statistico della Banca d’Italia, “La ricchezza delle famiglie italiane 2008” (2009)&lt;br /&gt;5. OECD (2010)&lt;br /&gt;6. Boeri (2010)&lt;br /&gt;7. Ovvero quanto della capacità produttiva viene effettivamente usato nella produzione di beni.&lt;br /&gt;8. Si veda Haugh, Ollivaud et Turner (2009).&lt;br /&gt;9. World Economic Outlook, April (2009)&lt;br /&gt;10. Rajan (2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riferimenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Banca d’Italia, 2010, “The italian economy in Brief: Marzo”, Banca d’Italia, &lt;a href="http://www.bancaditalia.it/statistiche/altre_pub/econ_it/2010/35_10/iteconom_35_eng.pdf"&gt;http://www.bancaditalia.it/statistiche/altre_pub/econ_it/2010/35_10/iteconom_35_eng.pdf&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Banca d’Italia, 2009, “Supplemento statistico: La ricchezza delle famiglie italiane 2008”, Banca d’Italia, &lt;a href="http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2009/suppl_67_09.pdf"&gt;http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/banc_fin/ricfamit/2009/suppl_67_09.pdf&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Bassanetti A., Cecioni A., Nobili A. e Zevi G., 2009, “Le principali recessioni italiane: un confronto retrospettivo”, Banca d’Italia Occasional Paper,  &lt;a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qf_46/QEF_46.pdf"&gt;http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qf_46/QEF_46.pdf&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Boeri T., 2010, Introduzione all’incontro di “Economia e Società Aperta: Disoccupati e Precari: e se diventano una categoria?”, 15/3/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Haugh D., Ollivaud P. e Turner D., OECD, “The Macroeconomic Consequences of Banking Crises in OECD Countries”, OECD Working Paper N. 683, &lt;a href="http://www.olis.oecd.org/olis/2009doc.nsf/LinkTo/NT00000DDE/$FILE/JT03260699.PDF"&gt;http://www.olis.oecd.org/olis/2009doc.nsf/LinkTo/NT00000DDE/$FILE/JT03260699.PDF&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;IMF, 2009, “World Economic Outlook, April 2009. Chapter 3, From Recession to Recovery: How Soon and How Strong?”, IMF World Economic Outlook, &lt;a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2009/01/"&gt;http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2009/01/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;OECD, 2010, “OECD Harmonyzed Unemployement Rates News Release: Jannuary 2010”, &lt;a href="http://www.oecd.org/dataoecd/20/21/44746304.pdf"&gt;http://www.oecd.org/dataoecd/20/21/44746304.pdf&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rajan Raghuram, 2009, The Global Credit Crisis: Causes and Consequences”,  Lecture tenuta il 10/12/2009 in occasione del seminario FIN.TE.MA presso l’Università Bocconi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-678132157969976094?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/678132157969976094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=678132157969976094&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/678132157969976094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/678132157969976094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2010/03/simul-stabunt-simul-cadent-la-bilancia.html' title='Simul Stabunt, Simul Cadent: la bilancia commerciale ed il suo ruolo nella ripresa in Italia'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S6e4hT2PVII/AAAAAAAAACc/teouBwwPjW4/s72-c/5_corporate-earnings2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-6089340515308535190</id><published>2010-02-26T06:08:00.000-08:00</published><updated>2010-02-26T06:41:43.504-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Signore Degli Anelli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='campagna d&apos;odio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tangentopoli 2'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scandali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Orca Assassina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><title type='text'>L'Orca Assassina e i paladini della libertà</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Diego Zunino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S4fXmbT9h_I/AAAAAAAAAJc/C8DPs53TQP8/s1600-h/header_promotori2.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 188px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S4fXmbT9h_I/AAAAAAAAAJc/C8DPs53TQP8/s400/header_promotori2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442555729867016178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;In quest'ultimo periodo penso di stare assistendo a un sovraccarico mediatico di scandali cui forse avrò passivamente assistito solo nel 1992 quando, allora quattrenne, ritenevo che i politici fossero una derivazione dei miei tanto amati poliziotti con le loro macchinine blu e le pistole e i caschi blu supereroi nella Jugoslavia, paese che chissà perché mi era vietato visitare con il solo tesserino azzurro del certificato di nascita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ora non vorrei fare il solito sinistrorso radical chic che sorseggiando il suo bicchiere di whisky di buona qualità si strugge "con la faccetta sempre sofferente" a spiegare "che quest'Italia fa schifo, che ne vorrebbe un'altra salvo che... non ha mai lavorato!" (cit.) pur tuttavia non posso fare a meno di non notare questo accanimento verso il mondo della politica in generale. Prima Silvio, poi Marrazzo, dunque Delbono, per finire con Bertolaso. Accanto a scandali nel mondo della finanza come l'ultimo di Fastweb e il senatore eletto con i voti della 'ndrangheta. Anche ad Albissola, nel mio piccolo paese viene presuntamente "inchiodato" l'ex sindaco e nel piccolo, qualche blog lo ricopre di un fango mediatico di dubbia provenienza giacché di costui non si sa nemmeno il movente per cui avrebbe dovuto accettare, presso il proprio ufficio (sic!), una tangente da 50 000 €.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il pericolo è quello di non riuscire più a distinguere l'informazione dalla calunnia, il vero dal falso. Tutto ribolle in un calderone cui si aggiungono ogni giorno nuovi ingredienti sempre gridando allo scandalo, logorando la credibilità delle istituzioni e, io sono convinto, intralciando il lavoro di indagine della magistratura. Non posso giudicare se questa sia o meno ad orologeria, o come dice Spinoza.it nel caso di Bertolaso a sismografia, pur tuttavia sfido ora il lettore medio a non credere a un certo tipo di coincidenza o a non sentirsi in un periodo di forte instabilità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altro canto l'attuale maggioranza, più "Orca Assassina" che "Balena Bianca", va a nozze con questo clima, che fomenta istituendo una dicotomia gravissima e inaccettabile per ogni persona dotata di un briciolo di razionalità: la maggioranza è il bene e la libertà. La sinistra il male che vuole comporre un esercito di extracomunitari per tentare un golpe elettorale una volta fallito quello togato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Trasformare l'avversario in nemico è quanto di più riprovevole che io possa accettare: creare i "promotori della libertà" "Un esercito del bene contro l’esercito del male, di chi ama contro chi odia. Una forza popolare, un vero e proprio esercito di difensori della libertà, composto da uomini, donne, giovani, da italiani che si schierano e si impegnano", che faranno capo direttamente a Lui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dalle parole del Presidente mi è venuto in mente la scena finale de "Il signore degli Anelli - le due torri" con l'esercito dei cattivi -brutti, sporchi, puzzolenti e feroci- assalire la candida cittadella fortificata e venire sgominati alla fine dall'intervento di una pattuglia di cavalieri bianchissimi, guidati dal loro carismatico leader, il buon Gandalf il bianco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto non ci resta da capire per quale esercito schierarsi, i paladini e le camicie verdi contro le ordalie sinistrorse. Per gli interessati è stato istituito persino un tesseramento online, ecco il link &lt;a href="http://www.promotoridellaliberta.it/index.php/iscriviti/registers"&gt;http://www.promotoridellaliberta.it/index.php/iscriviti/registers&lt;/a&gt;. Ora scusate ma mentre gli araldi chiamano alle armi corro a Granburrone a fumarmi l'erba pipa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-6089340515308535190?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/6089340515308535190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=6089340515308535190&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/6089340515308535190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/6089340515308535190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2010/02/lorca-assassina-e-i-paladini-della.html' title='L&apos;Orca Assassina e i paladini della libertà'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S4fXmbT9h_I/AAAAAAAAAJc/C8DPs53TQP8/s72-c/header_promotori2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-6036920285924779066</id><published>2010-02-20T02:36:00.000-08:00</published><updated>2010-02-20T03:04:27.937-08:00</updated><title type='text'>Signor Presidente, Mi Compiaccio E Mi Auguro....</title><content type='html'>&lt;em&gt;Giorgio Piga&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino ad ora non ho né commentato né voluto scriver nulla riguardo all’aggressione subita dal premier in piazza Duomo il 13 dicembre al termine di un comizio, mentre si accingeva ai suoi soliti bagni di folla; volutamente ho lasciato trascorrere il tempo per riflettere sulla vicenda a mente fredda. Ricapitoliamo un po’: Berlusconi afferma (almeno secondo quanto detto dal fido Bonaiuti) di essere preoccupato del clima d’odio di quegl’ultimi giorni ancor prima di salire sul palco e di temere gli accada qualcosa di grave. Tant’è che, finita la manifestazione, tal Tartaglia, sfuggito agli occhi esperti della sicurezza, lancia una statuetta raffigurante il Duomo contro il presidente che, immediatamente, viene trascinato via e caricato in macchina anche se, prima di essere trasferito in ospedale, mostra al suo popolo il suo volto insanguinato e sofferente. Le dichiarazioni si susseguono, Gasparri dice che, Cicchitto chiosa, Di Pietro continua a sbagliare strategia ecc. Ora, al di là di ogni dichiarazione o critica o quant’altro, posso dire che il volto dolorante del premier in quel momento era il volto dolorante di una persona qualunque, perciò non posso che condannare il folle gesto di uno sconsiderato, seppur psicolabile; va condannato senza se e senza ma. Né tantomeno condivido il solito façon de faire del leader dell’Idv. Tuttavia, non posso certo essere d’accordo con le frasi Cicchittesche e Gasparrine, trite e ritrite peraltro; tutto ciò è frutto del clima d’odio continuo contro Berlusconi: questo il sunto dei due capigruppo. Calma, ragazzi miei, calma. Nessuno vuol certo difendere Tartaglia, ma non si può certo pensare che il clima d’odio contro il presidente del consiglio sia frutto unicamente degli attacchi, che credo del tutto legittimi in un paese democratico, o delle idee di una fazione politica che, oltretutto, tende semplicemente a interpretare il pensiero di chi la vota e che in tale pensiero ci si ritrova. E a mio avviso, la violenza dello scontro politico non è nata per caso o per puro capriccio, ma è degenerata in questi ultimi sedici anni, da quando cioè Berlusconi è entrato in politica. Il primo ad abbandonare un sereno clima di confronto, se la memoria non mi inganna, è stato lui, infischiandosene bellamente del rispetto per gli altri, avversari e non; lui, il primo che non ha mai pensato o voluto pensare all’importanza del ruolo di leader di partito, prim’ancora che capo di governo. Sarebbe troppo andare a contare le innumerevoli frasi sconsiderate propinateci in questi sedici anni, per inquadrare un attimo il fatto che, forse, non tutto può essere dovuto a chi la pensa diversamente. Ripeto, ciò non giustifica minimamente un attacco fisico contro la persona del presidente del consiglio né nei confronti di chiunque. Ritengo però che, se un tale è arrivato a compiere una simile nefandezza, spinto magari dal fatto di essere considerato un coglione perché vota a sinistra (mi si perdoni il banale esempio, ma credo calzi alla perfezione), qualche domanda sullo stato attuale delle cose il premier se la dovrebbe porre; in una situazione come quella in cui ci troviamo ora, nel clima di tensione verbale e politica che caratterizza l’Italia al momento, mi è difficile pensare che quanto è successo sia colpa di una sola parte che inculca “odio” e antiberlusconismo nelle menti che, quando son labili come quella dell’aggressore, vengono influenzate negativamente e avvengono  episodi come quello a cui abbiamo assistito. Prendo atto del fatto che Di Pietro non utilizza una dialettica che porti ad un raffreddamento del clima, già piuttosto acceso, ma prendo atto anche del fatto che tutta la maggioranza prosegue insistente sulla strada della chiusura pressoché totale, basata sull’antico e fatiscente schema “con me o contro di me”. Ben facile dire poi che con questa sinistra non si può dialogare quand’è Berlusconi stesso che da sedici anni detta le regole del confronto mai disposto a scendere a compromessi, oppure ribalta il tavolo delle trattative come avvenne per il patto della crostata; trincerandosi dietro alla numerologia dei sondaggi e al settanta percento dei consensi o, meglio ancora, dietro a frasi che riguardano un coinvolgimento totale del popolo italiano con le sue idee. Presidente si rassegni, non tutti gli italiani sono con lei perché ben il trenta percento la pensa  diversamente, me compreso, dichiarandosi assai contenta di questo. Mi compiaccio della sua rapida guarigione e mi auguro che quanto successo  non si ripeta più; mi auguro anche che lei non sfrutti questo violento episodio per difendere oltremodo certi atteggiamenti, a mio avviso indifendibili e mi auguro che, prima o poi, qualcheduno in più all’interno della maggioranza sia in grado di esprimere il proprio pensiero senza che, necessariamente, rifletta in tutto e per tutto il suo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-6036920285924779066?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/6036920285924779066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=6036920285924779066&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/6036920285924779066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/6036920285924779066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2010/02/signor-presidente-mi-compiaccio-e-mi.html' title='Signor Presidente, Mi Compiaccio E Mi Auguro....'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-6971462713777672922</id><published>2010-01-25T01:38:00.000-08:00</published><updated>2010-01-25T01:54:32.935-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='puglia vendola primarie pd d&apos;alema boccia regionali'/><title type='text'>Caso Puglia</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Giuseppe Alberto Falci&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S11n9oLV4xI/AAAAAAAAAIM/G7Wbx1atUWk/s1600-h/nic_vendola.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430611034133357330" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 179px; CURSOR: hand; HEIGHT: 166px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S11n9oLV4xI/AAAAAAAAAIM/G7Wbx1atUWk/s320/nic_vendola.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo settimane di contrapposizioni interne al centrosinistra, si è conclusa la “telenevola” pugliese. Ha vinto Nichi Vendola, con oltre il 70% dei suffragi, sul rivale Francesco Boccia nella sfida per conquistare la candidatura alla Presidenza della Regione. Hanno votato circa 192.000 persone per le primarie del centrosinistra in Puglia. Il dato è quello definitivo reso pubblico dal Pd pugliese. Coloro che votarono in Puglia alle primarie del Pd il 25 ottobre scorso quando venne scelto Pierluigi Bersani a segretario del partito furono circa 170.000. Furono invece 79.296 i partecipanti alle primarie del 2005 quando per la prima volta Nichi Vendola ebbe la meglio su Francesco Boccia nella scelta del candidato presidente del centrosinistra per la Regione Puglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa è successo in questi mesi in Puglia? Facciamo una breve storia dei fatti. In Agosto la riconferma di Vendola era cosa buona e certa. Durante la festa della Tarantella, Massimo D’Alema era stato chiaro: "Nichi è il nostro candidato”. Poi, gli incontri di fine estate, fra Casini e D’Alema, iniziarono a far trapelare qualcosa. A quel punto, la candidatura di Vendola rimase appesa all’esito delle primarie di Ottobre. Dalle mozioni si evinse come la vittoria di Bersani avrebbe significato la ricerca dell’alleanza con l’Udc, la formazione di una “nuova Unione”. Bersani vinse. Si iniziò a parlare di alleanze in vista delle Regionali di Marzo. Casini fu subito chiaro:” O con noi, o con Vendola”. E D’Alema propose Michele Emiliano, eletto sindaco di Bari in Giugno con l’appoggio dell’Udc. Emiliano pose subito un problema: non si sarebbe dimesso da sindaco di Bari. Perciò, chiese alla Regione una leggina ad personam per risolvere il nodo dimissioni. La Regione e il Pd locale respinsero al mittente la richiesta. Ma, nello stesso tempo Vendola non mollò la presa, consapevole della sua forza e d&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S11pqMvbjSI/AAAAAAAAAIU/ikoGm6ZagPU/s1600-h/casini-dalema.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430612899374271778" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S11pqMvbjSI/AAAAAAAAAIU/ikoGm6ZagPU/s320/casini-dalema.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;el suo consenso. Si arrivò ad un compromesso tra Pd e Vendola: fare le primarie. Non appena si pronunciò la parola “primarie”, Michele Emiliano ritirò la candidatura e tornò a svolgere la carica di sindaco. I vertici nazionali del Partito Democratico diedero un mandato esplorativo a Francesco Boccia per trovare attorno alla sua candidatura un’ampia coalizione. Boccia piacque all’Udc onde per cui si andò avanti su questa linea. Ma, Vendola non ha mai pensato di togliere il disturbo e lasciar spazio a Boccia. Quindi, primarie fra Boccia e Vendola, esattamente come 5 anni fa quando Vendola vinse con uno scarto di 1600 voti. Questa è la cronaca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E adesso che farà il Pd? Gli scenari possibili sono due. Primo scenario: corsa a tre. Che vuol dire? Il Pd correrà con Vendola, l’Udc sosterrà la Poli Bortone, e il Pdl Rocco Palese (uomo di Raffaele Fitto). Secondo scenario: corsa a due. Il Pd sosterrà Vendola e, per la felicità del Pdl, l’Udc avallerà la candidatura di Palese. Il primo scenario è il più probabile e, il più favorevole al Pd. Perché? La cronaca dice che la Poli Bortone, ex sindaco di Lecce e militante di Alleanza Nazionale, è stata scartata dai vertici nazionali e locali del Pdl per motivi intrinsecamente personali. Dalla candidatura della Poli Bortone ne trarrebbe vantaggio esclusivamente il Pd perché il suo elettorato è il medesimo del Pdl. Quindi, nel caso del primo scenario la vittoria di Vendola sarebbe ragionevole. Il secondo scenario sarebbe lo stesso di cinque anni fa, da una parte avremmo Vendola e dall’altra, al posto di Fitto, Rocco Palese. Direi: che casino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-6971462713777672922?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/6971462713777672922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=6971462713777672922&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/6971462713777672922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/6971462713777672922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2010/01/caso-puglia.html' title='Caso Puglia'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/S11n9oLV4xI/AAAAAAAAAIM/G7Wbx1atUWk/s72-c/nic_vendola.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-9113626721243325068</id><published>2010-01-23T12:30:00.000-08:00</published><updated>2010-01-23T20:44:27.738-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PD Acquedotto Pugliese Vendola D&apos;Alema Boccia Casini UDC'/><title type='text'>Il PD e la Puglia: come perdersi in un bicchier d'acqua. Di rubinetto.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Simone Signore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S1tegMp_lXI/AAAAAAAAACU/VbavYWn0wok/s1600-h/forum-nazionale-acqua-pubblica2.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 279px; height: 186px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S1tegMp_lXI/AAAAAAAAACU/VbavYWn0wok/s320/forum-nazionale-acqua-pubblica2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430037682971448690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Per molti il comportamento degli ultimi tempi di Massimo D’Alema, recentemente bocciato per la nomina di Ministro degli Esteri Europeo  (e dal prossimo martedì, nuovo presidente del Comitato &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, COPASIR), e di Nichi Vendola, ex-governatore della Puglia nonché portavoce di Sinistra Ecologia Libertà, appare come l’ennesimo ingiustificato hara-kiri politico, che rende l’arte del disaccordo il vero tallone d’Achille del PD. Eppure, a ben vedere, la faccenda potrebbe non essere così irrilevante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benché D’Alema smentisca l’ipotesi “inciucista” che avrebbe portato ad un’alleanza pugliese PD-UDC nel nome di Francesco Boccia, vi sono numerosi indizi che portano a considerazioni in senso opposto. Insomma, per citare Andreotti, “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dà il caso infatti che il suocero di Pierferdinando Casini sia l’imprenditore Gaetano Caltagirone, decimo uomo più ricco d’Italia, che possiede il 7,5% di ACEA SpA (Azienda Comunale Energia e Ambiente), la quale ha già da molto tempo puntato gli occhi sull’acquedotto pugliese per mezzo delle azioni del suo amministratore delegato, Marco Staderini, ex Lottomatica ed ex CdA RAI, anch’egli legato da intima amicizia con Casini. A rinforzare la catena di relazioni troviamo Andrea Péruzy, consigliere di ACEA per conto dell’azionista francese Suez e segretario generale della dalemiana Fondazione Italianieuropei. Questi legami a doppio filo si concretizzano nella scelta di opporre a Vendola l’economista Francesco Boccia (MBA Bocconi n.d.r.), peraltro già sconfitto da Vendola nel 2005 per poco più di 1200 voti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un’intervista ad un giornalista de “La Gazzetta del Mezzogiorno” Boccia dichiara infatti che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Se l’acqua (fosse) pubblica, la Regione (…) dovrebbe darla gratis a tutti e, invece, in Puglia si pagano le tariffe più alte. Per questo sono per la statalizzazione delle imprese che detengono il patrimonio delle principali utilities, ma sulla gestione no: pretendo che le famiglie del San Paolo di Bari &lt;/span&gt;(n.d.r quartiere popolare ad alto tasso di disoccupazione e microcriminalità)&lt;span style="font-style: italic;"&gt; non paghino nulla e i benestanti come me e Vendola paghino di più. E, per farlo, occorre aprire le porte della gestione alla competizione tra privati, pur tutelando la maggioranza in mano pubblica"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vendola, dal canto suo, ha sempre rivendicato la necessità di mantenere il servizio idrico nelle mani dell’amministrazione pubblica: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Noi non consentiremo un esproprio di un bene che e' un vanto, un orgoglio. L'Acquedotto pugliese e' un grande bene pubblico, l'acqua che da' ai cittadini e' un diritto universale. Noi ci metteremo di traverso, lo faremo con tutte le nostre forze, contro ogni disegno per regalare a qualche multinazionale francese o americana un bene pubblico come quello pugliese”.&lt;/span&gt; Contro la volontà di Vendola si inserisce però il Decreto Ronchi dello scorso novembre, che stabilisce l’affidamento della gestione dei servizi idrici ai privati entro il 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È dunque iniziata la guerra dell’oro Blu?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benché gli intenti espressi da Boccia siano più che encomiabili, numerosi studi sulla transizione da gestione pubblica a gestione privata delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Water Utilities&lt;/span&gt; hanno prodotto risultati poco gratificanti. I casi più eclatanti sono il Ghana, dove la PPP (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Partnership Pubblico Privato&lt;/span&gt;) fondata dal governo ed alcune multinazionali ha raddoppiato il costo dell’acqua, fino ad arrivare a costituire un decimo del guadagno medio giornaliero; anche a Cochabamba, in Bolivia, dopo l’avvento del consorzio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aguas del Tunari&lt;/span&gt;  (tra cui la statunitense &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bechtel &lt;/span&gt;e l’italiana &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Edison&lt;/span&gt;) i prezzi aumentarono del 20%-30% sino a costituire un quarto del reddito mensile. Anche le città di Cancun, Saltillo, and Aguas Calientes in Messico hanno storie differenti in cui la costante è un aumento indiscriminato dei prezzi (dal 32%-68% o più) ed addirittura il rischio di bancarotta delle imprese operanti (come ad esempio la francese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vivendi&lt;/span&gt;, che ad Aguas Calientes nel 1994 rischiava il fallimento, salvo poi rinegoziare con la pubblica amministrazione un contratto trentennale ancora più vantaggioso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvicinandosi un po’, troviamo i due casi documentati da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Report  &lt;/span&gt;(che consiglio a tutti di vedere: &lt;a href="http://bit.ly/8NSf6G"&gt;http://bit.ly/8NSf6G&lt;/a&gt;) di Arezzo (con la multinazionale francese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Suez&lt;/span&gt;), dove i prezzi sono raddoppiati una prima volta con l’avvento del servizio privato ed una seconda a causa del cambio truffaldino 1:1 con l’euro, o di Aprilia con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;AcquaLatina SpA&lt;/span&gt; (in cui figura proprio la ACEA) in cui si documentano aumenti dal 50% al 3300% (33 volte tanto!), con la nascita di un gruppo di 5000 e più cittadini che si rifiutano di pagare le bollette esponendosi al rischio di vedersi chiudere fisicamente i rubinetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, molta cautela è necessaria quando si approccia il discorso della privatizzazione dell’acqua: è evidente che, trattandosi di un mercato che si configura come monopolio naturale (data la presenza di altissimi costi d’entrata ed enormi economie di scala e di scopo), il passaggio da prezzo politico a prezzo di monopolio porta inevitabilmente ad un aumento di livello dei prezzi, e sebbene questo possa essere contrastato da una efficiente normativa, non sono escludibili effetti collaterali. Lo dimostra il caso di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;AQP&lt;/span&gt;, la SpA che gestisce proprio l’Acquedotto Pugliese, che si è rifiutata di investire nelle proprie infrastrutture dopo che era stato bloccato il tentativo di ritoccare all’insù del 10% i propri prezzi. E aumenterebbe anche il rischio d’impresa, come ci dice la notizia che sempre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;AQP &lt;/span&gt;abbia rischiato di perdere 250 milioni di euro in obbligazioni di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ford&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chrysler&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;General Motors&lt;/span&gt; nei mesi caldi della crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È vero, gli effetti sono piuttosto eterogenei, e come spiega uno studio piuttosto ottimista commissionato nel 2007 dalla I&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nter-American Development Bank&lt;/span&gt;  ed effettuato sul territorio colombiano, la privatizzazione del servizio porta ad un sicuro aumento dei prezzi solo per l’ultimo quintile (i.e. il 20% della popolazione ordinata per reddito, ovvero i più poveri), mentre per gli altri il risultato non è anticipabile. E qui pare di intravedere una filosofia interpretata magistralmente dalla battuta attribuita ad Ettore Petrolini: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti”&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-9113626721243325068?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/9113626721243325068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=9113626721243325068&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/9113626721243325068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/9113626721243325068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2010/01/il-pd-e-la-puglia-come-perdersi-in-un.html' title='Il PD e la Puglia: come perdersi in un bicchier d&apos;acqua. Di rubinetto.'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/S1tegMp_lXI/AAAAAAAAACU/VbavYWn0wok/s72-c/forum-nazionale-acqua-pubblica2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-7866758728115757561</id><published>2009-12-29T10:26:00.000-08:00</published><updated>2010-02-26T06:44:19.813-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mandanti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='campagna d&apos;odio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terrorismo mediatico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giustizialismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cicchitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tirannicida'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attentato'/><title type='text'>Trionfo D'Amore</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Filip Stefanovic&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi è un corruttore di giudici e ufficiali della Guardia di Finanza.&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi è un evasore fiscale.&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi ha avuto stretti rapporti con la mafia.&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi detiene la maggior parte dei canali d’informazione in Italia e ha una forte, spesso predominante influenza sui restanti.             &lt;br /&gt;Silvio Berlusconi ha ridotto le istituzioni a bieca merce di scambio, offrendo le più alte cariche, come ad esempio quella di Ministro per le pari opportunità, a donne avvenenti senza alcuna preparazione politica in cambio di prestazioni sessuali. Sesso orale, per la precisione.&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi è un pedofilo. O almeno, la performance canora di Noemi Letizia di questi giorni [1] dimostra che certamente i loro incontri non potevano essere incentrati, come all’epoca dichiarato [2], sul pianoforte e sul karaoke (a meno che il Premier non sia anche masochista: Silvio Berlusconi è un masochista?).&lt;br /&gt;Silvio Berlusconi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Credo che a tutti sia chiaro che se di un presidente del consiglio si dice che è un corruttore di minorenni, un corruttore di testimoni, uno che uccide la libertà di stampa, che è un mafioso, addirittura uno stragista, un tiranno, è chiaro che in una mente labile, e purtroppo ce ne sono in giro parecchie, diventare tirannicidi vuol dire essere eroi nazionali e fare il bene della propria patria e dei propri concittadini e quindi acquisire un merito e una gloria importante”&lt;/em&gt; Silvio Berlusconi, 20 dicembre 2009 [3].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo questa dichiarazione, contornata da esternazioni non meno memorabili come quella dell’On. Cicchitto alla Camera [4], mi posso ritenere di diritto complice dei “mandanti morali” di (futuri) attacchi violenti contro il Presidente del Consiglio, o fors’anche la maggioranza in solido. Certo, non ho pretesa di ergermi ad opinion maker, né l’idea che ciò che io dica o scriva possa avere lo stesso ascendente di giornalisti di stampa nazionale o televisivi (che, per altro, raramente mi pare abbiano esternato giudizi categoricamente espliciti): già mesi fa palesai i motivi per cui ritengo senza mezzi termini quello di Berlusconi un regime liberticida [5]. Ciò nondimeno, un &lt;em&gt;clima d’odio&lt;/em&gt; (cit.) non nasce da quattro bocche aperte dall’alto, ma si forma come concerto di voci, tiepida aria che insistentemente, senza prepotenza, si insinua in ogni minima fessura della società civile, e quando t’accorgi che la temperatura è cambiata, beh, è già cambiata. Quindi, nel mio piccolo, io contribuisco a fomentare questa &lt;em&gt;campagna d’odio&lt;/em&gt;. Cosciente di ciò, concludo: diverse delle cose che ho detto si basano su fatti accertati in sede giudiziale [6]. Altre non sono state provate oltre ogni ragionevole dubbio, ma sono, a mio avviso, sufficientemente concrete da poter essere avallate o perlomeno, considerata la gravità delle accuse e la posizione pubblica dell’accusato, necessariamente dibattute sino al loro completo chiarimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È forse questo terrorismo mediatico? Attentato alle istituzioni? Impedimento al buon governo del paese? È bieco giustizialismo? Incitamento all’odio? In una libera democrazia parrebbero dubbi leziosi, in Italia dividono anche l’opposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual è esattamente il confine tra la libera critica, anche piccata critica, e la fomentazione all’odio, alla rabbia? Tra la libertà di espressione e di dissenso (o espressione del dissenso), e il rispetto delle istituzioni? Proprio in nome di questa libertà, sono pronto a sottoscrivere ognuna delle mie precedenti dichiarazioni, ma, in cuor mio, là dove non esiste altro che la mia parola e dove solamente io posso sapere se mento o se sono sincero, in tutta onestà dico di non odiare Silvio Berlusconi. Né come uomo, né come politico. Lo ritengo una malattia per la democrazia, un elemento da estirpare politicamente in quanto nuoce gravemente al bene del paese, eppure non ho mai pensato, detto o anche solo sperato in segreto di vederlo sanguinante, ferito o decisamente morto. Ma proprio per questa ragione, per non avere mai espresso una così forte passione nei suoi riguardi, non mi sento oggi di dover esplicare la mia solidarietà nei confronti di Berlusconi. Non comprendo perché il suo volto sanguinante dovrebbe placare il mio dissenso nei confronti del suo operato politico, la piena opposizione al suo governo, la denuncia del suo aperto tentativo di scardinare le basi costituzionali del paese per l’unico dichiarato intento di salvarsi da procedimenti penali che interferiscono col suo mandato governativo (e non solo). Non sento la necessità di dover esplicitare testualmente la condanna di quell’atto violento, perché non accetto l’idea che tale scelta venga automaticamente associata a una palese approvazione di quanto accaduto! La vera strumentalizzazione è quella che vede politici di ogni sponda e colore (tranne Di Pietro, che per questo è passato per belva sanguinaria) doversi rincorrere a chi dimostra maggiore pietà e vicinanza umana, tendere la mano al capezzale del moribondo in una teoria senza fine, che va dagli amici, ai colleghi, ai dipendenti giù giù fino al popolo, che si sa, è sempre quello dall’animo più sincero e genuino. Così oggi, noi ancora pieni della vista del suo sangue e Lui ancora convalescente, vediamo questa mano tendersi magnanima, carica di solo Amore. È però – ed è qui che s’innesta la sottile trappola – non un amore incondizionato, il perdono del gesto inconsulto e magari l’assunzione delle proprie responsabilità. È invece la carezza che si offre al cane appena bastonato, il sorriso ad un bambino da poco castigato, un gesto che ammiccante offre futura protezione, ma solo a date condizioni: che non si morda più il padrone, non si risponda più male a papà, o, fuor di allegoria, si smetta di criticare e ostacolare il Presidente del Consiglio, affinché possa finalmente raggiungere quegli obiettivi che da mesi insegue, e che hanno finora trovato per strada un inusitato numero d’ostacoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono queste le ragioni per cui la nuova politica dell’amore non è altro che l’ennesima forma di ricatto, più subdola che mai proprio perché mascherata con una parola di potente impatto, che a tutto si riferisce tranne che alle reali intenzioni del suo promulgatore. Chi osasse ergersi contro un così forte messaggio di pace sa già che ciò risulterebbe doppiamente dannoso: a livello personale, in quanto segno di umana ottusità verso i dolori altrui, e politicamente, perché prova di quanto la sinistra sia spietata e rancorosa nel fomentare il suo cieco odio nei confronti di Berlusconi. Ricorda per certi aspetti il meccanismo dipinto da Orwell, dove proprio al Ministero dell’Amore spettava, in &lt;em&gt;1984&lt;/em&gt;, l’ingrato compito di reprimere ogni forma di dissenso. A noi non serve tutto un dicastero, basta un partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=tJyGk9vt_28&amp;amp;fmt=18"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=tJyGk9vt_28&amp;amp;fmt=18&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[2] &lt;a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2009/28-aprile-2009/ecco-noemi-diciottenne-che-chiama-berlusconi-papi-1501304940417.shtml"&gt;http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2009/28-aprile-2009/ecco-noemi-diciottenne-che-chiama-berlusconi-papi-1501304940417.shtml&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[3] &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_20/berlusconi_avanti_bene_paese_495a1170-ed58-11de-9ea5-00144f02aabc.shtml"&gt;http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_20/berlusconi_avanti_bene_paese_495a1170-ed58-11de-9ea5-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[4] &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=kFJkYbSTUmE&amp;amp;fmt=18"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=kFJkYbSTUmE&amp;amp;fmt=18&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[5] &lt;a href="http://filste.wordpress.com/2009/06/08/regime/"&gt;http://filste.wordpress.com/2009/06/08/regime/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[6] &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Procedimenti_giudiziari_a_carico_di_Silvio_Berlusconi"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Procedimenti_giudiziari_a_carico_di_Silvio_Berlusconi&lt;/a&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-7866758728115757561?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/7866758728115757561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=7866758728115757561&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/7866758728115757561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/7866758728115757561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/12/trionfo-damore.html' title='Trionfo D&apos;Amore'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-1401329579239951148</id><published>2009-12-23T01:49:00.000-08:00</published><updated>2010-02-26T06:45:25.284-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='partiti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='situazione politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costituzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tensione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='insulti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='opposizione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cicchitto'/><title type='text'>Vacanze Natalizie</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessio Mazzucco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;È da tanto tempo che non si scrive su questo “giornale”. Forse troppo. Presi dal vortice degli eventi siamo scomparsi un po’ tutti. Io &lt;em&gt;in primis&lt;/em&gt;; me ne dolgo. Eppure di avvenimenti ne sono accaduti, tante le novità dell’ultimo periodo! Novità strane, preoccupanti, certamente fonte d’ispirazione per scrivere. E invece…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire? Stiamo assistendo al tracollo definitivo delle Istituzioni in questo nostro amato/odiato Paese e noi restiamo a guardare. Basiti, preoccupati, indifferenti, non ha importanza. Noi guardiamo, ne discutiamo magari, ma alla fine della proiezione, quando le luci in sala si riaccendono, ognuno per sé, si torna a casa. Mi ricordo, senza citare a memoria, cosa diceva il mio professore a proposito dei Socialisti degli anni Venti (se non vado errato): “Facevano discorsi rossi, infuocati, poi la sera tornavano a casa, si tiravano su le coperte a scaldarsi per bene e dormivano sonni tranquilli”. Noi siamo così. Noi dormiamo sonni tranquilli alla fine di ogni giornata di parole, discussioni e pensieri infuocati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Democrazia si basa su un semplice assunto: il popolo deve rispettare e avere piena consapevolezza dell’importanza e del significato delle Istituzioni. La Costituzione regola l’intero sistema finché da tutti è considerata giusta regolatrice. Nel momento in cui si svuota ogni sentimento nei suoi confronti, anche la Costituzione diventa carta straccia. Considero questo concetto estremamente importante. Non è la Costituzione che garantisce l’equilibrato svolgersi della Democrazia in un Paese, ma è il popolo che, considerandola tale, le conferisce i poteri per farlo. E il nostro popolo, noi insomma, cosa pensa adesso? Le Istituzioni, che importanza hanno nella nostra società?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’attentato della statuetta” al Primo Ministro è un fatto gravissimo. Va condannato. Mi piace, però, vedere le reazioni nei giri di valzer della nostra vita politica. Prima tutti dicevano tutto, insultavano, attaccavano, querelavano, compilavano dossier; ora, da quel putiferio di schiamazzi e violenze verbali degni d’un derby inglese dei bei tempi andati, ne sono usciti cauti fiorettisti e gentiluomini. Si richiede la calma, la sobrietà, un ritorno al dialogo,…. I peggiori &lt;em&gt;berluscones&lt;/em&gt; si sono trasformati in santi e quel grande partito d’opposizione (???) che è il PD rimescola per bene le frasi per vomitare un frullato politichese di dubbio significato. Ma questa è la politica. Un mondo di detti e contraddetti che noi ammiriamo oltre lo schermo d’un televisore o sui fogli di giornale profumati d’inchiostro freso. Triste, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volevo parlar d’altro però. In particolare delle Istituzioni (discorso che mi sono lasciato alle spalle). Dicevo: la Democrazia funziona finché il popolo ne ha consapevolezza e rispetto. Certo, in un Paese di tifoserie (mi viene in mente l’articolo di Gianmario dell’anno passato, &lt;em&gt;“Il Rosso e il Nero”&lt;/em&gt;), fazioni e partigianerie, è sicuramente difficile, se non impossibile, parlare di &lt;em&gt;“Democrazia matura”&lt;/em&gt;. E in questo clima così… vivace?... dove finiscono le Istituzioni? Ognuno può dirne ciò che vuole oramai. Un Presidente della Repubblica “di sinistra"; un buon modo per legittimarlo, vero? Un presidente della Camera “compagno”, avvezzo al vino rosso di Romagna (&lt;em&gt;ipse dixit&lt;/em&gt; Feltri). La Corte Costituzionale “di sinistra”, gli oppositori (tutti, di qualsiasi idea e origine politica) “compagni”, i giornalisti “terroristi mediatici”, i giudici e i PM “antropologicamente diversi”, ecc…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premettendo che Cicchitto mi fa pena dopo un discorso come quello pronunciato in Parlamento a seguito dell’aggressione al Primo Ministro, mi chiedo: ma questo, secondo voi, è rispetto delle Istituzioni? No, risposta ovvia. Il problema è un altro, provo a focalizzarlo meglio: gli elettori, i cittadini, sono forse indignati? Alcuni sì. Molti altri, purtroppo, no. Eccolo il problema. Se questa fosse una Democrazia matura, discorsi simili avrebbero generato un tale moto di protesta che persone “di destra” e “di sinistra” si sarebbero probabilmente unite nell’esprimere il proprio sconforto, la propria delusione, il proprio disappunto (per dirla con termini eleganti). E’ accaduto? No. &lt;em&gt;Show must go on&lt;/em&gt;, tutto prosegue.&lt;br /&gt;Al cittadino dovrebbe stare a cuore il funzionamento delle proprie Istituzioni, non certo che la propria fazione politica abbia ragione sempre e comunque, in qualunque situazione e in qualunque momento. Così è adesso. Vi sembra, quindi, una Democrazia matura? A voi il verdetto. A me non pare neanche l’ombra sbiadita di un Paese con saldi principi democratici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne approfitto per augurare a tutti Buone Feste. Chissà, forse un po’ di relax vacanziero gioverà al ribollir d’ardori dei nostri illuminati politici. L’importante è che le idee si schiariscano soprattutto a tutti noi.&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-1401329579239951148?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/1401329579239951148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=1401329579239951148&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1401329579239951148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1401329579239951148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/12/vacanze-natalizie.html' title='Vacanze Natalizie'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-6873354657490934009</id><published>2009-11-29T09:16:00.000-08:00</published><updated>2009-11-29T09:23:54.338-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='atei religione italia famiglia credenza dibattito idea'/><title type='text'>Atei, Questi Sconosciuti</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Elena Scaltriti&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Maybe it’s too late for intellectual debate, but a residue of confusion remains.”&lt;/em&gt; Così esordisce Greg Graffin in “Atheist peace”, una delle più celebri canzoni dei Bad Religion, band americana che suona punk rock da un buon trentennio (caldamente consigliati). Nonostante il titolo possa trarre in inganno, il testo della canzone rende perfettamente quell’alone di mistero misto a timore che circonda la figura dell’ateo, soprattutto in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SxKt_EhNr6I/AAAAAAAAAH8/sRsyhC9Gxks/s1600/atheist-heaven.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409577401481801634" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 302px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SxKt_EhNr6I/AAAAAAAAAH8/sRsyhC9Gxks/s320/atheist-heaven.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mangiano i bambini? Sono libertini? Hanno levato le ancore dal porto sicuro della moralità per far rotta verso un futuro ancor più dissoluto e privo di punti di riferimento? Questi sono solo alcuni degli interrogativi che circolano attorno agli atei, i quali non fanno molto per chiarire la situazione agli occhi del credente medio, ormai convinto che sia più facile vincere al superenalotto che trovare un ateo in carne e ossa sul posto di lavoro. In realtà, ciò che rimane sconosciuto ai più è che gli atei non sono affatto una specie in via d’estinzione sul suolo italiano. Secondo i dati riportati dall’UAAR (Unione degli Atei Agnostici e Razionalisti), si è passati dal 5,2% del 1987 al 18% del 2003 sull’intera popolazione e il fenomeno non manifesta segni di arresto. Siamo quindi pienamente legittimati a chiederci quali siano le caratteristiche tipiche e le motivazioni del giovane ateo italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Croce e delizia del Belpaese, la famiglia gioca un ruolo di punta nel processo di socializzazione religiosa fin dall’infanzia. Si tratta di una sorta di “legge di inerzia” che porta l’orientamento religioso della famiglia d’origine ad auto-riprodursi nelle generazioni successive. È facile intuire, quindi, come i giovani atei nascano e crescano solitamente in nuclei familiari in cui almeno uno dei genitori si attesta su posizioni di ateismo e altrettanto ragionevole è la connessione con situazioni segnate da separazioni, divorzi e matrimoni civili. Inoltre, ricerche di carattere sociologico condotte da professori dell’università Cattolica di Milano hanno rilevato che gli atei sono presenti soprattutto nel Nord-Ovest e nel Centro e tendono ad avere titoli di studio più alti, tanto tra gli intervistati quanto tra i loro genitori. A questo si unisce una maggiore partecipazione in associazioni e partiti, con un’estremizzata auto-collocazione politica a sinistra e la diffusione di un’immagine più ampia della politica, percepita non soltanto come “tutela dei propri interessi”, ma anche come “dovere di ogni cittadino”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure qualcosa non torna. Il 18% di 60 milioni di abitanti equivale a quasi 10 milioni di italiani. Chiunque storcerebbe il naso di fronte a queste cifre: dove sono tutti questi atei? Formerebbero un più che nutrito esercito in seno alla nazione che ospita la sede della chiesa cattolica e avrebbero i numeri per far valere le loro posizioni. Invece latitano (che siano rinchiusi nelle segrete del Vaticano?). Si perdono nella “atheist peace” di cui parla Graffin e si convincono, con rassegnazione, che non valga la pena far sentire la propria voce, animati dall’italianissimo “tanto non cambierebbe nulla”. L’ateo fatica a giocare a carte scoperte e, quando trova il coraggio di farlo, le occhiate si dividono tra quelle colme di pietà e quelle in cui guizza il germe del sospetto. Parlerei di “omertà dell’ateismo” in Italia, un sapere e non sapere allo stesso tempo, un “so che sei ateo, ma non ti preoccupare: non lo dirò a nessuno”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SxKuEh71ibI/AAAAAAAAAIE/kkEejmxB0-U/s1600/autobus-ateo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409577495277439410" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 231px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SxKuEh71ibI/AAAAAAAAAIE/kkEejmxB0-U/s320/autobus-ateo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Anche per combattere questo torpore, è nata l’Unione degli Atei Agnostici e Razionalisti (UAAR), l’unica associazione nazionale con lo scopo di rappresentare i cittadini atei e agnostici italiani. Diverse le personalità che vi hanno aderito, da Margherita Hack a Danilo Mainardi, fino a Piergiorgio Odifreddi e altrettanto varie le iniziative organizzate, come la campagna degli autobus “atei”, il progetto per l’ora alternativa a quella di religione nelle scuole e lo sbattezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlando da atea che frequenta un’università cattolica -in quale paradosso spazio-temporale mi sono cacciata, grande Giove!- non posso far altro che sperare che gli atei italiani si sveglino dal sonno in cui sono piombati e si rendano conto che non c’è niente di peggiore che vergognarsi delle proprie posizioni e nascondere la testa sotto una coltre di indifferenza e rassegnazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-6873354657490934009?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/6873354657490934009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=6873354657490934009&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/6873354657490934009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/6873354657490934009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/atei-questi-sconosciuti.html' title='Atei, Questi Sconosciuti'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SxKt_EhNr6I/AAAAAAAAAH8/sRsyhC9Gxks/s72-c/atheist-heaven.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-3384593105776784636</id><published>2009-11-19T23:59:00.000-08:00</published><updated>2009-11-20T00:31:03.462-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica italiana stagnazione berlusconi governi passato modifiche riforme'/><title type='text'>Eppur Si Muove?</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Filip Stefanovic&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwZO5YtsT3I/AAAAAAAAAHc/oipCM1Etwyo/s1600/italia_a_pezzi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406095150498467698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 186px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwZO5YtsT3I/AAAAAAAAAHc/oipCM1Etwyo/s320/italia_a_pezzi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Chiunque si sia mai minimamente occupato di economia conosce la teoria dei giochi, e più precisamente un concetto di risoluzione definito &lt;em&gt;equilibrio di Nash&lt;/em&gt;, dal famoso matematico John Nash, quello di Russell Crowe in &lt;em&gt;A beautiful mind&lt;/em&gt;, per intenderci. Secondo questo modello, i vari giocatori sono perfettamente informati sulle diverse strategie che gli altri partecipanti possono adottare, ed il profilo risultante è tale che nessuno dei giocatori può trarre ulteriore vantaggio nel cambiare la strategia messa in atto, a patto che gli altri concorrenti non modifichino le loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riflettevo così l’altro giorno, in maniera piuttosto disimpegnata, riguardo al sistema politico italiano, e pensavo a come fossero passati già quindici anni - per la precisione era il 10 maggio 1994 - dal primo insediamento a Palazzo Chigi di Silvio Berlusconi. Per rendere forse meglio il concetto, vorrei ricordare che in quella data alla presidenza degli Stati Uniti sedeva Bill Clinton, in Francia François Mitterrand, in Germania Helmut Kohl, ancora in carica al primo governo sulla scia della riunificazione tedesca, in Russia Boris Eltsin... Insomma, nomi che nell’immaginario comune, per i tempi della politica, appartengono al passato remoto. In un articolo di pochi giorni fa, Gianmario Pisanu ricordava come solo nella Seconda repubblica si siano già succeduti dieci governi, mentre l’attuale scricchiola tanto da tenerne i ministri svegli la notte. Al contempo è però importante ricordare che a parte pochi noti, il riciclo di nomi, sia delle più alte cariche che non, è stato tale da causare ben poche sorprese e rinnovamenti, non dico da un governo all’altro (di sinistra o destra che fosse), ma anche da una Repubblica all’altra. Così, a parte la paralisi politica dettata dalla sua endemica fragilità, si nota ben poca discontinuità, segno sempre di radicati cambiamenti in atto, col passare di governi e legislature. Pare proprio che l’Italia, o meglio le forze sociali, politiche ed economiche al suo interno, abbiano trovato un punto d’equilibrio - più o meno riuscito - dal quale non hanno ragione di spostarsi. Più il tempo passa, più gli storici problemi della penisola appaiono quanto mai cronici, dalla corruzione, alla giustizia, alla collusione tra Stato e mafie, al parassitismo, nepotismo, all’autoreferenzialità della classe politica. Il punto morto nel quale si è incagliata l’Italia è come un tumore che vegeta,&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwZPCOretWI/AAAAAAAAAHk/QyDMG0B3dqA/s1600/ruins.jpg"&gt;&lt;/a&gt; e pian piano colpisce anche le cellule sane che lo circondano. Il risultato è l’apatia, la sfiducia ed il totale scoraggiamento dei cittadini, che ben consci dell’aria che tira e col fiuto affinato da secoli di servaggio, non fanno nulla perché questa situazione migliori, ma tentano a loro volta, nel loro piccolo, di trarre qualche vantaggio dall’inefficienza generale, per non pagare tasse, imposte, od anche solo un biglietto dell’autobus. Poiché la classe dirigente è la prima a (non) farlo, non si comprende perché il singolo cittadino, che in una vita non guadagnerà forse quanto taluni evadono in un anno, debba prodigarsi tanto nel rispettare come un pollo qualsiasi balzello gli venga imposto, aumentando soltanto l’entropia ed il senso di inaffidabilità dell’insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È certamente vero che dovrebbe essere l’uomo politico, per primo ed autonomamente, a dare l’esempio e puntare sulla trasparenza educativa, ma appurato oramai da anni che ciò non avviene, questa colpa perde valore di scusante per il singolo. Se ognuno di noi, nel suo piccolo e senza alcun tornaconto immediato, si prodigasse nel fare, se non bene, meglio, potrebbe cambiare qualcosa? Potrebbero, forse, gli altri giocatori capire che le scelte stanno cambiando, e che la propria strategia non è più quella vincente, ma un’altra, forse più vantaggiosa per la comunità tutta? Potrebbe addirittura rivelarsi il tramonto di una classe politica, palesemente inadatta a rispondere alle esigenze di una società più pretenziosa della nostra? &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwZPrx_y-0I/AAAAAAAAAH0/GCDRVqmr_w8/s1600/81b7df5f59f6f9cbcdab70765e24008b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406096016278747970" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 273px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwZPrx_y-0I/AAAAAAAAAH0/GCDRVqmr_w8/s320/81b7df5f59f6f9cbcdab70765e24008b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Oggi più che mai si punta su parole quali libertà e democrazia, più a colmare il baratro della sfiducia nello strumento politico che per una reale coscienza di concetto. Il risultato è solo uno schietto individualismo, con la più grave conseguenza di nascondere qualsivoglia progetto futuro, una visione a lungo termine, una meta verso la quale tendere il sistema paese. Ma senza una rotta precisa, sino a quando la nave potrà restare in mare aperto? E, quando si troverà ad attraccare, siamo sicuri che sarà in prossimità di un porto nel quale riparare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così sfiduciato, mi trovo poi a leggere giornali serbi, la ben più grave stagnazione del mio paese natale, mi dico come in fondo l’Italia non stia messa tanto male, e, con una botta d’ottimismo, che anche le pretese che ognuno pone verso lo stato in cui vive siano proporzionali allo sviluppo conseguito; come ciò che a noi, qui, può apparire grave, sia in realtà meno peggio di quanto sembri. Eppure non credo che il benchmark italiano debba essere la Serbia, quanto piuttosto Germania, Francia o Regno Unito. Ecco, forse me le annoto, per la prossima volta che mi toccherà di emigrare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-3384593105776784636?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/3384593105776784636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=3384593105776784636&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/3384593105776784636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/3384593105776784636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/eppur-si-muove.html' title='Eppur Si Muove?'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwZO5YtsT3I/AAAAAAAAAHc/oipCM1Etwyo/s72-c/italia_a_pezzi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-1158629228729795560</id><published>2009-11-19T07:14:00.000-08:00</published><updated>2009-11-29T16:34:24.614-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='voto immigrati italiani estero rappresentazione tasse cittadinanza diritto'/><title type='text'>No Taxation Without Representation</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Diego Zunino&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwVjE0RPVpI/AAAAAAAAAHU/60P45Jc1kwU/s1600/Boston+Tea+Party.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405835862129727122" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 182px; height: 320px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwVjE0RPVpI/AAAAAAAAAHU/60P45Jc1kwU/s320/Boston+Tea+Party.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Era appena trascorso il mio primo giorno di Università da studente del terzo anno, il pretenzioso Euro City -agglomerato di vagoni più o meno riportati alla decenza da almeno trent'anni- diretto a Nizza stava ormai lasciando la Stazione Centrale di Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vecchi scompartimenti, sedili polverosi: sovraffollatissima (alquanto pretenziosa) prima classe che sfruttava gli ultimi sgoccioli d'estate. È stato in questo ambiente squisitamente naif che ho iniziato a ripensare in un'altra prospettiva alla legge elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'elegante signora di mezza età dinanzi a me chiede cordialmente indicazioni per le Cinque Terre, quali coincidenze ed altre amenità simili; dal suo accento ispanico mi rendo conto che è straniera: dell'Uruguay per la precisione, mi racconta di tutto sulla sua vita da quando ha lasciato l'Italia alla volta di Montevideo, al fratello che mai ha voluto sapere più nulla del paese natio fino a un bollettino tragicomico sui morti di influenza A nel suo paesino di 700 anime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le tante chiacchiere per ammazzare una sgradevole ora di tempo mi è rimasta impressa una cosa che mi ha detto con aria quasi ironica "Dell'Italia mi arrivano gli avvisi che debbo andare a votare, ma io non so nulla del vostro Paese, né dei partiti né delle persone. Non sono mai andata a votare, né tanto meno mio fratello che, si figuri, l'avete pure fatto Console Onorario. Che ci vuole fare, non mi sembra nemmeno giusto: io da voi mica pago le tasse, perché devo potere votare?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, mi è tornata in mente la protesta dei coloni americani: &lt;em&gt;no taxation without representation&lt;/em&gt;. Chi ha la doppia cittadinanza e magari in Italia non c'è mai stato, perché deve votare?&lt;br /&gt;A mio parere il voto degli “Italiani all'estero” suona come il volere malinconicamente imitare chi possiede ancora residui di colonie (es. I territori d'Oltremare in Francia) che fanno parte della nazione, evocando invece forse residui di emigranti dei tempi che furono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge che è stata oggi proposta prevede invece di permettere il voto &lt;em&gt;financo&lt;/em&gt; alle elezioni comunali ai cittadini extracomunitari immigrati e residenti da più di cinque anni, inoltre citando il Corriere: dà la possibilità agli immigrati di essere eletti consiglieri e di fare parte della giunta con l'esclusione delle cariche di vicesindaco e, &lt;strong&gt;ovviamente (?)&lt;/strong&gt;, di sindaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta di legge è, altrettanto ovviamente per il buon Calderoli, “un attentato alla democrazia”, mentre per l'(ex) compagno Cicchitto “inaccettabile […] senza che la presidenza del gruppo sia stata interpellata […] senza che rientri negli impegni di governo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho imparato oggi una memorabile lezione di diritto costituzionale, in Italia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Immigrati residenti in Italia da cinque o più anni regolarmente attentano alla democrazia se pagando tasse dirette (il lavoro prestato) e indirette (l'IVA), con i figli che parlano un italiano migliore di tanti italiani perché hanno studiato nelle nostre scuole dove hanno pagato ivi le tasse di iscrizione possono volere ardire di scegliersi un consigliere comunale, piuttosto che non votare rimanendo vittima di scelte che li penalizzano magari in quanto ceto socialmente più debole.&lt;br /&gt;· I nostri compatrioti che parlano con accento ispanico o americano, non pagano nessuna tassa -e certo, le rimesse non sono più quelle di una volta- ma possono scegliersi ben dodici deputati e sei senatori. (&lt;a href="http://bit.ly/8aVjOh"&gt;http://bit.ly/8aVjOh&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;· I Parlamentari hanno il divieto di mandato imperativo nei confronti di chi li ha eletti ma non verso chi li ha nominati, o è stato nominato insieme a loro ma meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suggerisco ai tanti immigrati lesi da chi li accusa, loro, di attentato alla democrazia che in caso di loro inclusione in una lista civica, invece di chiamarla con i soliti nomi propri del civismo si fregino di un suggestivo: “Albissola (o comune interessato) &lt;em&gt;Tea Party&lt;/em&gt;” .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-1158629228729795560?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/1158629228729795560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=1158629228729795560&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1158629228729795560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1158629228729795560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/no-taxation-without-representation.html' title='No Taxation Without Representation'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwVjE0RPVpI/AAAAAAAAAHU/60P45Jc1kwU/s72-c/Boston+Tea+Party.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-8297466344642729157</id><published>2009-11-17T08:18:00.000-08:00</published><updated>2009-11-17T10:02:21.362-08:00</updated><title type='text'>Berlusconi E l'Eutanasia Di Un Governo</title><content type='html'>&lt;em&gt;GianMario Pisanu &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come spesso ama ripetere il Ministro Tremonti, la parola crisi( dal greco krisis,”forza distintiva”, “separazione” e quindi “scelta”, “decisione”) implica al contempo un momento negativo, inteso come pura contrapposizione alla realtà preesistente, e in seconda istanza una fase propositiva, quando un nuovo ordine si affaccia sulle macerie ancora fumanti dello status quo appena abbattuto.&lt;br /&gt;Secondo quanto trapelato recentemente da ambienti del centro-destra vicini al Premier, è in quest’ottica che Berlusconi, tribolato dalle annose vicende giudiziarie che lo riguardano e amareggiato dalle accuse di cesarismo mossegli dal co-fondatore del PdL Fini, starebbe meditando un ritorno anticipato alle urne. La lista dei detrattori accusati di cospirazionismo è assai lunga: dai giudici rifondaroli ai vassalli disobbedienti che anelano al suo scettro (Fini e democristiani vari) , dall’astiosa combriccola “Repubblichina” al Presidente Napolitano (reo di non aver mantenuto ciò che non poteva promettere) , senza trascurare l’ex concubina pietra dello scandalo, Veronica Lario, e le impietose testate giornalistiche estere che spesso e volentieri ne tratteggiano esilaranti caricature (e perché no, anche la sempiterna CIA, specie da quando Obama, un democratico, è alla Casa Bianca) . Tutti remerebbero in direzione avversa , tutti lo spedirebbero dritto dritto a Sant’Elena senza passare per l’Elba, se solo potessero. Convinto dunque di avere contro i cosiddetti “poteri forti”(espressione abusata e fumosa, caposaldo della dietrologia a buon mercato) , l’eventualità di una legittimazione popolare di massa appare quale unico argine a un declino lento e inesorabile. Una Nuova Alleanza con gli italiani dopo il diluvio elettorale, che spazzerebbe via maldicenze e oppositori, va profilandosi all’orizzonte della scena politica italiana, specie se la vis agonistica e il fiuto dell’imprenditore prevarranno sugli accorti consigli di paludati strateghi, in primis Letta, che guardano alle elezioni con timorosa circospezione.&lt;br /&gt;Verrebbe in tal modo confermata ancora una volta l’endemica instabilità dei nostri governi, prerogativa che ci accompagna sin dai tempi dell’Unità e che ci caratterizza, ahinoi, agli occhi del mondo intero insieme a pizza, mafia e “O’ sole mio”.&lt;br /&gt;Se è vero infatti, come soleva dire De Gasperi, che un politico guarda alle prossime elezioni mentre uno statista alla prossima generazione, i nostri dirigenti non brillano certo per lungimiranza e, una volta metabolizzata l’eventuale sconfitta alle urne, promettono ai propri seguaci, assetati di revanscismo e fedeli alle proprie origini guelfo/ghibelline, di adoperare ogni mezzo per abbreviare l’estenuante scadenza quinquennale della legislatura. Sicchè, nell’infuocata primavera del 2006,mentre ancora non si erano spenti gli echi delle polemiche per l’esito risicato , Berlusconi annunciava a gran voce l’imminente fine del Governo Prodi (che sarebbe caduto ben due volte di lì a un anno e mezzo) ; parimenti, dopo la batosta subita nel 2008, Veltroni profetizzava arrembante che “il governo non sarebbe durato 5 anni”, nonostante la schiacciante maggioranza parlamentare conseguita dallo schieramento avverso. Così facendo, in un clima di delegittimazione reciproca e di totale sfiducia nei meccanismi dell’alternanza di una normale democrazia parlamentare, l’Italia è arrivata a detenere il poco invidiabile record di 60 (sessanta!) governi in 43 anni, dal 1946 ad oggi, contro i 17 degli Usa e gli 11 francesi (questi ultimi con sole 8 diverse presidenze) . Vi è tuttavia un elemento di sostanziale novità nella crisi che serpeggia tra le fila dell’attuale governo.&lt;br /&gt;All’epoca della vituperata Prima Repubblica, quando le maggioranze si formavano dopo complicate trattative parlamentari all’oscuro dai riflettori dell’opinione pubblica, i partiti traevano legittimazione quasi per intero dal Parlamento ( il voto popolare sanciva esclusivamente i rapporti di forza tra gli schieramenti) . Di conseguenza le crisi di governo, perlopiù provocate da trame di palazzo, fiorivano a grappoli( basti pensare ai governi “balneari”, così chiamati perché non resistevano ai rigori autunnali) , esaltando l’immagine di autoreferenzialità che un mondo (la Politica) rincantucciato nella sua turris eburnea dava di sé. Con il crollo dei partiti di massa , e più in generale delle ideologie, successivi alla fine della Guerra fredda, il sistema si rivelò improvvisamente obsoleto e iniquo agli occhi dei cittadini, che rivendicavano finalmente maggior voce in capitolo nella scelta dei propri rappresentanti. Fu allora che, in preda al marasma giacobino e ai furori populisti scatenati da Tangentopoli , l’Italia perse una storica occasione per modernizzarsi. L’ondata rivoluzionaria che attraversò il Paese partorì il proverbiale topolino, stavolta nelle vesti di una fantomatica Seconda Repubblica, così chiamata per scimmiottare le cinque Repubbliche francesi (quelle sì, generate da cambiamenti radicali, nel bene o nel male).&lt;br /&gt;I risultati sono sotto gli occhi: in 15 anni,ben 10 governi diversi (Berlusconi I,II,III e IV,Prodi I e II ,D’Alema I e II, Dini , Amato II) , il doppio rispetto agli Stati Uniti e il triplo di quelli francesi maturati nel medesimo lasso di tempo. Solo l’anomalia berlusconiana e il suo straordinario potere mediatico e finanziario hanno mitigato, almeno in parte, l’esasperata caducità dei governi( peraltro con due crisi all’attivo, nel 1994 e nel 2005, molteplici rimpasti e aggiustamenti in corsa). Ma ecco che, proprio quando il quadro politico pareva essersi stabilizzato in seguito alle elezioni del 2008, che han mutilato le estreme e conferito un mandato forte e inequivocabile alla coalizione di centrodestra, una “crisi d’abbondanza” , per certi versi speculare a quelle parlamentari, mina la solidità del governo. Paradossalmente, il vasto consenso raccolto nel paese si è rivelato strada facendo un boomerang per il Presidente del Consiglio che, certo dell’appoggio popolare, si è speso sino al parossismo per consolidare l’immagine di padre della patria, “Presidente di tutti”( si pensi al paternalismo ostentato in occasione del terremoto dell’Aquila, così plateale da non trovare riscontri in esperienze recenti), confidando di poter assicurare in tal modo lunga vita al proprio esecutivo.&lt;br /&gt;Ma l’Italia non è uno Stato presidenziale e neppure una democrazia di stampo plebiscitario. E’retta da un sistema a base parlamentare legittimato dal voto elettorale, Giano Bifronte che fatica a incasellarsi in una qualsiasi categoria weberiana . Illudersi di poterla governare a suon di sondaggi è da sconsiderati, specie se si ignorano gli altri fattori di stabilità necessari. Convinto che mostrare i muscoli e esasperare i toni ad ogni costo fosse indice di forza, anche a costo d’inimicarsi potenziali alleati( la maldestra gestione del caso Boffo che ha deteriorato i rapporti con parte del mondo cattolico è a tal proposito eloquente ) , il Premier s’è a lungo andare scavato la fossa con le proprie mani, sicché persino all’interno del suo partito c’è già chi parla di post-berlusconismo, nonostante rimanga ancora primatista indiscusso di suffragi. Come in occasione dell’ormai celebre discorso del predellino, Berlusconi è dunque pronto a giocarsi la partita della sopravvivenza ( politica) per non morire d’inedia. Ma un eventuale chiamata alle urne, un anno e mezzo dopo l’inizio dell’attuale legislatura e a tre anni e mezzo dalla sua naturale scadenza, comporterebbe per l’Italia danni d’immagine e economici non indifferenti. In primo luogo, paleseremmo ancora una volta la nostra schizofrenia , confermandoci un partner inaffidabile nel panorama internazionale, perché, com’ebbe a dire Bush (ex sodale del Premier) è assai complicato intrattenere solide relazioni con un paese che cambia amministrazione a ogni pié sospinto. Ma c’è dell’altro.&lt;br /&gt;In virtù del decreto mille proroghe del 2005 varato dall’allora maggioranza di centrodestra, con l’appoggio una volta tanto convinto dell’opposizione, il rimborso elettorale ai partiti viene comunque effettuato anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere, sommandosi ai nuovi rimborsi previsti per legge e dovuti per le eventuali elezioni prossime a venire. Così, ad esempio, Pdl e Pd continuano a ricevere laute sovvenzioni per le elezioni del 2006 (fino al 2011, scadenza naturale della defunta legislatura), per quelle del 2008 ( fino al 2013), cui s’aggiungerebbero nuovi rimborsi in caso di votazioni anticipate nel 2010. Insomma, un triplo finanziamento pubblico camuffato ( giacché questi erano stati abrogati da un referendum del 1993; fatta la legge, trovato l’inganno). Uno spreco di denaro pubblico assurdo e dissennato, specie in tempi di vacche magre, considerando tra l’altro gli ingenti costi gestionali che un'elezione comporta ( per quelle del 2006 le spese complessive ammontarono a circa 393 milioni di euro). Con quale faccia e a che diritto si andrebbe poi a cianciare di tagli, sacrifici, lacrime e sangue ?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-8297466344642729157?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/8297466344642729157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=8297466344642729157&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8297466344642729157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8297466344642729157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/berlusconi-e-leutanasia-di-un-governo.html' title='Berlusconi E l&apos;Eutanasia Di Un Governo'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-6138717645199186831</id><published>2009-11-16T14:17:00.001-08:00</published><updated>2009-11-16T14:20:55.966-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crocifisso sentenza europea corte tradizione cristianità'/><title type='text'>Crocifisso Nel Calderone</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Amedeo Maddaluno&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come tutto ormai in questo nostro povero paese, anche un tema profondo come l’opportunità o meno di esporre il crocifisso cristiano nei luoghi pubblici non è stato oggetto di un sereno dibattito, in seguito alla nota sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ma è stato trascinato nella macelleria della strumentalizzazione politica, un “calderone” che tutto inghiotte e tutto trita. Tutto finì in un colossale lancio di scarpe fra laici e cattolici. Non ho la pretesa di portare a soluzione un dibattito in cui tutti hanno detto di tutto… mi piacerebbe, timidamente, suggerire un ottica un po’ diversa del problema. Personalmente sono assai contrario a rimuovere il crocifisso cristiano dalle aule scolastiche “manu militari”, in seguito ad una sentenza di tribunale, specie quando la maggior parte degli italiani appare contraria. I simboli, specie se hanno un enorme peso storico, molto meglio spiegarli che rimuoverli. Percepisco a pelle, in oltre, l’antidemocraticità della risoluzione, l’imposizione venuta dall’alto. Bene sarebbe che potessero essere gli italiani ad esprimersi referendariamente… ma per abrogare quale legge? L’esposizione del crocifisso cristiano nei luoghi pubblici e civici è, per così dire… una prassi. Il punto è proprio questo. Come la pensiamo noi cattolici sulla prassi che vuole il nostro crocifisso esposto nei luoghi pubblici? Non ho mai detto “crocifisso”, ma “crocifisso cristiano”: è senz’altro, come abbiamo detto, un simbolo - ma uno dei tanti - della storia e della cultura del nostro paese, ma è solo in ambito cattolico che quel simbolo cessa di essere un segno storico al pari di altri, e diventa il fondamento del messaggio più profondo della nostra fede, il Dio fattosi uomo e per l’uomo immolatosi. Lo spunto che ci terrei a suggerire è questo, rivolgendomi ai miei correligionari cattolici. Quel simbolo è il segno potente del nostro rapporto con Dio: non temiamo si svilisca, per così dire “inflazionandosi”, a forza di venire esposto anche nelle scuole, e nelle poste, negli uffici… ci fa poi così piacere che la croce cristiana sia ridotta a semplice “prassi”, lei che era “scandalo per i giudei, e follia per i pagani”?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-6138717645199186831?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/6138717645199186831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=6138717645199186831&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/6138717645199186831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/6138717645199186831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/crocifisso-nel-calderone.html' title='Crocifisso Nel Calderone'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-2691552955473142631</id><published>2009-11-15T10:10:00.000-08:00</published><updated>2009-11-15T10:26:29.761-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riforma rinnovamento crescita governo berlusconi prodi promesse populismo tasse istruzione pubblica amministrazione brunetta tagli futuro preoccupazioni'/><title type='text'>Bugie, Promesse, Populismo: Dove Andremo A Finire?</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessio Mazzucco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwBGtHTGgkI/AAAAAAAAAGc/S8Bvzs5x4hI/s1600-h/governo_berlusconi_iv.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404397293711819330" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwBGtHTGgkI/AAAAAAAAAGc/S8Bvzs5x4hI/s320/governo_berlusconi_iv.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Che il Presidente Fini prenda le distanze dalle iniziative di Governo non può essere certo oggetto di stupore. A volte è imbarazzante: un’armata che con trombe e tamburi fa gran caciara sull’inno di una liberazione da una (&lt;em&gt;dicunt&lt;/em&gt;) sorta di inesistente dittatura comunista nel nostro Paese. Dal biennio prodiano (non certo un biennio rosso) è ritornato più forte che mai il signor Berlusconi. E questa volta è partito in quarta. Vediamo a più di un anno e mezzo dal suo insediamento che accade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accanto ai soliti slogan e agli eccessi populisti, si sono affacciati nuovi scenari e nuove iniziative politiche che in Italia non si vedevano da molto tempo. Forse troppo. Temi toccati: pubblica amministrazione, scuola e università, tasse. Questi, almeno, sui quali vorrei riflettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwBGyap8UwI/AAAAAAAAAGk/x4C8N8Dk-YE/s1600-h/brunetta.jpg"&gt;&lt;/a&gt;L’astro nascente del PdL, ministro Renato Brunetta, ha dichiarato guerra ai fannulloni. Ricordate? Un’inchiesta de &lt;em&gt;L’Espresso&lt;/em&gt; denunciava un Ministro della PA assenteista al Parlamento Europeo e in difficoltà a trovare una cattedra universitaria (nonostante le sue millantate glorie, tra cui ricordiamo la possibilità di vincere un bel Nobel). Dimentichiamoci delle precedenti questioni e parliamo di politica. La lotta di Brunetta nei confronti dell’inefficienza della PA ha un sapore epico, una sorta di lotta a metà tra l’essere il paladino del buon lavoro e il &lt;em&gt;minister vanagloriosus&lt;/em&gt;, bravo a parlare, un po’ meno bravo ad ottenere. Siamo seri: quanto è andato avanti a parlare di lotta all’assenteismo? Un anno, forse più. E i dati lo hanno smentito qualche tempo fa (lui stesso lo ammise) mostrando una controtendenza nell’indice di assenteismo. Ma ci son cose che mi stanno più a cuore: facilitazioni burocratiche, &lt;em&gt;class action&lt;/em&gt; (scomparsa tra i meandri di un parlamento lento e bloccato), assalto ai baluardi di potere delle PA, … &lt;em&gt;“Rivoluzione in corso”&lt;/em&gt; è il nome del suo libro; tra sistemi di carota e bastone e qualche annuncio populista magari si metterà in moto qualcosa. Vedremo gli effetti del nuovo DDL da poco approvato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwBG3vKm6KI/AAAAAAAAAGs/cTPwpkIfEn8/s1600-h/gelmini_5002.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwBHDBVpkeI/AAAAAAAAAG0/wMh-YTtI75Y/s1600-h/universitÃ"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404397670069015010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwBHDBVpkeI/AAAAAAAAAG0/wMh-YTtI75Y/s320/universit%C3%A0.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Istruzione: finalmente si razionalizza. Ad aspettare che le università e le scuole si mettano in moto autonomamente per un rinnovamento interno, rimarremmo qui qualche decennio. Sì agli accorpamenti, no a facoltà inutili. Un applauso al coraggio di certi aspetti della riforma. Ma i fondi ripartiti tra le Università che metodi useranno, quali criteri? E la ricerca la buttiamo via così, senza alcun rimorso? Voglio dire: per crescere e ritornare ad essere competitivi nel mercato mondiale serve ricerca e innovazione. Tagliare i fondi ai laboratori e ai centri di ricerca universitari è stata così una buona idea? Non credo. O forse tagliare le ore d’insegnamento delle materie essenziali per una cultura generale o per avere buoni strumenti in futuro è cosa buona? Non mi convince. Per chi volesse consultare i dati cito due articoli: da &lt;em&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;“Doccia fredda sull’istruzione: in finanziaria 7,3 miliardi in meno in tre anni”&lt;/em&gt; di Claudio Tucci; da &lt;em&gt;lavoce.info&lt;/em&gt; &lt;em&gt;“La scuola dopo l’ennesima doccia scozzese”&lt;/em&gt; di Chiara Saraceno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tasse. L’ICI abolita. Finalmente, scrosci d’applausi, evviva! Evviva cosa? Al massimo evviva il populismo. Un recente articolo de &lt;em&gt;Il Corriere&lt;/em&gt; di Sergio Rizzo (“&lt;em&gt;I conti in rosso dei Comuni (senza Ici)”&lt;/em&gt;, 8 novembre) è illuminante: i comuni più grossi sono stati soffocati. Così parla Chiamparino, Sindaco di Torino e Presidente dell’Anci: &lt;em&gt;“Il fatto è che non ab&amp;shy;biamo più autonomia fiscale. L’Ici è pra&amp;shy;ticamente sparita, l’addizionale Irpef è bloccata. Il problema non è tanto il pat&amp;shy;to di stabilità, quanto il fatto che manca&amp;shy;no proprio le risorse.”.&lt;/em&gt; Ma abolire l’ICI a scaglioni come il Governo Prodi aveva intenzione di fare proprio non piaceva? Ora applaudono tutti, ma quando i Comuni taglieranno definitivamente fondi e iniziative, vedremo la carica populista della riforma sciogliersi come neve al sole. L’IRAP lasciatela stare: vi prego! Almeno potremo continuare a vantare la SECONDA sanità migliore al mondo (con pecche e difetti, ovvio, ma pur sempre democratica e accessibile). Magari, se proprio si vuol far pagare meno tasse a tutti, non è meglio più lotta all’evasione con controlli incrociati, indagini sui conti di grandi e medi imprenditori, commercianti, liberi professionisti, sui loro beni, ecc.. (come del resto faceva il Ministero del Tesoro 2006-2008) e meno scudi fiscali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho una domanda per il Governo: avevate promesso l’abolizione delle province; non se ne parla più. Un’altra domanda: Obama punta ad una spinta all’economia data da incentivi sullo sviluppo di energie pulite. Noi che si fa? Daremo incentivi per le energie pulite? Svilupperemo nuovi settori di ricerca per metterci, se non all’avanguardia, almeno nella posizione di Paesi che ricominciano a crescere tanto dopo la crisi? Che si è fatto per il rapporto tra ambiente e crescita? Era nel programma dell’attuale Governo; la vostra promessa era occuparvene, o no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non parlerò di Giustizia perché la discussione è ancora in corso. Solo un’ultima cosa mi vien da dire: si potrebbero proporre e realizzare meno cattedrali nel deserto e dare una visione più di lungo termine ad un Paese alla deriva? Magari meno ponti sullo stretto di Messina per infrastrutture ferroviarie migliori? Meno parole e più fatti su un federalismo fiscale serio? Magari meno discussioni feroci sui crocifissi e più dibattiti e ragionamenti politici ed intellettuali su una società sempre più globalizzata ed eterogenea? Magari meno chiacchiere sugli ammortizzatori sociali esistenti e più idee per nuove strutture del mercato del lavoro, rapporto coi sindacati e protezione sociale ed economica dei precari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwBHrG6TkmI/AAAAAAAAAG8/6QBkJu5OjtY/s1600-h/riduzioneici.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404398358759707234" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 235px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwBHrG6TkmI/AAAAAAAAAG8/6QBkJu5OjtY/s320/riduzioneici.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Personalmente sono molto preoccupato. Scrivo questo articolo spinto da dubbi e domande sincere. Che si sia sostenitori o no di questo Governo, questo è IL Governo del nostro Paese: a loro, quindi, dobbiamo rivolgere le nostre perplessità. Al di là dell’&lt;em&gt;antiberlusconismo&lt;/em&gt; e di questa fantomatica lotta tra un popolo che si fregia di esser portatore di libertà e un gruppo di cittadini marchiati indelebilmente come &lt;em&gt;“compagni”&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;“comunisti”,&lt;/em&gt; ragioniamo seriamente sul nostro futuro. Onestamente, non lo trovo così roseo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-2691552955473142631?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/2691552955473142631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=2691552955473142631&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/2691552955473142631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/2691552955473142631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/bugie-promesse-populismo-dove-andremo.html' title='Bugie, Promesse, Populismo: Dove Andremo A Finire?'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SwBGtHTGgkI/AAAAAAAAAGc/S8Bvzs5x4hI/s72-c/governo_berlusconi_iv.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-7842622979132363523</id><published>2009-11-13T13:00:00.000-08:00</published><updated>2009-11-14T02:28:19.244-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pd crisi centrosinistra veltroni prodi governo caduta rinnovamento nuovo partito'/><title type='text'>La Crisi del Centro-Sinistra</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Giorgio Piga&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Forse è un titolo banale quello che ho deciso di dare al seguente articolo; tuttavia, non trovo niente di meglio che riassuma in maniera così semplice ed efficace quella che è, appunto, la crisi del centrosinistra. Crisi che ha raggiunto il suo apice con la vittoria di Berlusconi alle elezioni del 2008 che, come ben sappiamo, hanno determinato l’uscita dal Parlamento delle frange della sinistra e della destra estrema. Tutto ciò ha portato ad una notevole semplificazione del sistema politico e, finalmente, ad una situazione in cui i piccoli partiti non sono più gli aghi fatali della bilancia del destino di una coalizione di governo (anche se, francamente, a pagare le spese di questo sono quasi sempre stati i governi di centrosinistra più che quelli di centrodestra, se escludiamo la caduta di Berlusconi, nel ’94, ad opera di Bossi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio qui sta una delle prime considerazioni da fare: per ben due volte, l’alleanza di centrosinistra capitanata da Romano Prodi ha avuto mandato di governare e dopo due anni, con una puntualità da fare invidia ad un orologio svizzero, è caduta. La prima volta grazie alla coerenza e lungimiranza politica del signor cashmere, alias Fausto Bertinotti, il quale, convinto che Prodi non avrebbe tutelato gli interessi dei lavoratori e poiché ci si accingeva a parlare di meritocrazia, questa sconosciuta, ha ben pensato di negare la fiducia al premier assieme a tutti i suoi adepti e di lasciare il paese in mano al signor B. La seconda volta ha provveduto la scempiaggine intellettuale dei senatori Rossi e Turigliatto, sempre Prc, in prima istanza e, in seconda istanza, ci si è messo il fermo e convinto ideale politico di Mastella che, fulminato un anno dopo sulla via di Arcore, ha deciso che il suo vero partito era il Pdl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tanto la prima caduta di Prodi, quanto la seconda, hanno trascinato il centrosinistra in uno sfacelo che credo lascerà i segni per i prossimi quindici anni, mentre la sinistra radicale (che nel frattempo continua a dividersi poiché non ha imparato la lezione) è stata letteralmente annientata. Ovviamente, ciò ha comportato una batosta elettorale in parte arginata dalla creazione del Pd e dalla presenza di un leader più carismatico di Prodi, vale a dire Walter Veltroni, a cui va riconosciuto il merito di aver salvato il centrosinistra dall’implosione; consapevole del fatto che presentarsi alle elezioni con le solite, vecchie, trite e ritrite alleanze avrebbe significato una sconfitta di dimensioni epocali, ha rotto i ponti con l’ala estrema rappresentata da Pdci, Prc e Verdi con cui, si sa, i risultati ottenuti sono stati a dir poco terrificanti. Ma proprio qui sta un’altra considerazione: l’incapacità totale del partito di sostenere il suo segretario, nonostante la situazione fosse già abbastanza compromessa. Siccome pare che il detto “lupo perde pelo ma non il vizio” sia assolutamente vero, i dirigenti del Pd hanno continuato bellamente a litigare tra loro e ad attaccare il loro capo che, com’era prevedibile, non è stato in grado di tenere le redini della situazione e ha dovuto abbandonare la segreteria dopo le prima disfatte elettorali delle regionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora come ora, il Pd manca di una forza e di una coesione che siano in grado di contrapporsi alla potenza mediatica, prima ancora che politica, dell’Egoarca. E tale situazione sembra destinata a permanere, almeno sino a quando all’interno di esso rimarranno i “soliti noti” che, pur di non mollare la loro situazione di privilegio, paiono propensi a mandare tutto in malora senza porsi troppi interrogativi sulle conseguenze dei loro atti. Fino a quel momento, benché i risultati dell’affluenza delle primarie siano più che confortanti e facciano sperare in una rinnovata fiducia della gente, chi sarà indeciso se votare centrodestra o centrosinistra sarà molto riluttante a ridare fiducia a quest’ultima, visti i precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più che mai il Partito Democratico necessita di quel rinnovamento tanto atteso, il solo che sia in grado di creare un’opposizione forte e con spiccato senso di identità, pur nel pluralismo delle idee e delle opinioni; dovrebbe operare, a mio avviso, una sorta di aufhebung, come diceva Hegel, che consenta il superamento della crisi e delle controversie ma che conservi, allo stesso tempo, quella che è la dialettica interna sfociando in una “sintesi”, sempre per citare Hegel, a patto che, ovviamente, porti alla nascita di obiettivi concreti e non alle solite lotte intestine; ma non basta. Il Pd dovrà anche riprendere quella vecchia abitudine che caratterizzava il centrosinistra o. perlomeno, il Pci: andare casa per casa a proporre le proprie idee politiche, ritrovando quel contatto con la gente che manca ormai da troppo tempo; ci si chiede come mai la Lega, foriera di meschinità ideologiche e populistiche, ottenga così ampio consenso e non si capisce che ciò è dovuto al fatto che politici comunali e regionali del partito, se così lo vogliamo definire, vanno a ricercare il dialogo con le persone comuni, vanno ad ascoltare i problemi direttamente alla loro radice, vanno a promettere (anche se poi il mantenere è tutt’altra storia). Ciò che l’opposizione dovrebbe perseguire è proprio questo, poiché pare abbia perso di vista la storia fondante da cui era partita ai tempi delle lotte di classe, storia che ha le sue fondamenta sulla vicinanza ai problemi veri del popolo, quelli più immediati e concreti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, è doveroso dirlo, il Pd risulta, al momento, il più forte partito di sinistra d’Europa, avendo una base elettorale del 30 %, mentre nel resto dell’Unione schieramenti come quello tedesco arrivano appena al 23 %; oltretutto, essere contro Berlusconi significa anche essere contro un apparato mediatico che non ha eguali in altre nazioni, apparato che martella l’opinione pubblica in maniera incessante, assuefacendola e convincendola che, in fin dei conti, il fatto che il presidente del consiglio sia andato a letto con delle escort è solo chiacchiericcio inutile e poco interessante, se non falso e del tutto inverosimile. Sconfiggere tale sistema è arduo e complesso, soprattutto a causa delle difficoltà del partito e anche a causa di quello che oserei definire tratto dominante del centrosinistra: la capacità di dividersi e litigare nei momenti cruciali della storia ( la scissione di Livorno ne è un esempio lampante).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciononostante, spero con convinzione che sia capace di comprendere che, al momento, essere forti e coesi significa molto, essendoci in gioco il destino di un Paese intero, ancora nelle mani del signor B.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-7842622979132363523?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/7842622979132363523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=7842622979132363523&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/7842622979132363523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/7842622979132363523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/la-crisi-del-centro-sinistra.html' title='La Crisi del Centro-Sinistra'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-1988055416050433064</id><published>2009-11-08T23:40:00.000-08:00</published><updated>2009-11-08T23:58:47.822-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='muro berlino germania est socialismo reale capitalismo problemi sociali polarizzazione società economia'/><title type='text'>Millenovecentoottantanove</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Filip Stefanovic&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvfLNk2nnUI/AAAAAAAAAGE/pAImYocCDxg/s1600-h/246_supp_10110_255.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402009712145702210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 211px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvfLNk2nnUI/AAAAAAAAAGE/pAImYocCDxg/s320/246_supp_10110_255.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si dice che per ammirare davvero la montagna il segreto non stia nel conquistarne la cima, ma allontanarsene per inquadrare l’intero colosso: un’immagine che ben si presta alla storia, dove l’oggettiva lucidità e la capacità di districare e seguire le sue innumerevoli fila sono sempre più lente da carpire dei fatti in sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ci troviamo oggi, 9 novembre 2009, a guardare con ammirazione e stupore a questo stesso giorno di vent’anni fa, quando una notte bastò a cancellare quella cortina di ferro, battezzata per la prima volta dalle parole di Churchill nel lontano 1946 [*]. Ma cos’è stato, cosa ha rappresentato davvero quel ’89, capace forse solo come il suo omologo di due secoli prima, quello della Rivoluzione francese, di sconvolgere tanto gli assetti europei e poi mondiali? Perché il fatto curioso è che più ci allontaniamo dal nostro monte, più ci sembra che qualcosa non torni, e le impressioni avute a quota ora ci paiono se non erronee, come minimo parziali. La riunificazione delle due Germanie è stata davvero questo, un riavvicinamento, o forse è meglio parlare di Anschluss, di annessione da parte della Germania vincitrice sulla sorella sconfitta? Le immagini che spesso in questi giorni vediamo sui nostri schermi, di quella notte in festa e berlinesi d’ogni sponda che ridono e si abbracciano, non fanno forse il paio con quelle meno famose della primavera 1991, dove le stesse folle di tedeschi dell’est esultanti per l’avvenuta unificazione, di sei mesi precedente, protestavano ora furibonde? Gli operai, perché il libero mercato aveva prodotto 3 milioni di disoccupati, vista l’incapacità concorrenziale dei beni prodotti nella DDR; gli inquilini, perché la privatizzazione delle case aveva portato ad affitti astronomici per le loro economie; le massaie, perché i prezzi liberalizzati erano rincarati in maniera più che esponenziale... Il devasto sociale seguito alla caduta della Repubblica Democratica Tedesca è stato non solo repentino, ma quasi totale. L’istruzione gratuita e d’alto livello, il lavoro sicuro, la pensione certa, la casa, erano elementi dati per scontati, ed anche se il livello retributivo piuttosto basso e la ricchezza delle famiglie assolutamente inavvicinabile ai livelli occidentali, si era certi che non si sarebbe mai sofferta la fame. È molto difficile tracciare un quadro monocromo della realtà tedesco orientale, e il più delle volte si cade in trappole stereotipate, dalle Trabant alla Stasi. &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvfLb8PJzuI/AAAAAAAAAGM/-1uhfU8ZWLs/s1600-h/porta-brandeburgo11.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402009958940790498" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 215px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvfLb8PJzuI/AAAAAAAAAGM/-1uhfU8ZWLs/s320/porta-brandeburgo11.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E per quanto sia Trabant che Stasi possano essere rappresentative e caratteristiche del socialismo reale, è altrettanto scorretto dimenticare che nella Germania Est hanno vissuto 17 milioni di persone, spesso anche in maniera più che soddisfacente. Bisogna infatti porre molta attenzione nel giudicare la realtà oggettiva e quella soggettiva nella nostra analisi, perché l’errore che più spesso si commette, è quello di traslare la condanna di un regime monopartitico e illiberale allo stile di vita di chi in quel regime è cresciuto ed ha vissuto. La più evidente prova di questo malinteso è sbocciata nell’ultimo decennio, con l’avvento della cosiddetta Ostalgie, termine che identifica la nostalgia per tutto ciò che era a Est, e per la vita dietro al Muro. L’alienazione e il senso di smarrimento che in molti, soprattutto tra i meno giovani, hanno vissuto dal 1989 in poi ha infatti subìto un ulteriore duro colpo per l’incapacità dei tedeschi dell’Ovest (e più in generale di tutto l’Occidente) di separare la condanna di un sistema da quella di un popolo, e della vita di questo stesso popolo: tutto ciò che era ad Ovest si rivelava giusto, tutto quello che proveniva da Est sbagliato, perciò chi aveva vissuto da un lato aveva solo da insegnare, chi veniva dall’altro poteva unicamente, come il figliol prodigo, redimersi, e convertirsi quanto prima al benessere, felice figlio del capitalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poniamo però il caso che anche il capitalismo entri in crisi? Quando la disuguaglianza sociale cresce nel tempo, quando i poveri diventano sempre più poveri e la loro stessa condizione una colpa, oltre che la condanna a non avere alcuna chance nella vita? Quando ciò avviene – e sta avvenendo – è normale che in molti si guardino alle spalle, ripensino al loro passato, a quando le differenze tra classi erano molto blande, quando ingegneri e operai andavano in vacanza assieme e la professione non era un ostacolo sociale, i soldi nemmeno, ed il senso comunitario e d’aiuto reciproco più spiccato. Era la DDR, in fondo, il fiore all’occhiello di questo esperimento sociale, economico e politico che va sotto l’appellativo di socialismo reale, l’esempio più riuscito di un sistema alternativo a quello statunitense, che senza un solo dollaro del Piano Marshall era riuscito già entro i primi anni ’60 a rientrare tra i dieci paesi più industrializzati al mondo, perdendo però verso la fine del decennio in questione il passo, soprattutto per quanto riguarda la produzione di beni di largo consumo. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvfLjh_tZtI/AAAAAAAAAGU/6AeeF4q4hJQ/s1600-h/operai.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402010089335645906" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 220px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvfLjh_tZtI/AAAAAAAAAGU/6AeeF4q4hJQ/s320/operai.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Rifugiandosi nei ricordi, risultano incredibilmente meno paradossali, o se non altro poco rilevanti, le incongruenze di allora, il fatto che per ottenere una macchina, l’unica disponibile, passassero in media 15 anni, che non si potesse sceglierne neppure il colore, quello che arrivava arrivava. Oggi invece le case produttrici sono decine, i modelli centinaia, le diverse combinazioni migliaia. Ma se si resta disoccupati, a che cosa si riduce la scelta? Una volta era non solo proibito manifestare, ma si rischiava di ritrovarsi con un fascicolo personale di polizia solo per aver raccontato una barzelletta. Oggi c’è libertà di espressione, ma a cosa serve protestare se nulla cambia? Non fraintendetemi, questo non è un discorso nostalgico, né è proponibile o sol’anche auspicabile il ritorno ad un sistema del genere. È però onesto ammettere che i problemi vissuti dai tedeschi dell’Est non si sono felicemente sciolti come neve al sole, crollato il Muro che ne oscurava i raggi, ma anzi, dopo anni, si sono incancreniti, e in molti a vent’anni da quel 9 novembre si sentono ancora alieni, stranieri di uno stato che non è il loro. Gli alti livelli di disoccupazione, la stagnazione economica, l’emigrazione molto più accentuata che nel resto del paese, intere città fantasma abbandonate dai giovani e trasformate in dormitori per anziani, sono il segno più evidente che qualcosa non ha funzionato, e che i rimpianti di un passato prossimo non sono forse frutto di romantiche nostalgie quanto di esigenze concrete rimaste inappagate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’ha portato, quindi, il 1989? Le scosse che ha prodotto, fino a dove sono penetrate? Si sono assestate del tutto? Basterebbe solo guardare ai territori dell’Ex-Jugoslavia per dare una risposta negativa. I sorrisi, i sospiri di sollievo, le lacrime di gioia e gli abbracci di quella fatidica notte hanno preceduto di meno di due anni altre immagini, di case martoriate, incendiate, colonne di profughi, corpi martoriati, gonfi, città rase al suolo (Vukovar), altre assediate (Sarajevo), come non se ne vedevano in terra europea dalla fine della Seconda guerra mondiale. Oggi perciò, quando ripensiamo a quel giorno di venti anni fa, oltre a celebrare la fine dell’incubo della Guerra fredda, teniamo bene a mente che non tutti i suoi nodi sono stati sciolti, che non tutte le domande nate tra quei blocchi di cemento frantumati a picconate hanno trovato risposta, e che pure tra le risposte date, non tutte si sono rivelate esatte. È da questa premessa che deve scaturire la presa di coscienza che c’è ancora molto da fare perché l’Europa sia una, libera e giusta, e che non solo vent’anni sono pochi, ma che forse non ne basteranno altrettanti prima di vedere realizzata quell’idea di casa comune che nel 1989 era parsa, per un momento, un miraggio tanto vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[*] &lt;&lt;da&gt;&gt; &lt;a href="http://www.churchill-society-london.org.uk/Fulton.html"&gt;http://www.churchill-society-london.org.uk/Fulton.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-1988055416050433064?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/1988055416050433064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=1988055416050433064&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1988055416050433064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1988055416050433064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/millenovecentoottantanove.html' title='Millenovecentoottantanove'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvfLNk2nnUI/AAAAAAAAAGE/pAImYocCDxg/s72-c/246_supp_10110_255.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-8581060991785924889</id><published>2009-11-08T06:01:00.000-08:00</published><updated>2009-11-08T06:43:33.848-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Energia Sociale Yunus Grameen Shakti Biogas Biodigestori Tikuria Bangladesh'/><title type='text'>Energia Sociale</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Simone Signore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/SvbX7XbJ90I/AAAAAAAAAB8/1PHmP9D11aQ/s1600-h/vlcsnap-2009-11-08-00h38m42s115.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 182px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/SvbX7XbJ90I/AAAAAAAAAB8/1PHmP9D11aQ/s320/vlcsnap-2009-11-08-00h38m42s115.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401742217977657154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Ershad Ali è un agricoltore del piccolo villaggio di Tikuria, nell’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;upazila &lt;/span&gt;(il livello base dell’amministrazione pubblica bengalese) di Haluaghat, nel nord Bangladesh. Come il 70% dei suoi connazionali, è sprovvisto di elettricità, costretto a soddisfare i suoi bisogni energetici tramite lampade e fornelli a kerosene, tanto inquinanti quanto pericolosi. Come molti nel suo villaggio, però, il signor Ali &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;possiede una grande risorsa: una mini-mandria di sei vacche da pascolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Tanto è sufficiente alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Grameen Shakti&lt;/span&gt;  (letteralmente “Energia del Villaggio”) per garantire ai molti bengalesi come Ershad un prestito di 30.000 taka (poco più di 290 euro, ripagabili ad un interesse annuo del 5,8%) per costruire un impianto a biogas, tecnicamente detto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;biodigestore&lt;/span&gt;: si scava una vasca di ampiezza e profondità variabili, sostenuta attraverso una struttura a reticolo in legno, da cui partono a raggiera dei tubi in plastica; infine, si copre il tutto con un telo impermeabile. Il pozzo viene successivamente riempito a cadenza regolare con un miscuglio di letame ed acqua.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Moha&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;mmed Delawar Hossain, ingegnere della Grameen Shakti, spiega: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Quando progettiamo un nuovo impianto, teniamo conto sia delle risorse disponibili che della grandezza del nucleo familiare: ad esempio per una famiglia di 5 o 6 individui basta una cavità di 1,2 metri cubi; se gli individui sono da 8 a 10 &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;optiamo per una buca di 1,4 metri cubi”&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Anche se all’inizio il sistema prevedeva solo l’utilizzo di letame bovino, abbiamo poi scoperto che l’aggiunta di escrementi di pollame aumentava la resa degli impianti. Così il proprietario riceve non solamente gas a sufficienza per cucinare tre volte al giorno, ma riesce persino a guadagnare 2.500 taka rivendendo la quantità di gas in eccesso alla propria comunità”&lt;/span&gt; ci dice inoltre il collega Fazley Rabbi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Grameen Shakti, che ha già stupito il mondo con la sua campagna d’installazione di pann&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;elli solari a basso costo (ad oggi più di 100.000 impianti in tutto il paese), fa parte della famiglia di società Grameen, che partendo dal rivoluzionario successo ottenuto con il sistema del micro-credito (grazie alla lungimiranza di Muhammad Yunus), si è ora espansa in 25 diversi ambiti, tra i quali figurano, oltre all’energia, anche educazione e sanità. Inoltre il processo messo in atto dalla&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt; società energetica bengalese potrebbe essere accelerato da un sussidio in arrivo dalla World Bank, che ha promesso 9 dollari per ogni riduzione di una tonnellata di emissioni di CO2. Ciò dovrebbe aiutare la società non-profit a diventare economicamente auto-sufficiente, grazie anche al notevole ritorno che già ottiene proprio dalla vendita di sistemi a pannelli solari, mercato nel quale è tutt’oggi leader indiscussa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Sono attualmente presenti in Bangladesh più di 30.000 &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/SvbYHLvpZ_I/AAAAAAAAACE/e3vr1QMMQ0M/s1600-h/bcsirbiogas-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/SvbYHLvpZ_I/AAAAAAAAACE/e3vr1QMMQ0M/s200/bcsirbiogas-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401742421000808434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;impianti biodigestori, ma &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;l’orizzonte dei più ottimisti è parecchio &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;lontano, stimato intorno ai 4 milioni di potenziali installazioni in tutto il paese. Tikuria è tra i villaggi più virtuosi in questo senso, con ben 50 impianti a biogas, tanto che il più grande finanziatore di progetti ecologici, l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Infra-structure Development Company Ltd (IDCOL)&lt;/span&gt; l’ha recentemente decorato della targa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Biogas Village”&lt;/span&gt;, nel rispetto dei propri appositi standard. Ora il 40% della popolazione nel villaggio riceve energia attraverso tale sistema, riducendo i danni agli occhi ed alle vie respiratorie provenienti dalla combustione del kerosene e diminuendo allo stesso tempo il rischio di contrarre malattie infettive.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/SvbYShVO4kI/AAAAAAAAACM/luK0fDYMhYs/s1600-h/Immagine+senza+nome.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 144px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/SvbYShVO4kI/AAAAAAAAACM/luK0fDYMhYs/s200/Immagine+senza+nome.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401742615774159426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“È il sogno di tutti gli alchimisti!”&lt;/span&gt; esclama lo studente di economia e blogger bengalese Benjamin: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“da sempre essi cercano di trasformare il piombo in oro, pur dimostrando una certa ignoranza in materia di politica monetaria (infatti un mondo di solo oro è un mondo in cui scompare il valore dello stesso)! Certo è che sarebbero estremamente sedotti dall’idea di trasformare qualcosa di comune ed inutile in una risorsa preziosa come l'energia”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Il sistema introdotto da Grameen Shakti è molto apprezzabile anche dal punto di vista sociale, in quanto si basa, come il micro-credito, sulla collaborazione di piccoli-medi gruppi di famiglie, che per superare il limite dei costi decidono di impegnare le risorse finanziarie private per uno scopo e beneficio comune, creando quello che azzardo a definire un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;social network energetico&lt;/span&gt;. Il servizio di manutenzione è inoltre composto interamente da personale femminile appositamente addestrato: si evita così lo stallo per il fatto che la cultura locale non consentirebbe alle donne (che di norma sono le sole presenti al momento dell’intervento) di interagire direttamente con i tecnici maschi, se non alla presenza del marito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Insomma, quella di Grameen Shakti risulta essere una piccola grande rivoluzione, che potrà aiutare i poveri ad esserlo un po’ meno ed allo stesso tempo rendere il mondo un posto meno inquinato. In tal senso è importante il riconoscimento ottenuto dalla società di Yunus alla recente cerimonia degli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ashden Awards &lt;/span&gt;(tenutasi a Londra nell’estate 2008) per lo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Eccezionale Risultato Ottenuto”&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferimenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;The Financial Express -  Biogas fires up dreams in rural Bangladesh &lt;a href="http://www.thefinancialexpress-bd.com/2009/05/30/68188.html"&gt;http://www.thefinancialexpress-bd.com/2009/05/30/68188.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Benjamin In Bangladesh! – Grameen Shakti &lt;a href="http://learnfromthepoor.wordpress.com/2008/06/16/grameen-shakti/"&gt;http://learnfromthepoor.wordpress.com/2008/06/16/grameen-shakti/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Studyunus.net - Grameen Shakti wins green energy award &lt;a href="http://studyunus.wordpress.com/2008/06/22/grameen-shakti-wins-green-energy-award/"&gt;http://studyunus.wordpress.com/2008/06/22/grameen-shakti-wins-green-energy-award/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;PBS Broadcast – Energy e2 &lt;a href="http://www.pbs.org/e2/episodes/202_energy_developing_world_trailer.html"&gt;http://www.pbs.org/e2/episodes/202_energy_developing_world_trailer.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-8581060991785924889?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/8581060991785924889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=8581060991785924889&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8581060991785924889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8581060991785924889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/energia-sociale.html' title='Energia Sociale'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/SvbX7XbJ90I/AAAAAAAAAB8/1PHmP9D11aQ/s72-c/vlcsnap-2009-11-08-00h38m42s115.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-4816357142095669089</id><published>2009-11-06T15:36:00.000-08:00</published><updated>2009-11-08T05:33:28.431-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banche fallimento salvataggio stato obama lehman brother crisi finanziaria stabilità rischio'/><title type='text'>La Crisi E Oltre: Sono Davvero Troppo Grandi Per Fallire?</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Elementi Quantitativi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vincenzo Scrutinio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;“Pestis eram vivus, moriens tua mors ero”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Martin Lutero&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;In seguito alla pubblicazione da parte della commissione europea delle previsioni per i prossimi due anni, sembra che ormai che l’economia si avvii verso una timida ripresa dopo la crisi in cui era entrata a partire da settembre 2008. Proprio ora che il pericolo di una lunga depressione sembra ormai svanito occorre interrogarsi su quegli elementi che hanno causato la crisi finanziaria in modo da evitare, come Obama ha affermato nel suo discorso a proposito della riforma della regolamentazione della finanza, che torniamo &lt;em&gt;“ai giorni di comportamento irresponsabile ed eccessi incontrollati che sono stati la causa della crisi”&lt;/em&gt;(1).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti si ricorderanno il fallimento di &lt;em&gt;Lehman Brother&lt;/em&gt;, la banca d’investimenti fondata nel 1850, ed ora nota come la vittima più illustre nel mondo della finanza. Il fallimento di questa istituzione ha fatto cadere l’attenzione del pubblico sul tema: “Le banche sono troppo grosse?” e naturalmente sulla politica del “too big to fail”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio questa politica sarebbe alla base di molti dei problemi alla base della crisi in quanto avrebbe creato, e ancora oggi perpetua, uno dei più grandi casi della storia di quello che gli economisti definiscono azzardo morale. L’obiettivo di una serie di articoli sarebbe quello di analizzare le conseguenze della grandezza delle banche e alcune possibili policy proposte per risolvere tale problema. Prima però dobbiamo capire se sono davvero grandi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sono veramente così grandi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di questo argomento non si incontrano spesso delle definizioni quantitative del problema. Sorge infatti il problema di capire cosa significhi essere grandi nel mondo della finanza e dell’economia in generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un facile confronto può essere fatto tra l’attivo di alcune banche ed il pil dei paesi di appartenenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvS1tcbcYEI/AAAAAAAAAFc/-VYmgOUoUQY/s1600-h/Assets+on+Gdp.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401141645454106690" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 320px; height: 190px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvS1tcbcYEI/AAAAAAAAAFc/-VYmgOUoUQY/s320/Assets+on+Gdp.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Come si può ben vedere in alcuni paesi in effetti gli attivi di singole istituzioni finanziarie sono addirittura superiori al Pil dello stato stesso. Spicca in particolare RBS (Royal Bank of Scotland) che è ormai per il 70% di proprietà del governo che già pensa di dare una sforbiciata al bilancio di questo colosso. Sembra strano il peso relativamente basso di alcune famigerate banche americane come GS e Bank of America. A tal proposito vanno fatte alcune precisazioni: In primo luogo il Pil degli USA è enormemente maggiore di quello di tutti gli altri stati considerati (esso è pari, da solo, a circa un quinto del PIL mondiale); In secondo luogo, anche se relativamente più piccole alcuni di questi istituti svolgono un ruolo primario all’interno di alcuni mercati internazionali (il loro fallimento avrebbe un peso enorme a causa del cosiddetto rischio sistemico, di cui si parlerà in un altro articolo); in terzo luogo non si considera che molte attività delle banche USA sono, o erano, fuori bilancio e costituiscono quello che Mauro Guerra ha definito “Shadow Banking”(3). Le misurazioni (per giunta molto grezze) possono dunque trarre in inganno. La tabella ha in più alcune pecche come il non considerare i risultati dopo le acquisizioni (non ho aggregato il bilancio di Merril Lynch a quello di BOA, non me ne vogliate…) e spicca un grande assente. La Svizzera non è presente perché il rapporto è semplicemente… troppo grande! Solo Ubs deteneva assets nel 2008 per più di tre volte e mezzo, rapporto che è sceso a poco meno di tre volte nel 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta visto questo potremmo chiederci: ma i governi sono in grado di far fronte al fallimento degli istituti, quantomeno proteggendone i creditori? La cosa sembra abbastanza complessa…&lt;br /&gt;Usando il passivo delle banche come proxy delle perdite su soggetti che non siano azionisti e confrontando questi valori con il General Government Revenue si ottiene il seguente risultato (in cui non si tiene conto della Svizzera con Ubs perché il rapporto è 12).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvS17-QRI7I/AAAAAAAAAFk/N3QCsEIyjjM/s1600-h/liability+on+gdp.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401141895052207026" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 320px; height: 190px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvS17-QRI7I/AAAAAAAAAFk/N3QCsEIyjjM/s320/liability+on+gdp.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Come si può ben vedere, pur utilizzando tutto il proprio reddito, i governi non potrebbero mai, singolarmente coprire le perdite sul passivo delle banche, cosa che causerebbe danni gravissimi al sistema finanziario. Naturalmente questo è un caso praticamente solo teorico in quanto è assolutamente impensabile che tutto l’attivo di una banca valga zero di punto in bianco e sarebbe magari più indicativo un confronto con alcuni tipi di attività. Tuttavia bisogna tenere in forte considerazione che la stima delle perdite potenziali di una banca è estremamente difficile da valutare e che, anche lo strumento oggi usato (il VAR o Value At Risk) si è rivelato abbastanza inefficace(3). Inoltre il grafico ci può suggerire l’entità dell’intervento che sarebbe necessario per far fronte anche ad una piccola insolvenza sul debito. Per esempio, se Banco Santander non dovesse essere in grado di ripagare il 10% dei propri debiti, il governo dovrebbe impegnare circa il 20% del suo reddito qualora decidesse di coprire la perdita. Una cifra abbastanza ragguardevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stabilità a rischio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La grandezza stessa di alcun e di queste banche rende impossibile trattarli al pari di molte altre istituzioni del sistema finanziario. Il rischio che esse causerebbero alla stabilità economica degli stessi paesi in cui operano sarebbe enorme in caso di una normale procedura di fallimento. Lord Turner, presidente dell’Authority per la regolamentazione finanziaria, ha recentemente sostenuto che “una parte del settore finanziario è inutile da una prospettiva sociale e sta destabilizzando l’economia britannica”(4). L’effetto nefasto che tali istituzioni potevano avere sulla “vita politica ed economica del paese” era già stato sottolineato quasi un secolo prima dal giurista Louis Brandeis con il principio della “maledizione della grandezza”(5). Non vanno trascurati, oltre agli effetti meramente quantitativi, anche gli aspetti più psicologici del fallimento di questi istituti. Il panico che segue al fallimento di un colosso può portare a fughe disordinate dal mercato con effetti devastanti sia sulle quotazioni che sui bilanci di altre istituzioni più sane.&lt;br /&gt;Viene dunque spontaneo chiedersi quali siano i problemi che la presenza di tali istituti possa creare nel sistema finanziario ma credo che valga la pena dedicarvi un articolo a parte.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(1) Discorso di Barack Obama sulla riforma del settore finanziario, disponibile su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/09/testo-discorso-obama-14092009.shtml?uuid=5408f550-a14f-11de-a8df-36fb8db592ee&amp;amp;DocRulesView=Libero&amp;amp;fromSearch"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/09/testo-discorso-obama-14092009.shtml?uuid=5408f550-a14f-11de-a8df-36fb8db592ee&amp;amp;DocRulesView=Libero&amp;amp;fromSearch"&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/09/testo-discorso-obama-14092009.shtml?uuid=5408f550-a14f-11de-a8df-36fb8db592ee&amp;amp;DocRulesView=Libero&amp;amp;fromSearch&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(2) Mauro Guerra e Fabio Panzera “ Lo Shadow Banking e le quattro isole dell’economia mondiale”. In LIMES supplemento al numero 4/2009.&lt;br /&gt;(3) Varie soluzioni stanno venendo proposte per nuovi indici di rischio, tra questi vale la pena ricordare il CoVar, indice di rischio sitemico, Tobia Adrian e Markus K. Brunnermeier “CoVar” disponibile sul sito di Princeton &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.princeton.edu/%7Emarkus/research/papers/CoVaR"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.princeton.edu/%7Emarkus/research/papers/CoVaR"&gt;http://www.princeton.edu/~markus/research/papers/CoVaR&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(4) Intervista a Prospect magazine, frase riportata in “Forget Tobin tax: there is a better way to curb finance”, William Buiter, Financial Times, 1/9/2009.&lt;br /&gt;(5) In NYT, Eric Dash 20/06/09: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nytimes.com/2009/06/21/weekinreview/21dash.html?_r=3&amp;amp;th&amp;amp;emc=th"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.nytimes.com/2009/06/21/weekinreview/21dash.html?_r=3&amp;amp;th&amp;amp;emc=th"&gt;http://www.nytimes.com/2009/06/21/weekinreview/21dash.html?_r=3&amp;amp;th&amp;amp;emc=th&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(6) Per quanto riguarda i dati:&lt;br /&gt;· Per i dati sulle banche ho usato le relazioni semestrali degli istituti considerati del 2008 e 2009-11-06&lt;br /&gt;· Per i governi ho fatto riferimento al dataset del Worl Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale di ottobre disponibile sul sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2009/02/weodata/index.aspx"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2009/02/weodata/index.aspx"&gt;http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2009/02/weodata/index.aspx&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; i dati sul Pil sono in dollari a prezzi correnti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-4816357142095669089?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/4816357142095669089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=4816357142095669089&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/4816357142095669089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/4816357142095669089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/la-crisi-e-oltre-sono-davvero-troppo.html' title='La Crisi E Oltre: Sono Davvero Troppo Grandi Per Fallire?'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvS1tcbcYEI/AAAAAAAAAFc/-VYmgOUoUQY/s72-c/Assets+on+Gdp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-101018315354463779</id><published>2009-11-05T11:46:00.000-08:00</published><updated>2009-11-08T02:31:14.244-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Conrad shumann foto germani muro di berlino fuga storia simbolo'/><title type='text'>Conrad Shumann</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Filip Stefanovic &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvR0dXLzNWI/AAAAAAAAAFM/lb2HDcNPUs8/s1600-h/schumann.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401069900912604514" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 229px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvR0dXLzNWI/AAAAAAAAAFM/lb2HDcNPUs8/s320/schumann.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ci sono alcune istantanee che hanno segnato il mondo, condensando in uno scatto interi capitoli della storia recente; chi non ricorda il miliziano caduto in Spagna, le fotografie del D-Day di Capa, oppure gli americani che issano la bandiera in cima al monte Suribachi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’immagine che più di ogni altra viene associata alla Guerra fredda è senz’altro quella di Conrad Schumann.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Schumann, nato il 28 marzo 1942, è stato il primo e forse più famoso evasore della Repubblica Democratica Tedesca: nato nell’odierna Sassonia, arruolato nella Bereitschaftspolizei, le squadre speciali e antisommossa della polizia, sorvegliava la costruzione del muro di Berlino. Era l’agosto del 1961, e sotto gli occhi increduli dei berlinesi i soldati dell’NVA (Nationale Volksarmee, Esercito Nazionalpopolare) piantavano i primi paletti e stendevano il filo spinato, tra le lacrime di chi si vedeva per sempre strappato ai propri cari, parenti, amici…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse non fu solo il desiderio di libertà, di una vita normale e serena fuori dal giogo della dittatura comunista, forse fu anche il coraggio dell’incoscienza, di quei 19 anni nascosti sotto l’uniforme e l’elmetto calato sugli occhi, a dare al giovane Conrad il coraggio di prendere la corsa e saltare, quel caldo 15 agosto 1961. Il fotografo Peter Leibing ebbe l’accortezza e la fortuna di riuscire ad immortalare il miracolo, gli stivali che schiacciano il filo spinato, il fucile in spalla, le braccia aperte a spiccare il volo, il volto teso, in apnea, quasi a vedere come andrà a finire, se riprenderà a respirare o se verrà invece colpito alle spalle dai propri compagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una fotografia carica di significato non solo perché dipinge la realtà storica di un’epoca, il dramma interiore della città simbolo della Guerra fredda e dei suoi cittadini, ma perché travalica il momento politico, trasmettendo un messaggio universale e eterno: la ricerca della libertà, la lotta contro ogni forma di limitazione della vita umana, unica e preziosa, che troppe volte, in troppe parti del mondo è stata schiacciata dal volere e dalla forza di pochi. È una fotografia in cui non trionfa l’Ovest sull’Est, ma solo un uomo e la sua volontà di scelta, di decidere della propria vita e del proprio futuro, senza ostacoli o paletti imposti da un potere calato dall’alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fuga riuscì, ma non si può parlare di lieto fine: in esilio da casa, Conrad visse tutta la vita in Baviera, lontano dalla propria famiglia e senza fortuna, lavorando presso l’Audi di Ingolstadt. Per tutta la vita ricevette lettere dai familiari nelle quali lo pregavano di ritornare da loro, scoprendo solo dopo il tracollo della DDR essere state sempre scritte per imposizione della Stasi. Caduto il muro si ritornò a parlare di Conrad e della sua vicenda, ed egli ammise quanto ebbe da soffrire per la sua scelta, di essere stato anche alcolizzato per una decina d’anni: &lt;em&gt;"Solo dal 9 novembre 1989 [caduta del Muro, ndr] mi sono sentito realmente libero"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvR0jX3-bjI/AAAAAAAAAFU/bxrnsa1Lwp8/s1600-h/muro+di+berlino.bmp"&gt;&lt;em&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401070004177104434" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 224px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvR0jX3-bjI/AAAAAAAAAFU/bxrnsa1Lwp8/s320/muro+di+berlino.bmp" border="0" /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;Nel 1990 poté finalmente tornare a far visita in Sassonia, per scoprire tristemente che in molti non avevano mai perdonato il suo gesto, sia tra gli amici che tra i parenti, e trent’anni dopo non gli rivolgevano nemmeno la parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pose fine alle proprie sofferenze il 20 giugno 1998, con un cappio attorno al collo nel frutteto dietro casa, senza lasciare alcun messaggio. "&lt;em&gt;Sono ancora orgoglioso di quello che ho fatto, non c’era altra possibilità anche se ho corso un grande pericolo e ho tagliato ogni ponte col mio passato: ho perso la famiglia, gli amici, il lavoro, tutto",&lt;/em&gt; aveva detto una volta. Ma non sempre la certezza di aver fatto la scelta giusta basta per scacciare i fantasmi del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in fondo, cosa cambia? Conrad Schumann ha raggiunto l’immortalità molto tempo prima, a 19 anni, ad un metro dal suolo, sopra il filo spinato: ha spiccato il volo come un falco, e non è più atterrato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-101018315354463779?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/101018315354463779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=101018315354463779&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/101018315354463779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/101018315354463779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/11/conrad-shumann.html' title='Conrad Shumann'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SvR0dXLzNWI/AAAAAAAAAFM/lb2HDcNPUs8/s72-c/schumann.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-1429722063448056944</id><published>2009-10-27T00:35:00.000-07:00</published><updated>2009-10-27T02:21:15.995-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marrazzo scandalo sessuale berlusconi etica giustizia giustizialismo politica opposizione governo'/><title type='text'>Cabaret</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;D&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;iego Zunino&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/Sua7Hg8i_gI/AAAAAAAAABE/CbCEJANxCFQ/s1600-h/Not+Afraid+of+Love.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 295px; height: 271px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/Sua7Hg8i_gI/AAAAAAAAABE/CbCEJANxCFQ/s320/Not+Afraid+of+Love.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397206941227482626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ricordi del liceo, quando si parlava degli antichi Romani, vi era una peculiarità: l'uomo pubblico doveva essere integerrimo non solo nell'attività politica che conduceva ma pure nella vita privata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Roma 2009 d.C.: il Presidente della Regione Lazio è costretto all'autosospensione perché ha avuto rapporti con transessuali e, ricattato, è stato costretto prima a pagare poi ad ammettere pubblicamente. Le fosche tinte della vicenda non permettono ad oggi una precisa ricognizione dei fatti. Prima di lui Sircana viene criticatissimo per avere abbordato un viados.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contestualmente un Presidente del Consiglio è stato perseguitato politicamente per essersi concesso lascivi festini nelle sue residenze private, quando contestualmente si sarebbe potuto fare una piena opposizione a ben altri interventi di indirizzo politico dell'esecutivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giudice che pronunzia una sentenza contro il suddetto Presidente viene seguito da una telecamera che maldestramente cita come stranezze il fumare le sigarette “quasi uno spot all'incontrario” (solo lui fuma.... Quante stranezze che ci hai somministrato caro Faber...) e portare calzini turchesi e mocassini bianchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Parigi la testa di un ministro della Repubblica Francese, Frèderic Mitterrand, è chiesta dagli ex compagni di partito dello zio per le ambigue confessioni in un'autobiografia e la strenua difesa di Roman Polanski e dei suoi vizi privati ma fuorilegge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli amici di &lt;em&gt;“Azione Riformista”&lt;/em&gt; a Savona, avevano proposto una formazione civica di spicco, dove, ispirati al grande Montanelli “le competenze sono riconosciute ed il merito premiato”: si trattava della lista “Il Bordello”. Mai nome più azzeccato in questo periodo: un movimento transpartitico transnazionale transfrontaliero che bene dipinge la situazione politica attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È forse questo il dibattito politico cui ogni giorno un privato cittadino deve essere sottoposto? Il solo metro di giudizio dell'operato pubblico è forse pensare alla figura in oggetto come “padre dei vostri figli?” (cit.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dico che non sia importante la vita privata di un cittadino quando assume una carica pubblica: è una responsabilità enorme la rappresentanza di un ente, pur tuttavia non si può soverchiare il rapporto ponendo la condotta in atti personalissimi quali le frequentazioni sotto le lenzuola come condizione di esistenza di un mandato politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le reazioni sono state differenti nei casi primari: Silvio ha liquidato tutto e tutti, ha proseguito il suo mandato; il buon Marrazzo invece è stato costretto all'imbarazzante autosospensione verso le dimissioni. Purtroppo il minimo comune multiplo di questi affaires sono stati la preventiva negazione di quanto accaduto bollando come menzogne, frottole etc. tutto il materiale a loro carico, per poi trovarsi costretti a negare il negato... affondando nell'imbarazzo dei fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La connivenza risiede inoltre in una classe di media incapace di fare muro contro questi famigerati, abusati, irritanti dossier: l'economia for dummies ci invita a ragionare sul prezzo di un bene non domandato. Questo è zero, al netto dei costi fissi. Dunque mi viene da pensare che se nessuno volesse comprare questi dossier, allora i “produttori” (ovvero i ricattatori, i reporter freelance in odore di soldi facili) dovrebbero uscire dal mercato, non ritenendo più profittevole proseguire in quest'attività dalla dubbia morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dico in questo modo che l'attività d'informazione sia violata in quanto ben poco mi interessa, e così credo a non pochi altri, di chi vada a letto con chi. Men che meno se ciò non altera in alcun modo gli equilibri di un paese o di un territorio: chi riteneva infatti che fare dieci domande sulle frequentazioni a casa propria del premier fosse un modo di fare opposizione, forse l'unico in grado di arginare la deriva autoritaria si è arreso al tempo, il quale ha fatto passare in secondo piano la vicenda lasciando spazio alle sardoniche battute reperibili in rete, ai giuochi di parole sull'escort e sull'utilizzatore finale: insomma un grande repertorio di cabaret ma non certo opposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio cedere alla lusinghiera tentazione di un'ipotesi giustizialista che vede ogni rinvio a giudizio conseguire ciecamente le dimissioni dell'inquisito, né voglio affermare che la magistratura governi il paese: pur tuttavia pare opportuno restituire alle indagini un certo grado di riservatezza, “la gente deve sapere che...” no, la gente non deve sapere se chi mi ricatta è in possesso di foto con travestiti o è il mio alter ego travestito in un magistrale fotomontaggio, altrimenti si rischia che più comodamente per un percettore di redditi così alti in tempi di crisi sia più facile cedere al ricatto piuttosto che affidare le indagini alla Giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ridiamo danzando allegramente in questa “sardana infernale” (cit.) di veleni, ignari di come danzare in una “corte di nani e ballerine” (grazie infinite al compagno Formica per questo squisito motto) possa svilirci molto, farci sentire leggieri e soavi ma terrorizzati, tremendamente, da una telecamera dietro l'angolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da piccolo temevo di fare politica perché avevo paura delle BR, ora ho paura di un dossier, soprattutto se di &lt;em&gt;“mattino 5”.&lt;/em&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-1429722063448056944?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/1429722063448056944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=1429722063448056944&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1429722063448056944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1429722063448056944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/10/cabaret.html' title='Cabaret'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/Sua7Hg8i_gI/AAAAAAAAABE/CbCEJANxCFQ/s72-c/Not+Afraid+of+Love.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-5054731341099604571</id><published>2009-10-25T02:04:00.000-07:00</published><updated>2009-10-25T02:14:32.442-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica impegno idee ideali lotta sfide futuro cause'/><title type='text'>L'Impegno Politico: Perdita Di Tempo O Sincera Battaglia D'Idee?</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessio Mazzucco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SuQW6vhlFPI/AAAAAAAAAEM/VnLc9sNFeps/s1600-h/carlo_stragliati_-_episodio_delle_cinque_giornate.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396463451942229234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 218px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SuQW6vhlFPI/AAAAAAAAAEM/VnLc9sNFeps/s320/carlo_stragliati_-_episodio_delle_cinque_giornate.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Discutevo con un amico sulla questione “impegnarsi attivamente in politica”. Lui sottolineava l’inutilità e la dispendiosità del tempo che l’attività richiede senza dar certezze di giungere a qualche meta e mettere in atto le idee di partenza; tutto questo nonostante il disgusto di fronte al palese decadimento di ideali e istituzioni del nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente mi sento impegnato. E non solo con il giornale (il cui impegno risiede nel creare la possibilità di comunicare e discutere le proprie opinioni), ma in quella che possiamo chiamare &lt;em&gt;politica attiva&lt;/em&gt; in un gruppo apartitico milanese. Questa attività non influenzerà di certo &lt;em&gt;Il Caffè&lt;/em&gt;, ma ha comunque un peso importantissimo nella mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa significa impegnarsi in politica? Voler proporre il nuovo e trovare soluzioni laddove i problemi più diversi ne richiedono. Null’altro. Il resto è apparenza; il partito, il simbolo, lo slogan o l’ala politica d’appartenenza altro non è che un costrutto artificiale per semplificare l’operato, per fornire una base d’appoggio o, più spesso, per dare a chi è povero di idee la possibilità di scimmiottare il mondo politico “altolocato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica è bella. E non mi serviva di certo Tornatore per dirlo. E’ bella perché permette la realizzazione di idee, cause ed ideali nel mondo in cui siamo immersi. Non è un esercizio di stile, né di retorica; non è autocompiacimento né ambizione d’un’occupazione tristemente nota in Italia per gli eccessi di ori e vizi. E’ spinta irrazionale a lasciare un segno, un’impronta nel mondo che affideremo a chi ci succederà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sfide dei giorni nostri son molte. Le scelte che dobbiamo prendere ci condurranno su strade differenti che, una volta imboccate, non potranno essere cambiate. Una di queste scelte è rimanere attivi o passivi dinnanzi al fluire del tempo e degli eventi, è criticare inerti seduti in un salotto o spavaldi in mezzo alle persone, è inneggiare in silenzio al proprio credo o esporsi alle idee e alle pietre di chi è bravo a tirarle senza pensare ai motivi per farlo. A volte basta pensare, elaborare, riflettere e comunicare con gli altri perché sui muri della nostra società rimanga una firma, seppur piccola, di certo indelebile, delle nostre idee. Ho amici che ogni giorno sono in giro a dar volantini per pubblicizzare le proprie iniziative, altri che scrivono sul proprio blog, altri ancora che, nelle sere più improbabili, rinunciano a uscite divertenti e rilassanti per trovarsi a immaginare ed elaborare un futuro migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una perdita di tempo? Non so. Di certo, quando il tempo nostro sarà trascorso e i nostri nomi saranno avvizziti nella memoria collettiva, probabilmente verrà spesso da chiedersi cosa sarebbe stata la nostra vita se in gioventù avessimo dato un contributo, seppur minimo, agli ingranaggi della Storia. Le difficoltà sono molte, i pericoli di dolori e frustrazioni troppi, ma davanti all’ignoto e al rischio mi sovvengono alla mente quei versi de &lt;em&gt;La Canzone di Orlando&lt;/em&gt; che così recitano: &lt;em&gt;“Sia maledetto il cuore che s’abbatte!/Al nostro posto noi rimarremo in campo/da noi verranno i colpi e il battagliare!”. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-5054731341099604571?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/5054731341099604571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=5054731341099604571&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/5054731341099604571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/5054731341099604571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/10/limpegno-politico-perdita-di-tempo-o.html' title='L&apos;Impegno Politico: Perdita Di Tempo O Sincera Battaglia D&apos;Idee?'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SuQW6vhlFPI/AAAAAAAAAEM/VnLc9sNFeps/s72-c/carlo_stragliati_-_episodio_delle_cinque_giornate.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-1892807146452371187</id><published>2009-10-24T13:02:00.000-07:00</published><updated>2009-10-24T13:03:44.709-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='firma radio radicale attualità informazione'/><title type='text'>Una Firma per Radio Radicale</title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: justify;font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_6FdYK3e4ibg/SuL3E5j7kLI/AAAAAAAAABc/IFFUdnnOTh8/s1600-h/3406549332_8752c20f99.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 274px; height: 261px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_6FdYK3e4ibg/SuL3E5j7kLI/AAAAAAAAABc/IFFUdnnOTh8/s320/3406549332_8752c20f99.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396146967086338226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;di Francesco Salonia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non trasmettono l’ultima hit dei Black Eyed Peas, non sono simpatici come Linus o Platinette. Se la domenica siete in viaggio e non potere seguire il calcio, non contate di trovarci una telecronaca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A volte si sente male, oratori che trattano rudemente il microfono, quando parla Pannella poi, buona fortuna. Ma l’importante con lui è carpire il senso generale d’altronde.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Se volete sapere cosa succede in Parlamento ci sono due opzioni: andare lì o ascoltarLa.&lt;br /&gt;Se siete interessati agli eventi di maggior rilevanza politica del paese, congressi, tavole rotonde o semplici dichiarazioni, avete le stesse due opzioni: trovarvi dove l’evento si svolgerà o ascoltarLa.&lt;br /&gt;Potete essere di quelli che fanno gli attivisti, che nella politica ci stanno dentro, ad ogni livello e la vedono come una missione, oppure di quelli che la politica, o per pigrizia (come me) o per povertà di spirito, come pure per mancanza di opportunità, preferiscono seguirla in maniera più intima e personale, interpretandola come un esercizio dell’intelletto. Non importa a quale categoria apparteniate, perché Radio Radicale non fa differenze, non opera una discriminazione di pubblico. Il suo ascoltatore può essere chiunque abbia una sana passione per la vicenda politica nazionale ed internazionale.&lt;br /&gt;Radio Radicale fa Informazione, fa Giornalismo, Lei (perché io me la immagino come una signora non più così giovane, ma sempre bella e attraente, non certo come una “cosa”) diffonde sapere e se siete anche voi convinti della profonda verità che soggiace al luogo comune per cui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sapere &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;potere &lt;/span&gt;sarebbero entità inscindibili, allora capirete bene di quale prezioso bene questo mezzo d’informazione sta facendo dono a tutti coloro che hanno il buon gusto di ascoltarla, da anni.&lt;br /&gt;Non a caso uso le maiuscole, perché fare informazione e giornalismo sono due attività che non hanno bisogno di ricevere il permesso da nessuno per essere svolte. Vietare o intralciare l’informazione può solo essere lo scopo irraggiungibile di un folle. La morte dell’informazione non può avvenire per un colpo di spada, come nemmeno per un decreto legge o un monopolio.&lt;br /&gt;Le nostre grandi testate si lamentano di non avere la libertà di informare e i nostri concittadini scendono in piazza per reclamarla. Tutte ciance, tutte scuse, tutte mistificazioni che servono a mascherare ciò che nessuno vuole ammettere a se stesso. L’informazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;si può&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fare&lt;/span&gt;, ma non si &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vuole &lt;/span&gt;fare. Ci si può informare, ma non si ha la voglia di farlo, l’intenzione.&lt;br /&gt;Perché la verità è che informarsi significa sudare, rimboccarsi le maniche e andare alla ricerca di ciò che ci interessa, significa sforzarsi di ascoltare di comprendere e di farlo in maniera profonda, significa sacrificare del tempo, molto tempo, che potremmo dedicare ad altro, che vorremmo dedicare ad altro, perché in fin dei conti a noi, di essere informati, di essere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;così &lt;/span&gt;profondamente ed esattamente informati, non interessa poi molto.&lt;br /&gt;L’informazione sfornata calda e strofinata sotto i nostri nasi, esatta, completa, facile ed accessibile, così attraente da risultare quasi pornografica, non esiste. L’informazione è un’altra cosa e non è per gente che demorde presto.&lt;br /&gt;Radio Radicale incarna questo spirito. E se lei muore, questa visione così cruda eppure così fragrante morirà con lei e rimarranno solo le lagne, i piagnistei e le fastidiose giornate in piazza.&lt;br /&gt;Visitate il sito &lt;a href="http://www.blogger.com/www.radioradicale.it"&gt;www.radioradicale.it&lt;/a&gt; e firmate anche voi la petizione che serve a rinnovare l’accordo per i finanziamenti di stato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-1892807146452371187?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/1892807146452371187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=1892807146452371187&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1892807146452371187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1892807146452371187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/10/una-firma-per-radio-radicale.html' title='Una Firma per Radio Radicale'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_6FdYK3e4ibg/SuL3E5j7kLI/AAAAAAAAABc/IFFUdnnOTh8/s72-c/3406549332_8752c20f99.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-7356363313390248112</id><published>2009-10-21T06:15:00.000-07:00</published><updated>2009-10-22T04:45:09.654-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi economica mercati dibattito libero mercato'/><title type='text'>La Parola All'Economia</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cristina Saluta&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St9M8ERu3SI/AAAAAAAAADs/sOe0EyYb2io/s1600-h/la+parola+alleconomia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395115473437121826" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 215px; height: 215px;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St9M8ERu3SI/AAAAAAAAADs/sOe0EyYb2io/s320/la+parola+alleconomia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La crisi economico-finanziaria si è fatta spazio prepotentemente tra le righe dei giornali, conquistando le prime pagine e straripando dagli editoriali e dalle rubriche speciali entro cui stava confinata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innegabile è il merito della crisi nel riportare al centro del dibattito non solo politico, ma anche culturale i grandi temi dell’economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’economia ha suscitato improvvisamente grande interesse, riscuotendo successo sia tra i giovani sia tra gli intellettuali, e rilevando il suo lato di “scienza umana”, sensibile alle problematiche sociali, dedita alla comprensione dei bisogni primari e delle preferenze del singolo uomo, senza trascurare, al contempo, l’aspetto aggregato delle sue azioni e le conseguenze delle sue scelte sulla popolazione nel suo complesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basti pensare che l’associazione &lt;em&gt;“Il circolo dei lettori”&lt;/em&gt; di Torino da quest’anno ha dedicato un intero ciclo di conferenze all’economia, scegliendo di dare voce negli ambienti da “salotto letterario” ad un tema spesso considerato tecnico e sterile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ciclo si è aperto con un incontro dal titolo &lt;em&gt;“Il Mercato”,&lt;/em&gt; a cui hanno partecipato da una parte il professor Bertola , docente di Economia pubblica all’Università di Torino e convinto sostenitore del libero mercato, e dall’altra il giornalista di &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt; Roberto Petrini, autore del libro “ &lt;em&gt;Processo agli economisti”,&lt;/em&gt; che, come si intuisce, ha difeso una posizione più critica nei confronti del mercato, sollevando questioni e sostenendo che siano necessari correttivi e interventi pubblici più consistenti per evitare che crisi gravi come quella che stiamo vivendo possano ripetersi in futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dibattito si sono intravisti, ancora una volta, i contorni della “&lt;em&gt;Mano Invisibile&lt;/em&gt;” di Smith, secondo cui gli individui sono guidati dall’egoismo e la massimizzazione del benessere collettivo può essere raggiunta solo tramite il perseguimento del proprio interesse individuale, in contrasto con l’idea che il mercato in sé sia causa delle proprie inefficienze e che servano maggiori regole e, soprattutto controlli, per fare in modo che opportunismi, monopoli e asimmetrie informative siano attenuati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non a caso, Petrini fa notare che fu proprio un problema di asimmetria informativa a scatenare la crisi finanziaria del 2007 in tutta la sua dirompenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St9NTQWqNSI/AAAAAAAAAD0/kJrxAAdbKqQ/s1600-h/wallstreet460.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395115871816004898" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 320px; height: 209px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St9NTQWqNSI/AAAAAAAAAD0/kJrxAAdbKqQ/s320/wallstreet460.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Gli effetti più gravi della crisi derivavano, infatti, dall’ignoranza degli acquirenti della natura dei titoli che possedevano. In questo modo si sparsero per tutto il mondo, in ossequio al principio, questa volta nefasto, di diversificazione del rischio, “derivati” di cui era impossibile non solo constatare la bontà ma, soprattutto, risalire all’origine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va aggiunto che la crisi finanziaria non ha messo in luce soltanto la fragilità del mercato ma anche quella delle istituzioni chiamate a proteggerlo e che si sono rilevate del tutto inadeguate al loro compito, tanto da suscitare forti perplessità sulla loro efficacia. Ma allora a favore di chi propendere? Fu giusto lasciare ai mercati tutta questa libertà oppure si sarebbe dovuti intervenire con più rigore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È difficile giungere a una conclusione finale. Entrambe le parti sembrano avere buone ragioni ma certamente anche gravi responsabilità e di certo l’antidoto alla crisi non è ancora stato trovato.&lt;br /&gt;Potenziare il ruolo dello Stato oppure lasciare al mercato il compito di sbrigarsela da solo? Semplice mancanza di buon senso o insufficienza di regole, rischi insiti nel mercato o coincidenze possibili ma sfortunate?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono solo alcuni dei quesiti che restano aperti e nuove strade dell’economia sono ancora completamente da scoprire e da percorrere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, credo che un indizio per chi cerca delle risposte venga dalla scelta dei due premi nobel per l’economia di quest’ anno, Elinor Ostrom e Oliver Williamson, la cui nomina è stata senz’altro molto significativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di due economisti dalla forte estrazione sociale, che hanno dedicato i loro studi a dimostrare che non sempre i beni pubblici sono gestiti in modo inefficace, ma che a volte forme di cooperazione spontanea, ad esempio sorte con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio forestale piuttosto che la qualità dell’aria di un certo territorio, possono sostituirsi validamente alle burocrazie e persino al mercato stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A prova che non sempre l’egoismo è la guida all’agire umano, a dimostrazione che non sempre bisogna lasciar fare tutto al mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che l’Accademia di Stoccolma abbia voluto lanciare un invito, anzi forse un appello, a fin che non ci si fermi agli ormai consolidati schemi neo-classici, ma si continuino a cercare nuove strade, a crescere e a rinnovarsi con coraggio, prendendo atto dei propri limiti e vagliando tutte le alternative, anche le più inaspettate, senza presunzione ma con l’entusiasmo di chi superata la “paura” si presta a varcare una nuova “frontiera”.&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-7356363313390248112?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/7356363313390248112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=7356363313390248112&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/7356363313390248112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/7356363313390248112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/10/la-parola-alleconomia.html' title='La Parola All&apos;Economia'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St9M8ERu3SI/AAAAAAAAADs/sOe0EyYb2io/s72-c/la+parola+alleconomia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-8504134285743962281</id><published>2009-10-21T06:02:00.000-07:00</published><updated>2009-10-22T04:45:27.863-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='banca goldman sachs crisi regole etica'/><title type='text'>Gold Man At Goldman, Quando Il Nome E' Una Profezia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Filip Stefanovic&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St8IJpJXbNI/AAAAAAAAADk/8XjUp98kGXg/s1600-h/Goldman_Sachs_Tower.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395039840370126034" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 320px; height: 240px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St8IJpJXbNI/AAAAAAAAADk/8XjUp98kGXg/s320/Goldman_Sachs_Tower.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel Regno Unito è in corso un acceso dibattito del quale da noi, qui in provincia, giunge appena qualche mormorio stentato. Oggetto della diatriba è l’annuncio che la banca d’investimenti Goldman Sachs, che si fa pernacchie della crisi sfornando bilanci quadrimestrali in netto avanzo uno dietro l’altro – il terzo e ultimo a oggi redatto mostra profitti pari a 3 mld/$ (2,11 mld/€), attesi in crescita per l’ultimo quarto dell’anno in corso – offrirà ai suoi 30.700 dipendenti, proiettando i dati al 31 dicembre, tra retribuzioni, bonus e benefit vari, la bellezza totale di 24 mld/$ (16 mld/€). Detto in altre parole, più di 520.000 € a testa, non così equamente distribuiti: ad alcuni top trader spetteranno premi da 27 milioni di €, ad altri 14, 7 e così via. Se così sarà, vorrà dire che nel 2009, con una crisi che fiduciosamente si ritiene già alle spalle ma dalla quale non si è propriamente usciti e, in verità, è difficile prevedere davvero quando, il gruppo americano oltrepasserà la soglia record registrata nel 2007 di 21 mld/$.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa Goldman Sachs che meno di un anno fa ricevette aiuti statali per 10 miliardi di $, prontamente restituiti a luglio 2009, con una solerzia che in molti hanno un poco ingenuamente letto come dimostrazione di buona volontà, altri, più malignamente, sotto l’annuncio della presidenza Obama che i gruppi che hanno usufruito del piano di sostegno Tarp avrebbero avuto tetti di compenso per manager e dirigenti fissati dallo stato. Insomma, come diceva Giulio Andreotti, “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio vedere, cifre di queste dimensioni spingono un lettore interessato a porsi, a ritroso, una domanda fondamentale: cos’è Goldman Sachs? Ventiquattro miliardi di dollari sono forse troppi per disinnescare la domanda con un semplice “banca”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GS è fondamentalmente una holding finanziaria, vigilata ora dalla Federal Reserve, che trae per la maggior parte profitti da operazioni su ogni sorta di mercato finanziario, scommettendo sul valore futuro dei più disparati asset: materie prime, tassi d’interesse, titoli azionari, indici, valute, in un far west nel quale i cowboy tra più famosi sono belli che stecchiti (Bear Stearns, Merrill Lynch, Lehman Brothers), e dove l’ultimo gringo rimasto, Goldman Sachs appunto, è ora padrone (o quasi) dell’intera prateria. Orbene, se però il nostro pistolero è il solo capace di centrare il bersaglio, sarà che ha la mano più ferma del west oppure è il bersaglio a materializzarsi dove lui spara? Detto meglio: se Goldman Sachs opera su mercati incerti e invisibili, scommettendo su valori futuri illeggibili ex ante, dove quindi tutto si gioca sulla quantità, qualità e attendibilità dell’informazione e di chi crea tale informazione, oltre che dal comportamento degli altri operatori (i defunti e i malaticci), quanto pesano le analisi stesse dei partner della Goldman sui risultati? Si tratta di stabilire, in breve, se non ci si trovi di fronte alle classiche profezie autorealizzanti, e quanto spazio sia quindi ancora concesso più che al rischio al vero e proprio azzardo. Certo resta che il banco vince sempre, se consideriamo il fatto che i vari compensi rappresentano quasi il 50% dei ricavi netti. Dato che la dice lunga sulla scala di valori e urgenze che guidano le scelte dei nostri bravi traders, senz’altro sempiterni innamorati della massimizzazione dei profitti, talebani neoclassici che si nascondono dietro il dogma mai dimostrato della perfetta razionalità dei mercati e, perché no, dei mercanti. Il chiasso alzato da chi dal gioco d’azzardo non è mai stato attratto, e perciò resta immune al fascino del tavolo verde della borsa, meno allo scandalo di premi milionari, è salito forse un po’ troppo: si è cercato di correre ai ripari promettendo che la Goldman devolverà forse più di un miliardo di dollari in beneficenza, il classico piatto di lenticchie per godersi il grosso della torta senza occhiate velenose dalla finestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, che etica e finanza non vadano a braccetto non mi pare una scoperta recente né poco condivisa, il vero nodo da sciogliere è quello di capire se ciò sia prima di tutto corretto e, ora come non mai, sicuro per i futuri sviluppi dell’economia globale, oppure se ci sia bisogna di regolamenti e controlli più rigidi e ricercati, senza per questo alzare lo spauracchio di un paventato spettro statalista. Qualsiasi marcato intervento di regolazione dovrà però essere adottato a livello mondiale, che sia l’imposizione di tetti massimi a commissioni e retribuzioni, oppure al rapporto d’indebitamento tra asset totale e capitale di rischio. Lo sforzo risulterebbe altrimenti non solo vano e controproducente, ma difficilmente realizzabile. Un argomento che sarebbe interessante portare al tavolo del G20, e verificare se sia troppo pretenzioso credere si possa cambiare qualcosa con la stessa rapidità con la quale si è saputo rispondere alla crisi nell’autunno dell’anno passato. A chi invece contro ogni evidenza storica crede ancora, o torna a farlo, negli ingranaggi perfetti di un mercato a orologeria, mi sento solo d’augurare un’orchestra decente e un concerto indimenticabile, mentre il Titanic corre verso il prossimo iceberg.&lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-8504134285743962281?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/8504134285743962281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=8504134285743962281&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8504134285743962281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8504134285743962281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/10/gold-man-at-goldman-quando-il-nome-e.html' title='Gold Man At Goldman, Quando Il Nome E&apos; Una Profezia'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/St8IJpJXbNI/AAAAAAAAADk/8XjUp98kGXg/s72-c/Goldman_Sachs_Tower.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-847694250078204040</id><published>2009-10-18T09:59:00.000-07:00</published><updated>2009-10-19T00:01:38.398-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='emancipazione donne diritti umani hillary clinton'/><title type='text'>Una Rosa Bianca</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cristina Saluta&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SttM5oyIdFI/AAAAAAAAADM/6NBn2kgbIsM/s1600-h/clinton+obama.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/StwOlVayXmI/AAAAAAAAADU/RkPOb-1DkKA/s1600-h/femministe.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394202488250457698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 218px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/StwOlVayXmI/AAAAAAAAADU/RkPOb-1DkKA/s320/femministe.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il 9/09/09 in tv passavano le immagini di una rosa che da nera cambia colore, si schiarisce e diventa bianca. Questo è il simbolo che i mass-media avevano scelto per la giornata della “Violenza alla donna”, lanciando l’invito rivolto a tutte le donne di indossare qualcosa di bianco. Io credo che una giornata dedicata a questo tema abbia ancora oggi un significato tristemente profondo e sia un’occasione importante per mettere in guardia le donne, per ricordare a tutti, quanta strada debba ancora farsi per raggiungere la piena parità dei sessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So bene che la percezione generale è che il problema sia ormai da tempo superato e risolto,&lt;br /&gt;eppure è di poche settimane fa la storia di Hussein, la giornalista sudanese che ha rischiato 40 frustate per avere commesso il grave reato di indossare un paio di pantaloni in luogo pubblico.&lt;br /&gt;Poco risalto è stato dato al suo coraggioso rifiuto di pagare l’ammenda comminata, accettando di scontare un mese di carcere, pur di non piegarsi alla legge che l’aveva discriminata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a farmi preoccupare non sono tanto le notizie che provengono dal Medio-Oriente, dove è risaputo che la battaglia per l’emancipazione della donna è ancora tutta da giocare. Un processo in via d’ evoluzione che ogni giorno si scontra contro l’interpretazione letterale della religione e il potere consolidato. Segnali allarmanti provengono dallo stesso mondo occidentale, da “casa nostra”. A volte sono palesi differenze salariali, &lt;em&gt;mobbing&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;stalking&lt;/em&gt;; altre volte sono subliminali e noi nemmeno ce ne accorgiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si scattasse una foto al Parlamento Italiano ci si renderebbe facilmente conto della difficoltà per una donna di fare il suo ingresso nella politica, di quanto lo Stato pensi da “uomo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/StwOszDnY7I/AAAAAAAAADc/bxmJnXHtf4o/s1600-h/clinton+obama.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394202616465417138" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 264px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/StwOszDnY7I/AAAAAAAAADc/bxmJnXHtf4o/s320/clinton+obama.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un esempio viene dagli Stati Uniti, e per precisione, dal cuore della parte più democratica e tollerante degli Usa, il Partito Democratico. Nel corso delle ultime primarie si sono fronteggiati, in una delle competizioni elettorali più combattive e avvincenti , Barack Obama e Hillary Clinton. Entrambi campioni di due fette di popolazione che in modi diversi hanno vissuto l’esperienza della discriminazione nel passato, e che in misura certamente molto minore, la vivono ancora nel presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la campagna elettorale, nessuno dei Repubblicani ha scelto di tirare in gioco il razzismo come punto di forza nella sua competizione contro Barack Obhama, e la sfida si è svolta sul piano politico, delle idee e dei valori, anche se, come in ogni campagna che si rispetti, gossip e colpi bassi non sono mancati e il fair play è rimasto un miraggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il razzismo non è più accettato negli Usa e, di certo, una battuta sul colore della pelle del candidato avrebbe sollevato scandalo, imbarazzo e, soprattutto, fatto perdere molti punti percentuali nei sondaggi. Nessuno si sarebbe permesso, nessuno se lo sarebbe neppure sognato, a meno che non fosse stato determinato a commettere uno dei più gravi errori strategicamente possibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altrettanto non si può dire della campagna contro Hillary, basata, invece, su attacchi sessisti e volgari, che la rappresentavano come la casalinga della Casa Bianca, fragile donna comandante in capo dell’esercito. Concetto inaccettabile per un popolo che fa delle armi la sua bandiera della libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò mi fa riflettere.&lt;br /&gt;Forse sono stati fatti più progressi nella lotta contro il razzismo che non per la parità dei sessi.&lt;br /&gt;Certamente c’è ancora molto da fare.&lt;br /&gt;Ma le conquiste ottenute in altri campi dei diritti umani, come la lotta al razzismo, che il Presidente Obama incarna alla perfezione, e la passione e la forza con cui Hillary Clinton ha condotto la sua battaglia mi fa pensare, sperare, che molti passi avanti verrano compiuti nei prossimi anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-847694250078204040?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/847694250078204040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=847694250078204040&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/847694250078204040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/847694250078204040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/10/una-rosa-bianca.html' title='Una Rosa Bianca'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/StwOlVayXmI/AAAAAAAAADU/RkPOb-1DkKA/s72-c/femministe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-1896528095080571494</id><published>2009-10-16T12:23:00.000-07:00</published><updated>2009-10-21T09:04:43.323-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riccardo Ehrman Attualità Muro Berlino'/><title type='text'>Riccardo, ma che ca**o hai combinato?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/StjMF-u_LJI/AAAAAAAAAA0/Ew6KOxUjSkg/s1600-h/mur550.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 211px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/StjMF-u_LJI/AAAAAAAAAA0/Ew6KOxUjSkg/s320/mur550.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393284956887657618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;di Francesco Salonia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sono sempre stato intellettualmente sedotto dall’idea che, nei grandi momenti di svolta, lo Spirito della Storia si incarni in un singolo individuo e che attraverso di lui strappi alle indistinte masse il compito di plasmare il divenire. Trovo in questa idea il senso dell’eroico che ci affascina senza scampo. Vedo nascosto in questa idea il segreto desiderio che ognuno nutre di poter influire come singolo e non perdersi nelle pieghe senza volto della storia. Che poi la previsione esatta dei risvolti che questa influenza potrà avere nell’immediato o lontano futuro ci sfugga, non ha importanza. Ho parlato di eroi, non di profeti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Stasera sono venuto a conoscenza di una vicenda singolare e suppongo ai più sconosciuta, che istintivamente mi ha fatto pensare a tutto ciò.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Era il 9 Novembre del 1989 e un giornalista qualunque si trova in una stanza qualunque. Tra le mani tiene un taccuino su cui ha preso qualche appunto, davanti a lui un uomo. Quest’uomo si chiama Gunter ed è un pezzo grosso nella Germania dell’Est.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dopo gli accadimenti che seguirono a quella serata, scelta dal destino tra migliaia di altre serate, ci fu’ chi disse: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;“È stato un Raines Sufal”&lt;/span&gt;. Un caso fortuito.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ma il giornalista, Riccardo, non crede proprio. Su quel foglio che teneva tra le mani non c’erano semplici domande di circostanza. Lui l’aria che tirava l’era riuscito a fiutare. Il fiuto è l’unico strumento del suo mestiere, quello e le conoscenze. Qualche sera prima aveva fatto delle telefonate, organizzato degli incontri.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Domani sera falla una domanda sulla libertà di transito”&lt;/span&gt;, gli avevano suggerito. Uno di quei consigli buttati lì, sotto voce. Uno di quei consigli che in realtà non si fanno mai per caso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;“Ma si, fagliela… che vuoi che succeda?”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Che vuoi che succeda, dicevano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Poche ore dopo l’incontro tra Riccardo e Gunter nelle redazioni dei giornali di tutta Europa scoppia letteralmente un casino. Una delle prime telefonate che arrivano al giornalista assomiglia più o meno a una cosa del genere:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span&gt;Driiin&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Pronto?”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Riccardo? Ma che cazzo hai combinato?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Già, che cazzo aveva combinato Riccardo? Non lo sapeva, non poteva saperlo, non lucidamente. Riccardo non era un profeta, ma quella sera, quella sera …&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt; Al Corriere le voci che girano sono contrastanti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Riccardo è impazzito”&lt;/span&gt; dicono alcuni. Forse erano proprio loro quelli più convinti del contrario, quelli che lo dicevano con un sorriso sbigottito. Quelli che nel proprio intimo speravano che fosse davvero finita. Uno che ci aveva creduto è Giancarlo Gramaglia, che ha il coraggio di pubblicare la notizia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Poche ore prima che esca il Corriere Livio Caputo, l’allora direttore dei servizi esteri, chiede al suo inviato a Berlino se quello che si andava dicendo fosse vero, se sta davvero succedendo. Non è chiaro, gli rispondono, è tutto da confermare, tutto da vagliare con attenzione. Bhe ma allora che si deve fare? Si esce così? Impossibile. Allora si cambia il primo capoverso della prima pagina? Ma cosa dici! Non si può fare così, bisogna rifare tutto, tutto!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;E aveva ragione Caputo. Bisognava rifare tutto, non solo la prima pagina del Corriere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Riccardo sta per concludere l’intervista. Gunter Schabowsky, il portavoce del Politik Bureau non è un uomo facile. Però è un uomo potente; le sue dichiarazioni nella Germania dell’Est sono la fonte assoluta della verità. Se l’ha detto Schabowsky le cose stanno così. E basta. Perché mentre parla in veste di portavoce quell’uomo non è più Gunter Schabowsky, ma il Politik Bureau stesso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Qualche settimana prima era stato varato un alleggerimento delle condizioni sulla libertà di transito. Bastava possedere un passaporto ed ottenere un visto per poter andare ovunque si volesse. Ovunque, anche in Germania Ovest, l’altra Germania, la cui libertà era indicizzata dagli abitanti della DDR col numero di varietà diverse di salsicce negli alimentari. 82 per l’esattezza. Un sogno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Come era un sogno assolutamente vano quello di riuscire ad ottenere passaporto e visto, perché quelli a cui dovevi chiederlo erano negli uffici della Repubblica Democratica Tedesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Dove deve andare con questo visto?”&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Fuori dal paese”.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Si ma dove?”&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“In Germania… Ovest”.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Aspetti qui che chiedo, intanto mi scriva il suo nome e quelli dei suoi famigliari”.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Battute conclusive. Riccardo pone la prima, fatidica domanda:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Non crede lei che sia stato commesso un grave errore nel promulgare la leggere che alleggerisce le condizioni di transito?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Schabowsky si innervosisce, la domanda è insinuante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“No nessun errore. Adesso solo possedendo un documento di identità è possibile passare la frontiera”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Riccardo incalza, intuisce il momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Anche per andare a Ovest?”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Si”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Da quando”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Anche da questo momento”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il Politik bureau aveva parlato. La notizia si diffuse a macchia d’olio, c’era la testimonianza registrata, nessuno spazio per ritrattare quelle dichiarazioni. In quegli attimi nessuno aveva capito cosa stesse per succedere, neanche Riccardo immaginava che con tre semplici domande avesse appena dato la spallata definitiva a quel muro che attraversava l’anima di un intero popolo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Riccardo non poteva sapere cosa sarebbe successo nelle ore a seguire, quale sarebbe stata la rilevanza storica di quell’evento che traeva il suo soffio vitale dalla sua intervista.&lt;br /&gt;No, Riccardo Ehrman, giornalista italiano e inviato dell’Ansa, non è mai stato il profeta della caduta del muro, semplicemente vi inciampò e quella sera fu’ un goffo, inconsapevole e magnifico eroe.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-1896528095080571494?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/1896528095080571494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=1896528095080571494&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1896528095080571494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1896528095080571494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/10/riccardo-ma-che-cao-hai-combinato.html' title='Riccardo, ma che ca**o hai combinato?'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/StjMF-u_LJI/AAAAAAAAAA0/Ew6KOxUjSkg/s72-c/mur550.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-1429326209714685103</id><published>2009-10-09T18:29:00.000-07:00</published><updated>2009-10-22T15:04:03.211-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica attualita Social Network'/><title type='text'>I Social Network e lo Spamming Istituzionale</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;&lt;em&gt;di Simone Signore&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/StySHxARY-I/AAAAAAAAAA8/O_nfDDRmJ7M/s1600-h/ForzaSilvio-it.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 281px; float: left; height: 260px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394347115794228194" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/StySHxARY-I/AAAAAAAAAA8/O_nfDDRmJ7M/s320/ForzaSilvio-it.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Che li amiate o bistrattiate, i &lt;em&gt;social network&lt;/em&gt; hanno modificato in modo permanente il nostro modo di interagire, hanno allargato esponenzialmente le nostre possibilità relazionali, permettendoci di creare una rete di conoscenze: rete che secondo molti finisce per definire le nostre personalità, una tesi che dà grande soddisfazione agli psicologi sociali, i quali sostengono che sono le interazioni che abbiamo con il mondo, e dunque con la civiltà, a definire la nostra indole, la quale rimarrebbe altrimenti un mero insieme di primordiali istinti di sopravvivenza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Sebbene questa visione possa sembrare filosoficamente riduttiva e talvolta inaccettabile (è però interessante a livello empirico che alcuni studi come per esempio il &lt;a href="http://www.boston.com/bostonglobe/ideas/articles/2009/09/20/project_gaydar_an_mit_experiment_raises_new_questions_about_online_privacy/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;“Project Gaydar”&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; del MIT riescano a prevedere l’orientamento sessuale degli utenti di &lt;em&gt;facebook&lt;/em&gt; semplicemente dalla loro rete di amicizie, con risultati in maggioranza corretti), rimando una discussione di così ampio respiro a futuri approfondimenti, volgendo per ora lo sguardo al &lt;em&gt;cortile di casa nostra.&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Infatti lo straripante successo di Facebook (+135% di utenti Italiani nel 2008, con una crescita giornaliera agli inizi del 2009 del 10% circa[1]) ha proposto un modello di comunicazione che si è rivelato sin da subito politicamente appetibile, finché l’elezione di Barack Obama alla Presidenza degli Stati Uniti d’America lo ha definitivamente consacrato, per l’apporto forse decisivo che i social network (ed internet in generale) hanno dato alla campagna dell’attuale presidente USA. E se pure l’Italia è tra i paesi europei con il più basso tasso di alfabetizzazione informatica (solo il 47% della popolazione tra i 15 ed i 74 anni, i 2/3 delle imprese italiane e, nello specifico, il 57% delle microimprese hanno accesso ai servizi online, i cui effetti sono ben più acuti se si considera il danno aggiunto che il &lt;em&gt;Digital Divide&lt;/em&gt; crea in termini di disparità nord-sud[2]) sono in molti ad aver notato le potenzialità del nuovo sistema comunicativo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;“Primus super pares”,&lt;/em&gt; è il caso di dirlo, risulta essere il social network ufficiale del premier &lt;em&gt;FORZASILVIO.IT&lt;/em&gt;, attivo dal 9 maggio scorso, che vuole emulare il successo in salsa 2.0 ottenuto dal presidente Obama, attraverso l’annullamento di ogni mediazione tra sé e gli elettori. Il sito, gestito dal responsabile PDL per internet, l’on. &lt;em&gt;Antonio Palmieri&lt;/em&gt; e realizzato da Marco Camisani Calzolari ed Edoardo Colombo per conto della società informatica Speakage S.r.l., non sembra aver smosso molte acque nei suoi primi cinque mesi di vita, nonostante il Network sia &lt;em&gt;“in continuo sviluppo”&lt;/em&gt; e periodicamente vengano &lt;em&gt;“introdotte nuove funzionalità ed aree”&lt;/em&gt; [3]. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il Problema? Scrive la blogger Eleonora Bianchini di Blogosfere Politica e Società:&lt;em&gt; “lontano dal modello 2.0, trasla il prodotto televisivo sul web. Quindi, niente partecipazione attiva degli utenti: il dialogo è monodirezionale e la conversazione assente”&lt;/em&gt;. E poi: &lt;em&gt;“L'utente è solo un mezzo per fare campagna elettorale a costo zero; non si richiede la sua partecipazione attiva se non per spammare gli spot; non ha la possibilità di commentare e non si propongono argomenti di discussione.[…]Che i dati della registrazione siano il principale scopo del gioco?”[4]&lt;/em&gt; . &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Ora, siccome giudico cruciale la verifica dei fatti (e a volte è un demerito, anche per i professionisti), ho provato io medesimo ad iscrivermi al suddetto network sociale, sebbene applicando il sempre valido teorema del &lt;em&gt;fidarsi è bene, non fidarsi è meglio&lt;/em&gt;: cosicché, fingendomi tale&lt;em&gt; Ennio Marchesi&lt;/em&gt; residente a &lt;em&gt;Broni&lt;/em&gt; in provincia di &lt;em&gt;Pavia&lt;/em&gt; (ogni riferimento a persone realmente esistite/esistenti è puramente casuale e frutto di un apposito servizio internet) sono entrato nel social network spinto da, non lo nascondo, una morbosa curiosità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il primo impatto è tutto sommato positivo: una volta convalidato l’indirizzo e-mail si è re-diretti ad una pagina contenente un video di benvenuto del premier in persona, scaricabile e diffondibile in tre diversi formati (a seconda che lo si voglia portare, oltre che nel cuore, su cellulari, pc o ipod/iphone). È presente un profilo personale che risulta però essere ben poco personalizzabile oltre i dati già inseriti in fase di registrazione: nessun “musica preferita, film preferiti, politico preferito (sarebbe lapalissiano), cibo preferito”, solo un generico “Aree di interesse” tra le quali risultano mancare però alcuni temi obiettivamente cruciali, uno su tutti la “Giustizia”. Personalmente ho glissato sulle scelte concernenti la “Disponibilità a partecipare”, tra le quali le “Campagne Online”, i “Gazebo”, i “Difensori del Voto”. Devo però ammettere che in caso di scelta forzata avrei clickato sicuramente su quest’ultimo poiché, anche iconograficamente, risulta piuttosto suggestivo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Se è dunque vero che il profilo sembra fin troppo anagrafico, la vera delusione è che questo risulta essere la caratteristica più personalizzabile dell’intero sistema. Ma andiamo avanti: la sezione più corposa è la “Invita”, che contiene però una mera serie di link (sebbene sorprendentemente varia ed onnicomprensiva) da inserire nelle diverse piattaforme (mail, social networks alternativi, siti personali) e condividere con altri. La sezione “Rubrica” poi non si lascia perdere l’occasione di raggiungere anche i contatti custoditi dalle rubriche dei propri indirizzi e-mail. Se poi non basta, una colonna a sinistra di ogni pagina è riservata a due pulsanti che consentono di segnalare sia alla rubrica che ai social network i contenuti visualizzati. Quali contenuti, direte voi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Le tematiche presenti sono esposte quasi solamente nella categoria “Notizie”, nella quale si riporta principalmente l’agenda quotidiana del premier, e meno frequentemente le azioni degli altri esponenti del governo, nonché articoli di critica all’opposizione ed alla stampa. Da metà settembre (solo?) è poi possibile commentare tali articoli, anche se la selezione all’entrata dei partecipanti previa registrazione al network causa più tifo da stadio che vere e proprie discussioni (culminanti in un epico&lt;em&gt; “Noi lo sappiamo bene, se ci fosse equilibrio in questo nostro mondo, il premio Nobel sarebbe senz'altro andato a Berlusconi[…] .Purtroppo da molti anni anche questo […] premio è condizionato dalle lobby di sinistra […]”&lt;/em&gt; scritto sotto un articolo che descriveva l’ordine del giorno e non citava neanche lontanamente la notizia del premio Nobel). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La sezione più deludente è la “Focus Group”, spacciata da un articolo di Libero Online come&lt;em&gt; “una zona in cui gli utenti registrati potranno dire la loro”[5]&lt;/em&gt; , che risulta invece contenere perlopiù sondaggi da bar, come uno inerente alle dichiarazioni che Franceschini fece tempo fa, &lt;em&gt;"fareste educare i vostri figli da quest'uomo?"&lt;/em&gt;. Ebbene le risposte possibili erano: &lt;em&gt;A tuo giudizio, questa campagna è: (A) Una vergognosa degenerazione del modo di fare campagna elettorale (B) La dimostrazione che il PD è privo di idee e di proposte (C) Il disperato tentativo del PD di rimotivare il loro elettorato deluso (D) Un'azione volta a tamponare l'avanzata di Di Pietro&lt;/em&gt;. Se sono queste le premesse, difficile aspettarsi uno spazio in cui proporre idee, dire la propria. Fare politica, insomma. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Quasi ironicamente, la sezione in cui ci si sente più liberi di esprimersi è la sezione “Eventi”, nella quale si può segnalare un evento in programma che sia ovviamente in armonia con la linea politica del premier: non è dato sapere dove queste segnalazioni finiscano, di sicuro non nella nostra rete sociale poiché una volta inviate se ne perdono subito le tracce; si suppone quindi vadano al vaglio di un mediatore, che ne valuterà poi la bontà. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Fortunatamente però, possiamo farci qualche risata con la sezione “Cose Utili” (alla quale si poteva però dare un nome migliore) nella quale sono presenti tra le altre una cartolina che inneggia alle qualità profetiche di D’Alema (che invito tutti a vedere &lt;/span&gt;&lt;a href="http://yfrog.com/10363775138365c2d90fe2oj"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;), nonché un video che invita a comprare Repubblica, accartocciarla e buttarla nel cestino al grido di “Forza Silvio” (non sarebbe forse meglio evitare tout court di acquistarla?). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Insomma, voto decisamente basso per questo&lt;em&gt; “Network Ufficiale”&lt;/em&gt; che si propone di seguire il percorso tracciato da Obama per un contatto diretto con gli elettori, nonché la possibilità nel medio termine di diventare strumento di fundraising. Il network ufficiale del presidente Americano, infatti, stupisce per la capacità di attirare commenti e commentatori con idee e spunti interessanti (oltre ad un fisiologico rumore di fondo, sia detto), condividere punti di vista e proporre nuove prospettive attraverso un sistema molto più simile al modello di riferimento di Facebook: profilo personale altamente personalizzabile, blog personale e possibilità di lettura dei blog personali degli altri utenti, le &lt;em&gt;fireside&lt;/em&gt; &lt;em&gt;chat&lt;/em&gt;, termine rivisitato in chiave informatica che indica il sistema di comunicazione&lt;em&gt; president-citizen&lt;/em&gt; che adottò per la prima volta Roosevelt, a cui Obama si è ispirato per una comunicazione online in tempo reale con i propri elettori. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;In conclusione, se di qualcosa &lt;em&gt;FORZASILVIO.IT&lt;/em&gt; si può fregiare, è quello di essere una perfetta macchina per “Catene di Sant’Antonio”, come testimonia la lettera inviata a tutti gli iscritti l’8 ottobre scorso: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Caro Tizio Caio &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;La decisione con la quale la Corte Costituzionale ha contraddetto se stessa pur di eliminare il Lodo Alfano è l’ultimo atto del forsennato attacco contro Berlusconi in atto da quasi sei mesi […]&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Se anche tu, con Berlusconi e con tutti noi, vuoi impedire che costoro l’abbiano vinta, fai entrare oggi stesso almeno quattro amici in Forzasilvio.it. E’ un atto semplice ma molto utile. Come ha ricordato ieri sera il premier, i nostri avversari sono organizzatissimi. Lo dobbiamo essere anche noi e questo nostro network è lo strumento migliore che abbiamo per organizzarci e mobilitarci in breve tempo, per qualsiasi iniziativa si renda necessaria. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;[…] &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;On. Antonio Palmieri &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;responsabile internet PDL&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;em&gt;Marketing Politico&lt;/em&gt; lo chiamano[6] . Sia vero o no, di sicuro non si tratta di Social Network. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:85%;"  &gt;&lt;em&gt;Riferimenti:&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;1) “Facebook esplode in Italia, più 961% in un anno” - &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;amp;cod=8494"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;amp;cod=8494"&gt;http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;amp;cod=8494&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;; “Facebook in Italia ha un rapido incremento di utenti” - &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ciaoblog.net/facebook-in-italia-ha-un-rapido-incremento-di-utenti/"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;a href="http://www.ciaoblog.net/facebook-in-italia-ha-un-rapido-incremento-di-utenti/"&gt;http://www.ciaoblog.net/facebook-in-italia-ha-un-rapido-incremento-di-utenti/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;2) Rapporto 2009 Dell’osservatorio Italia Digitale 2.0 - &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.linuxfm.org/home/?p=514"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;a href="http://www.linuxfm.org/home/?p=514"&gt;http://www.linuxfm.org/home/?p=514&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;3) &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.speakage.com/it/creditsforzasilvio"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;a href="http://www.speakage.com/it/creditsforzasilvio"&gt;http://www.speakage.com/it/creditsforzasilvio&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;4) &lt;/span&gt;&lt;a href="http://politicaesocieta.blogosfere.it/2009/05/forzasilvioit-berlusconi-sul-web-non-e-20-modello-obama-lontano-nessuna-prova-di-dialogo.html"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;a href="http://politicaesocieta.blogosfere.it/2009/05/forzasilvioit-berlusconi-sul-web-non-e-20-modello-obama-lontano-nessuna-prova-di-dialogo.html"&gt;http://politicaesocieta.blogosfere.it/2009/05/forzasilvioit-berlusconi-sul-web-non-e-20-modello-obama-lontano-nessuna-prova-di-dialogo.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;5) &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.libero-news.it/pills/view/11029"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;a href="http://www.libero-news.it/pills/view/11029"&gt;http://www.libero-news.it/pills/view/11029&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;6) &lt;/span&gt;&lt;a href="http://blog.webnews.it/09/10/2009/marketing-politico/"&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:78%;"  &gt;&lt;a href="http://blog.webnews.it/09/10/2009/marketing-politico/"&gt;http://blog.webnews.it/09/10/2009/marketing-politico/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-1429326209714685103?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/1429326209714685103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=1429326209714685103&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1429326209714685103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1429326209714685103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/10/i-social-network-e-lo-spamming.html' title='I Social Network e lo Spamming Istituzionale'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/StySHxARY-I/AAAAAAAAAA8/O_nfDDRmJ7M/s72-c/ForzaSilvio-it.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-1069071515904633769</id><published>2009-10-07T02:39:00.000-07:00</published><updated>2009-10-07T05:30:32.112-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>VIVA LA LIBERTA' DI STAMPA! (e qualche riflessione)</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessio Mazzucco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Ssxj6O4FMfI/AAAAAAAAACs/nXWSeSQRpdc/s1600-h/voltaire-liberta-di-pensiero.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389792706132521458" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 254px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Ssxj6O4FMfI/AAAAAAAAACs/nXWSeSQRpdc/s320/voltaire-liberta-di-pensiero.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Allarmi! Allarmi! Siamo in una dittatura! Siamo tutti imbavagliati! Le libertà democratiche muoiono! Davvero? Se così fosse come potrei starmene qui tranquillo a scrivere? E come me migliaia (forse meno) di altri blogger? C’è la libertà di stampa in Italia? Non c’è? Domande difficili. La cui risposta io non l’affiderei certo ai politici (soprattutto dei giorni nostri) né ad una piazza gremita di manifestanti urlanti. Del resto la stessa manifestazione può essere vista come libertà d’espressione, giusto? Alt: non cadiamo nel banale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pluralismo c’è? Sì, si può dire di sì. Si possono esprimere le proprie opinioni? Sì, credo di sì. Dunque perché lamentarsi? E qui, come si suol dire, casca l’asino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire che c’è libertà di stampa perché c’è pluralismo è una semplificazione di un problema che in Italia getta le radici in un sottobosco intricato. Ridefiniamo libertà di stampa: essere liberi di esprimere le proprie opinioni attraverso qualunque mezzo di scrittura. Be.. che dire? Formalmente in Italia è possibile. Ma c’è quella frase tanto celebre che mi ronza in testa (non cito a memoria): se un italiano non vede scarponi, camicie nere e manganelli, crede di vivere in un Paese libero. Fa sorridere; più che altro perché è verissima!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché VIETARE la libertà di stampa? Ci sono altri mezzi. Esempio: il controllo, le querele, i disincentivi al buon lavoro d’inchiesta, l’insulto. Storie inventate? Ma neanche per idea. Il servizio pubblico lottizzato e i conflitti d’interesse grandi come case rientrano nel controllo. Se i partiti possono decidere i consigli d’amministrazione RAI il gioco è fatto: contratti non firmati, ritardi, rimandi, richiami, ritiro delle coperture finanziarie per sostenere le cause civili in cui i giornalisti troppo spesso incappano. Invenzioni? No: pura verità. Chiara come la luce del sole. Non porto ad esempio l’argomento rovente “Santoro”, ma la nota e coraggiosa Gabanelli (a cui va tutta la mia stima). &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;, 29 ottobre: la RAI non dà copertura legale al programma d’inchiesta REPORT. &lt;em&gt;Il Sole 24 ore&lt;/em&gt;, per fortuna, riporta qualche giorno dopo (3 ottobre): la copertura legale per la Gabanelli c’è (anche se la stessa giornalista, in una nota, esprime l’aria pesante in cui si ritrova a lavorare). Ovvio: perché aggiungere legna ad un fuoco già difficile da spegnere? Basta attendere: della Gabanelli ci si può occupare più tardi, con più calma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il conflitto d’interessi è un’invenzione? Ma non diciamo bestialità! Al nostro Primo Ministro e alla sua famiglia fan capo giornali, quotidiani vari e periodici (senza contare la casa editrice la cui causa persa di natura imprenditoriale viene portata sul piano politico come una questione d’eccezionale rilevanza per il nostro Paese). Mi si vuol dire che non c’è conflitto d’interessi? Stessa storia per la parte opposta: lasciamo perdere le critiche alle mancate leggi sul conflitto, che si dice di &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt;? Oramai da mesi ha smesso i panni del giornalismo per trasformarsi in una macchina politica alquanto aggressiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SsxkBqrtEyI/AAAAAAAAAC0/q1yriJtKY6U/s1600-h/liberta-di-stampa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389792833855886114" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 255px; CURSOR: hand; HEIGHT: 219px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SsxkBqrtEyI/AAAAAAAAAC0/q1yriJtKY6U/s320/liberta-di-stampa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma sapete cosa più mi turba? La capacità di soffocare l’unico vero utilizzo della libertà di stampa per sinceri scopi giornalistici con i metodi più sottili. Come dicevo non servono manganelli e olio di ricino: basta un sistema democratico poco democraticamente eletto e pochissimo democraticamente funzionante per calpestare la libertà di un popolo e soffocare le fiamme dell’indignazione e dell’informazione libera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginiamo di essere giornalisti o redattori di giornali e, sempre con fervida fantasia, di ricevere querele e denunce perché i nostri articoli piacciono poco. Poniamo una denuncia per qualche milione di euro (anche se bastano poche centinaia di migliaia per lo scopo). Ora poniamo di vincere la causa civile. Cosa ci si guadagna? Nulla. Anzi, cosa si ottiene? Perdite di tempo, soldi buttati in avvocati e processi, discredito agli occhi dei lettori e dell’opinione pubblica in generale. Risultati? Molti: se un politico è abbastanza ricco e potente (e al giorno d’oggi troppi lo sono), o se per lui lo è il partito, può piegare un giornalista o un intero giornale a forza di denunce e tribunali.&lt;br /&gt;Ecco come si piega la libertà di stampa, ecco come si imbavagliano i giornalisti. E sapete qual è l’ironia in tutto questo? Nessuno sgarra dalla leggi né dalla nostra tanto glorificata/vituperata Costituzione!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-1069071515904633769?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/1069071515904633769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=1069071515904633769&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1069071515904633769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1069071515904633769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/10/viva-la-liberta-di-stampa-e-qualche.html' title='VIVA LA LIBERTA&apos; DI STAMPA! (e qualche riflessione)'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Ssxj6O4FMfI/AAAAAAAAACs/nXWSeSQRpdc/s72-c/voltaire-liberta-di-pensiero.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-1137912171681850924</id><published>2009-10-04T08:00:00.000-07:00</published><updated>2009-10-04T08:59:08.004-07:00</updated><title type='text'>Il Burqa Dell'Ipocrisia</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gianmario Pisanu&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fedeli al vecchio adagio statunitense “The show must go on”, neppure di fronte ai nostri connazionali periti in Afghanistan il grand cirque du soleil della politica ha accennato ad arrestarsi.&lt;br /&gt;Così, mentre le bare ammantate dai tricolori facevano ritorno in Italia, tra la costernazione degli intimi e il doglio nazionale, alcuni esponenti di spicco della scena pubblica profittavano dell’occasione per ridare fiato alle vecchie trombe, afone ormai da tempo per la pochezza delle idee in circolazione. Da consumati decani dell’accattonaggio politico, il padre padrone dell’IdV, Di Pietro, e quello della Lega Nord, Bossi, han cavalcato l’onda della commozione popolare per poi provare surrettiziamente a mutarla in indignazione. Il primo, ormai spoglio delle grezze tare lucane e impratichitosi nel politichese, ha sollecitato un’”attenta riflessione” del Parlamento in materia; il secondo, vellicando gli istinti materni della casalinga di Gallarate, tribolata dalla dipartita del figlio in terra afghana, ha invocato con fare paternalistico un rapido rientro a casa dei “nostri ragazzi”.&lt;br /&gt;Al di là delle dispute ideologiche sulla legittimità o meno della guerra come strumento dirimente le controversie internazionali e di quelle geo-politiche sulla sua opportunità contingente( se ne potrebbe discorrere all’infinito, preferiamo rimandare ad kalendas graecas), la cadenza più che mai improvvida( e sospetta) delegittima le richieste opposte dai due leader, fino a circonfonderle di un’aura di pelosa demagogia. Non si comprende d’altronde a cosa alluda l’ex Pm impetrando la ben nota “riflessione”: termine bizantino, la cui essenza vacua e gattopardesca( “cambiare tutto per non cambiare nulla”) potrebbe essere ben compresa da chi è aduso al gergo parlamentare. Interpretandola alla lettera e senza alcuna malizia, si potrebbe pensare a un’ennesima conferenza internazionale in cui, per l’ennesima volta, il Presidente Obama dovrebbe ribadire con “rinnovato vigore” i suoi accorati appelli volti al mantenimento delle truppe in terra afghana, rimarcandone(sempre per l’ennesima volta) l’”importanza strategica” per l’intero Occidente e non solo. Il che apparirebbe oltremodo tautologico, oltreché inutile. In seconda istanza, potremmo scorgervi un invito alla ridiscussione delle regole d’ingaggio dei nostri soldati, o un’insofferenza crescente ad un rifinanziamento della missione. Ambo le conclusioni, va da sé, non sarebbero lusinghiere per il leader dell’IdV. E’infatti opinione condivisibile che, in un mondo strettamente interconnesso e caratterizzato da un multilateralismo sino ad ora sconosciuto, perdere la fiducia dei partners internazionali rappresenterebbe uno scotto troppo elevato; e ciò ineluttabilmente accadrebbe se, fomentati dalla morte dei sei parà e in balìa degli istinti più viscerali, decidessimo di ritirare le nostre truppe, scompaginando gli equilibri esistenti nella regione. Insinuare inoltre il tarlo del dubbio prima ancora che il colpo inferto sia stato assorbito e la ferita rimarginata, mette a repentaglio l’incolumità dei soldati ancora dispiegati e ringalluzzisce gli attentatori, i talebani, consci di aver aperto una falla tra le fila avverse e pronti a battere il ferro sinchè è caldo.&lt;br /&gt;“Sangue e lacrime”promise Churchill agli inglesi, stremati dalla più logorante delle battaglie e timorosi del proprio avvenire . Parole d’ordine che, in tempo di guerra, possono cementificare un intero popolo attorno a un ideale, ma che, in epoca di non belligeranza, risultano cacofoniche e ai più assai sgradite. Specie se il nemico da estirpare viene percepito come entità metafisica , annidatasi in lande remote, non in grado di contaminare le nostre vite quotidiane nel loro placido divenire.&lt;br /&gt;E’ dunque in un humus d’indifferenza e d’inedia , se non di malmostosa acredine(le voci levantesi contro i funerali di stato ne sono un fulgido esempio) che s’inscrivono le esternazioni dei due tribuni.&lt;br /&gt;Tutto fa brodo, i voti “non puzzano”, si dirà. Ma, nonostante anni e anni di lotte fratricide tra fazioni avverse ci abbiano assuefatto al più becero cinismo, sicché s’è fatto il callo a tutto, risulta tuttavia arduo liquidare queste sortite come semplici “boutades”, mantra spesso adoperato per esorcizzare realtà fastidiose senza doverci fare i conti. Stavolta, infatti, s’è valicato quel confine che separa la politica, dimensione prosaica della vita per antonomasia, dalla sfera del dolore. E mentre il momento richiedeva un minuto di raccoglimento, qualcuno strepitava, infrangendo la più elementare regola di buon senso: il rispetto per chi non c’è più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-1137912171681850924?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/1137912171681850924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=1137912171681850924&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1137912171681850924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/1137912171681850924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/10/il-burqa-dellipocrisia.html' title='Il Burqa Dell&apos;Ipocrisia'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-3552236267931027579</id><published>2009-09-25T01:30:00.000-07:00</published><updated>2009-09-25T01:32:33.323-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pdl'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Domanda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Savona'/><title type='text'>Una Domanda Una Al Coordinamento PDL Di Savona</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Diego Zunino&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo faccio fatica, per mia ignoranza, a comporre articoli sui grandi temi che si affacciano sul panorama nazionale decido dunque di volgere lo sguardo verso il mio cortile. Non sono capace di formulare dieci domande ma ne vorrei porre una in merito a questa curiosa vicenda:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In data 11 settembre apprendo dal seguente sito &lt;a href="http://www.primocanale.it/news.php?id=54731"&gt;http://www.primocanale.it/news.php?id=54731&lt;/a&gt; la nomina a “Coordinatore Provinciale” dell’ Avv. Roberta Gasco. Ora non è che mi competa entrare nel merito di un partito in cui non mi riconosco, ma mi permetto di fare una considerazione di squisito buon senso: L’avvocato Gasco nel maggio 2009, il 18 maggio (&lt;a href="http://www.ivg.it/2009/05/18/regione-ludeur-esce-dalla-maggioranza-in-consiglio/"&gt;http://www.ivg.it/2009/05/18/regione-ludeur-esce-dalla-maggioranza-in-consiglio/&lt;/a&gt;), rifiuta di entrare nel Pdl, sostiene, perché intende “mantenere viva l’identità del suo partito”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; C’è da dire che in questi sei mesi l’Udeur è divenuta forte come non mai, soprattutto nel savonese! Un rotondo 0,92% (&lt;a href="http://amministrative.interno.it/amministrative/amm090621/P074.htm"&gt;http://amministrative.interno.it/amministrative/amm090621/P074.htm&lt;/a&gt;) che pone l’Udeur al di sopra di forze come i pensionati, i cristiani uniti, i pensionati-bis, la lista civica “per il bene comune” e la lista civica cristiana!!!  Però l’identità si è rafforzata molto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è trascurabile tuttavia l’esperienza che l’Avvocato Gasco ha riportato in campagna elettorale europea  nel 2004″Le elezioni sono state un successo inaspettato…come voti sono stata la seconda del partito (il quale ha catalogato un succoso 0,3% con 0 eletti, ndr) nel collegio nord ovest!” (peraltro con il centro sinistra) sostiene nel suo sito personale (&lt;a href="http://www.robertagasco.it/chisono.php"&gt;http://www.robertagasco.it/chisono.php&lt;/a&gt;) pur riscontrando un risultato diverso nei dati riportati sui media italiani (&lt;a href="http://www.repubblica.it/speciale/2004/elezioni/europee/no.html"&gt;http://www.repubblica.it/speciale/2004/elezioni/europee/no.html&lt;/a&gt;) dove figura sesta con 1.104 preferenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’anno seguente è però l’anno della svolta: “Ed eccoci al 2005. Mastella riesce ad ottenere per la Liguria un posto nel listino del Presidente Burlando. Ma la persona da inserire doveva essere una donna e della provincia di Savona… La scelta è ricaduta su di me con lo stupore di tutti (…) Burlando vince le elezioni e nell’aprile 2005 vengo eletta consigliera regionale, la più giovane d’Italia.” (&lt;a href="http://www.robertagasco.it/chisono.php"&gt;http://www.robertagasco.it/chisono.php&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;Ritorniamo al 2009, con un mandato regionale agli sgoccioli e un salto carpiato che vedrà il consigliere regionale più giovane d’Italia segretario di un partito e coordinatore di un altro fare per giunta campagna contro il Presidente grazie a cui è riuscita a strappare questo primato lusinghiero. Non conoscendo l’Avv. Gasco non mi resta che farle i migliori auguri per una buona riuscita della campagna elettorale e per tutti i successi nella vita.&lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;Mi rivolgo ora a chi ha compiuto questa scelta, augurandomi che sia se non proprio meritocratica almeno democratica: per nulla togliere al nuovo coordinatore provinciale, ma forse non sarebbe stata “migliore”  -non dico a livello di opportunità ma di coerenza ed immagine- una scelta su chi ha creduto nei valori e nelle idee fondanti del primo partito della provincia di Savona?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-3552236267931027579?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/3552236267931027579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=3552236267931027579&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/3552236267931027579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/3552236267931027579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/09/una-domanda-una-al-coordinamento-pdl-di.html' title='Una Domanda Una Al Coordinamento PDL Di Savona'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-8123599061458497273</id><published>2009-09-17T13:07:00.000-07:00</published><updated>2009-09-18T06:33:16.842-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='iraq situazione giornale il caffè'/><title type='text'>La "Guerra Dimenticata": La Solitudine Dei Cittadini Iraqeni</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vincenzo Scrutinio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;“tutto nasce dal fatto che si compiono cose a metà. Si è buoni solo a metà.&lt;br /&gt;Ecco perché il mondo si trova nei pasticci. Fate le cose in modo completo.&lt;br /&gt;Il chiodo deve essere battuto fino in fondo.&lt;br /&gt;Dio odia dieci volte di più un mezzo diavolo che un arcidiavolo!”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Nikos Kazantzakis&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;“La sovranità dell’Iraq appartiene all’Iraq ed è per questo che ho ordinato il rientro delle unità da combattimento entro agosto(1)”,con queste parole il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama confermava, nel suo discorso ad Al Azhar, la decisione di ritirare le truppe di stanza in Iraq. Ed in effetti così è stato. Il 6 agosto iniziava il ritiro dai villaggi e dalle città iraqeni in accordo con il Sofa(2) (Status of Forcement Agreement) siglato l’anno scorso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Fino ad allora le forze americane ed il neo-esercito iraqeno, insieme ai membri dei vari “consigli del risveglio” stipendiati dagli americani, avevano affrontato congiuntamente le “ripercussioni del tragico errore dell’invasione”, rappresentate dagli affiliati iraqeni ad Al-Qaida e gli ex baathisti. Dal 6 agosto è stato “veramente uno show iraqeno”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SrNErvG2PcI/AAAAAAAAAB4/VTQk7gFEqWU/s1600-h/Iraq+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5382721497808125378" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 297px; height: 176px;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SrNErvG2PcI/AAAAAAAAAB4/VTQk7gFEqWU/s320/Iraq+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Proviamo a vedere come si presentava il palco all’apertura del sipario. Già dall’estate 2007 si era manifestato un notevole decremento delle vittime civili, con il termine delle violenze seguite alla distruzione della moschea sciita di Al Askari l’anno precedente. Come si può ben vedere nel grafico il numero delle vittime civili è diminuito in modo estremamente rilevante e si è mantenuto relativamente stabile da quel momento in poi (se si escludono le operazioni a Basrah e Sadr City nel marzo del 2008). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SrNEUBFDPHI/AAAAAAAAABw/doB1g1nKgi8/s1600-h/Iraq.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5382721090315566194" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right; width: 285px; height: 172px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SrNEUBFDPHI/AAAAAAAAABw/doB1g1nKgi8/s320/Iraq.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Contemporaneamente le rilevazioni sulla percezione della sicurezza da parte dell’esercito americano mostrano una crescente fiducia della popolazione. Questo si riscontra soprattutto per quanto riguarda le opinioni espresse sulla sicurezza nella “propria zona”, mentre rimane molto più basso il numero di coloro che ritengono di poter viaggiare relativamente sicuri. Questo fenomeno potrebbe essere causato da diversi fattori: potrebbe, infatti, sia di una forma di assuefazione o di minimizzazione delle diminuite violenze locali (si ricordi che il paese è in una situazione di quasi guerra civile da quasi cinque anni), sia da una sostanziale scarsità di informazioni sulle altre province.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Come facevano notare Jason Campbell, Michael O’Hanlon, Jeremy Saphiro e Amy Unikewicz in un articolo pubblicato sul New York Times il 17 giugno “a conti fatti la situazione è molto migliorata ma fortemente instabile,soprattutto dal momento che le riduzioni più consistenti di truppe americane devono ancora avvenire(3)”. Ora queste riduzioni sono avvenute e le conseguenze non hanno tardato a verificarsi. Il 19 agosto un attacco coordinato di alcune autobombe ha colpito lo stesso ministero degli Esteri causando almeno 95 morti e più di 500 feriti(4). Il numero di vittime di civili ha iniziato a crescere nuovamente. E proprio mentre mi appresto a postare questo articolo apprendo da un editoriale del Washington Post che nell’ultimo mese è stato registrato il numero più alto di vittime civili nel 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esercito iraqeno è come un gruppo di “ragazzi con una macchina di grossa cilindrata nuova di zecca, lì fuori che bruciano la strada … ti fa quasi paura” dichiarava un ufficiale americano(5). Speriamo solo che imparino a guidare in fretta … ammesso che ci riescano. Non solo, infatti, non hanno la stessa esperienza dei loro mentori ma sono privi anche della tecnologia americana, essenziale, per esempio, per individuare le bombe e gli IED (Improvised Explosives Devices) che hanno causato molte perdite nella fase finale dell’occupazione(6).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il Generale Ray Odierno, comandante delle forze americane in Iraq, dichiarava “ci sono ancora civili che vengono uccisi in Iraq. Ci sono persone che tentano di attaccare il nuovo ordine iraqeno ed il movimento verso la democrazia ed un’economia aperta. Così abbiamo ancora del lavoro da fare”. Secondo altri non c’è più nulla che gli Stati Uniti possano fare e la stabilità in Iraq è ormai una causa persa(7) o che la presenza delle truppe americane potrebbe solo aumentare l’instabilità del paese. Ma i giochi ormai sono fatti e mentre sentimenti di disperazione palpabile si diffondono tra la popolazione iraqena di fronte agli ultimi attentati(8) speriamo che i civili iraqeni, dopo aver affrontato gli “immensi benefici dell’invasione americana”, non debbano affrontare anche quelli di una prematura ritirata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(1):il testo integrale è disponibile all’indirizzo &lt;a href="http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/06/blog-post.html"&gt;http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/06/blog-post.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(2): per una analisi del trattato rimandiamo all’articolo del Generale Fabio Mini “Uno scomodo Sofa”, Limes no 1, 2009, pag 219-235&lt;br /&gt;(3): New York Times 17/6/2009, “The States of Iraq and Afghanistan” di Jason Campbell, Michael O’Hanlon, Jeremy Saphiro e Amy Unikewicz&lt;br /&gt;(4): &lt;a href="http://www.economist.com/world/middleeast-africa/displaystory.cfm?story_id=14270095"&gt;http://www.economist.com/world/middleeast-africa/displaystory.cfm?story_id=14270095&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(5) &lt;a href="http://www.economist.com/world/middleeast-africa/displaystory.cfm?story_id=14177591"&gt;http://www.economist.com/world/middleeast-africa/displaystory.cfm?story_id=14177591&lt;/a&gt; ; “We don’t need you anymore”, The Economist, 6/8/2009.&lt;br /&gt;(6) Per dati sulle vittime militari e civili della guerra in Iraq ed Afghanistan si consiglia il sito &lt;a href="http://icasualties.org/"&gt;http://icasualties.org/&lt;/a&gt; che contine anche un database aggiornato sulle cause dei decessi.&lt;br /&gt;(7) Un’opinione in tal senso è stata espressa in un articolo sul Washington Post da George F. Will. In particolare egli ritiene che la situazione iraqena non sia stabilizzabile nel breve periodo e che la presenza americana non possa né controllare le violenze né influenzare il governo iraqeno, prevenendo corruzione ed orientamenti incentrati sulla componente etnica., A questo punto, anche visti i costi in termini umani che le truppe statunitensi hanno dovuto affrontare, non c’è ragione per rimanere in Iraq. Washington Post, “One Way or another, leaving Iraq”, 4/9/2009.&lt;br /&gt;(8) si veda New York Times “Deadly Blast Rock Shiite Mosque in Baghdad”, NYT 12/9/2009 ; “Lethal and Relentless”, The Economist, 20/8/2009..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div_prefs id="div_prefs"&gt;&lt;/div_prefs&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-8123599061458497273?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/8123599061458497273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=8123599061458497273&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8123599061458497273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8123599061458497273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/09/la-guerra-dimenticata-la-solitudine-dei.html' title='La &quot;Guerra Dimenticata&quot;: La Solitudine Dei Cittadini Iraqeni'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/SrNErvG2PcI/AAAAAAAAAB4/VTQk7gFEqWU/s72-c/Iraq+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-4864503867745643108</id><published>2009-09-11T04:43:00.000-07:00</published><updated>2009-09-11T07:22:56.296-07:00</updated><title type='text'>Cronache Di Un'Estate Italiana (Ovvero Quando La Politica Va In Vacanza)</title><content type='html'>&lt;em&gt;GianMario Pisanu&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Heri dicebamus…&lt;br /&gt;Evitando di scomodare il solito alieno verde, planato d’incanto sulla nostra penisola e attonito al cospetto di tanto macchiettistico stravizio, mi verrebbe da riesumare (concedetemelo) niente meno che Ennio Flaiano, colui che, con uno dei suoi aforismi al curaro, immortalò la scena politica italiana, definendola “grave, ma non seria”.&lt;br /&gt;Nella sua spietata lucidità, questa sentenza suona sinistramente attuale e addirittura indulgente, se raffrontata alla cagnara cui assistiamo di questi tempi. Accuse, controaccuse, stracci che volano qua e là, minacce di secessione e quant’altro hanno condito un’Estate che così arroventata non la si ricordava da un pezzo.&lt;br /&gt;Come la guerra di Troia ebbe il suo concepimento durante un banchetto, e la causa scatenante nella bella e reproba Elena, anche il subbuglio in cui è piombata la classe dirigente del nostro paese pare avere un’origine scabrosa. Pomo della discordia, manco a dirlo, un’avvenente biondina campana(e molte, molte altre…). Ma la realtà è quasi sempre più prosaica di come la si dà in pasto alla gente, e anche stavolta , al di là di ogni congettura, c’è quello che Kissinger definì “il migliore afrodisiaco”: il potere (altro che Noemi!).&lt;br /&gt;Dopo la “vittoria mutilata” alle europee, di cui si paventava un esito bulgaro pro Premier, l’alleato/rivale di sempre, la Lega Nord, non ha esitato a sfruttare i primi segnali di debolezza tra le falangi berlusconiane, battendo cassa a più riprese. Se Bossi berciava di dialetti e gabbie salariali, il fine ultimo era sempre il medesimo: tirare al rialzo in vista delle regionali del 2010, profittando delle torbide vicende erotiche che han ridotto il Premier alla stregua di un’anatra zoppa. Questi, dal canto suo, non ha esitato a schierare il suo imponente plotone mediatico contro i detrattori di turno, che fossero gli intellettuali trinariciuti di Repubblica o le anime pie di Avvenire, macchiatisi indistintamente di lesa maestà. Accecato dall’ira e sitibondo di vendetta, ha dapprima gettato il guanto di sfida alla Cei, mettendone a nudo le divergenze con la Segreteria vaticana tramite l’affaire Boffo. Quindi, in  un crescendo rossiniano, ha denunciato alcune testate giornalistiche, inveito contro l’Unione Europea e redarguito il Presidente della Camera, invitandolo , per voce del suo fido sicario Feltri, a “rientrare nei ranghi”.&lt;br /&gt;Poiché chi semina vento spesso raccoglie tempesta, il Premier è uscito assai malconcio da tutto il ginepraio che  egli stesso, in buona parte, ha contribuito a fomentare. Già si levano i primi mugugni dalle fila cattoliche e qualche inguaribile nostalgico vaticina un Grande Centro prossimo a venire. Non bastasse, i quotidiani esteri e l’opposizione hanno avuto gioco facile a gridare alla dittatura, benché i paragoni con Putin o Chàvez appaiano oltremodo fuorvianti e non plausibili.&lt;br /&gt;Reagendo d’istinto, il leader del centro-destra è dunque incappato nell’errore che un politico di razza (non osiamo dire “statista”) non dovrebbe mai commettere. Ma proprio qui sta il punto.&lt;br /&gt;Sin dalla sua famosa discesa in campo, Berlusconi si è sempre professato quale homo novus della vita pubblica italiana, ostile ai cosiddetti “politici di professione”(democristiano, nel berlusconese, è alla meglio sinonimo di faccendiere) e refrattario a ogni sorta di dialettica in seno al suo partito. Questa strategia, che a distanza di 15 anni permane fruttuosa sul fronte elettorale, si rivela in realtà un boomerang quando dalla piazza ci si sposta nelle stanze dei bottoni e le crisi vanno affrontate con gli strumenti che la politica ti concede. Solo la Politica con la “p”maiuscola, infatti,  può emendare se stessa correggendo le proprie storture, e solo politicamente ci si dovrebbe tirare d’impaccio da scandali che afferiscono alla sfera privata, tirando dritti fin quando possibile e attuando politiche d’ampio respiro , senza sceneggiate napoletane e crisi isteriche.&lt;br /&gt;Ma questa fantomatica Seconda Repubblica, nata sull’onda di un’Anti Politica viscerale , non riesce a scrollarsi di dosso gli stereotipi di cui è figlia, languendo nel limbo dell’indeterminatezza, incapace di secernere propria linfa, condannata a vivere di luce riflessa nell’eterna contrapposizione a un passato ripudiato e a un nemico mai realmente avversato. E’ il Non Essere che prevarica sull’Essere,il trionfo di un relativismo politico  che s’accinge a colmare i presìdi lasciati incustoditi dalla scomparsa delle ideologie.&lt;br /&gt; La morte della Politica implica, parafrasando Dostoevskij, che d’ora in poi tutto viene concesso. Sicchè non passa giorno senza che qualcuno metta in dubbio l’unità nazionale minando alla base la nostra stessa identità (salvo poi ritrattare manco si trattasse di bagattelle da quattro soldi) ; così, una giovane modella ammette candidamente che, qualora non riuscisse a sfondare nel mondo dello spettacolo, le piacerebbe entrare in politica, assurta al nobile rango d’ufficio di collocamento per  trombati dello show business. Fino al colmo dell’imbarbarimento, quando, anziché avversarsi nelle aule parlamentari con proposte concrete e istanze politiche, ci si combatte a suon di spazzatura, facendo a gara a chi rimesta meglio i mucchi di letame.&lt;br /&gt;Voglio concludere con una chiosa che sa tanto di speranza. &lt;br /&gt;Negli ultimi tempi, di mezzo a tante sconcezze e colpi bassi, s’è assistito tuttavia a qualcosa che somiglia vagamente a un sano dibattito, colonna portante di ogni democrazia.  Appare encomiabile da questo punto di vista, a prescindere dal merito delle questioni poste in essere, la posizione del Presidente della Camera Fini, tipico esempio di vox clamans, che, scontrandosi apertamente con alcune scelte del proprio leader , ha posto l’accento sulla necessità di un ritorno immediato alla Politica dei partiti, tralasciando velleità di  cesarismo e gossip mediatico. Dall’altra parte, il dibattito intestino al Pd, seppure fino ad ora assai carente d’idee, condurrà non di meno a una leadership attorno alla quale, ci si augura, sarà possibile organizzare finalmente un’opposizione forte e credibile. Tutto ciò è più che mai necessario, giacché l’autunno si annuncia denso d’incognite economiche  e foriero di nuove tensioni sociali. La morte della Politica, in un quadro così instabile, sarebbe “il più grande assassinio di tutti i tempi”. E non possiamo permettere che lo si perpetri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-4864503867745643108?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/4864503867745643108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=4864503867745643108&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/4864503867745643108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/4864503867745643108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/09/cronache-di-unestate-italiana-ovvero.html' title='Cronache Di Un&apos;Estate Italiana (Ovvero Quando La Politica Va In Vacanza)'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-8632120575512432238</id><published>2009-09-09T00:36:00.000-07:00</published><updated>2009-09-09T00:41:05.364-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicurezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='albissola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ordinanza'/><title type='text'>Il Coprifuoco Rivierasco Visto A 200 Metri Di Distanza</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Diego Zunino&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’11 gennaio alle ore 14 e 30, in una soleggiata giornata d’inverno milanese sostengo l’esame orale di diritto costituzionale: lo zelante assistente esige che mi ricordi l’articolo 16, e per fortuna sono riuscito a spararla giusta nella giungla di diritti e libertà che affollano quella sezione della nostra beneamata “Carta”:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per &lt;span style="color:#000000;"&gt;motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche [cfr. art. &lt;/span&gt;&lt;a title="Link alla pagina121" style="COLOR: #0000ff; TEXT-DECORATION: none" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131407/131414/articolo.htm"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;120 c. 2&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a title="Link alla pagina153" style="COLOR: #0000ff; TEXT-DECORATION: none" href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131437/131450/articolo.htm"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;XIII c. 2&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;].&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedevo dell’utilità di questa norma costituzionale, mi sembrava una cosa ovvia, sciocca quasi pleonastica, tuttavia non sapevo quello che stava per accadere dai miei pressi di lì a poco dopo. Il prode Sen. Franco Orsi, parlamentare del Popolo delle Libertà e rappresentante della nutrita lobby dei cacciatori, sbaragliata la poca resistenza sinistroide presente nella cittadina di Albisola Superiore diviene il Borgomastro mentre nella vicina Albissola Marina è il viceversa che prende atto: il Pd capitanato dal ben moderato Nicolò Vicenzi assume la carica di Primo Cittadino lasciando a becco asciutto la lista civica di centro destra data per vincente tra le cui file veniva annoverato il sottoscritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le campagne elettorali che hanno caratterizzato i due vincitori sono state molto differenti: più spettacolare la prima, con ospiti di spicco e un’immagine dinamica ma soprattutto volenterosa di cambiare; meno vistosa ma ben supportata dai gruppi giusti (Società Cattolica Operaia “S. Cecilia” e Curia) più rassicurante e mirata a volere garantire la sicurezza nel piccolo borgo marinaro assediato da questi locali troppo “deregolarizzati”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre il nostro primo cittadino si impegnava ad affrontare la “movida” (termine quanto mai abusato in questi ultimi mesi) con azioni spot di polizia municipale e un tavolo di negoziazioni dal sapore quasi keynesiano, il Borgomastro albisolese ha deciso di tagliare la testa al toro emettendo una meravigliosa ordinanza motu proprio egli infatti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O R D I N A&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che a far data dal giorno 14 agosto 2009 e fino al giorno 13 settembre 2009,  nelle notti&lt;br /&gt;tra venerdì e sabato e tra sabato e domenica, dalle ORE 03.15 alle ORE 06.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ VIETATO:&lt;br /&gt;l’accesso pubblico e lo stazionamento di persone nel centro storico di Albisola Capo&lt;br /&gt;nelle  vie:&lt;br /&gt;via Colombo &lt;br /&gt;via IV novembre&lt;br /&gt;via Don N. Leone&lt;br /&gt;via Giulia Gavotti.&lt;br /&gt;piazza del talian&lt;br /&gt;per le sole aree ricomprese nella zona ZTL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli orari e nei giorni di cui sopra alla panetteria Garbarini, ubicata in Via Colombo,&lt;br /&gt;41 con locali di produzione e vendita anche nel retro di via Don Natale Leone, non è&lt;br /&gt;consentito l’esercizio della vendita al pubblico. Onde evitare il richiamo di persone&lt;br /&gt;all’interno della zona in cui non è consentito l’accesso, la predetta panetteria non&lt;br /&gt;potrà tenere aperti i locali finalizzati alla vendita al pubblico che dovranno,&lt;br /&gt;inequivocabilmente, apparire dall’esterno come chiusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene a questo punto mi viene da supporre, alla luce del suddetto articolo costituzionale richiestomi, che od il centro storico della ridente città cugina è affetto da influenza suina notturna o lì dalle ore 3,15 alle ore 6,00 sussiste un teatro di sommossa che danneggi l’ordine pubblico. Beh, mi domando e dico ma l’ordinanza sindacale, atto monocratico amministrativo, può scorrazzare così liberamente come un cinghiale tra le vigne del nostro diritto fino a profanare persino le preziose viti della Costituzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;L’umile wikipedia descrive così i limiti e le proprietà della bolla albisolese:&lt;br /&gt;Si tratta di atti monocratici che creano &lt;/span&gt;&lt;a title="Dovere" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #002bb8; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dovere"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;doveri&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; positivi (di fare o dare) o negativi (di non fare). In certi casi possono essere emanati in &lt;/span&gt;&lt;a title="Deroga" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #002bb8; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Deroga"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;deroga&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; all’&lt;/span&gt;&lt;a title="Ordinamento giuridico" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #002bb8; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordinamento_giuridico"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;ordinamento giuridico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; vigente (ma non ai suoi &lt;/span&gt;&lt;a title="Principi generali" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #002bb8; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Principi_generali"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;principi generali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; né a norme &lt;/span&gt;&lt;a title="Costituzione" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #002bb8; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;costituzionali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;): sono le cosiddette ordinanze libere, di cui sono esempi i &lt;/span&gt;&lt;a title="Bando militare (pagina inesistente)" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #cc2200; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bando_militare&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;bandi militari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; e le &lt;/span&gt;&lt;a title="Ordinanza contingibile e urgente" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #002bb8; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordinanza_contingibile_e_urgente"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;ordinanze contingibili e urgenti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;; quando questi atti contengono norme &lt;/span&gt;&lt;a title="Generalità (carattere della norma)" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #002bb8; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Generalit%C3%A0_(carattere_della_norma)"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;generali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; ed &lt;/span&gt;&lt;a title="Astrattezza" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #002bb8; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Astrattezza"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;astratte&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; sono considerati &lt;/span&gt;&lt;a title="Atto normativo" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #002bb8; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atto_normativo"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;atti normativi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; e, quindi, &lt;/span&gt;&lt;a title="Fonte del diritto" style="BACKGROUND-IMAGE: none; COLOR: #002bb8; TEXT-DECORATION: none" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fonte_del_diritto"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;fonti del diritto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;.&lt;br /&gt;Dunque dal basso dei miei voti in diritto e dalla mia (in)esperienza di politicante locale: tu mi deroghi l’articolo 16 della costituzione per 600 elettori che possono beatamente dormire dalle 03:15 alle 06:00 ma soprattutto mi deroghi anche un altro articolo, il 41 il quale recita così :&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;L’iniziativa economica privata è libera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque il panettiere Garbarini va in contrasto con l’utilità sociale? reca danno alla sicurezza? alla libertà? alla dignità umana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Senatore-Sindaco ha dato prova di leadership presidiando un piccolo esercito formato da carabinieri, polizia municipale, protezione civile (?!) prendendosi in carico persino l’onere di affrontare le contestazioni sicuramente “comuniste e facinorose” che venivano eseguite egli ha così risposto a chi sollevava eccezioni di carattere costituzionale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato eletto per prendere delle decisioni, magari impopolari, ma che vanno rispettate. Si transita liberamente sul lungomare e si può accedere alla via Aurelia da altre vie senza transitare nel centro storico, non mi sembra così grave. Fedele al mandato e al suo operato monocratico che tanto piace all’esecutivo di stanza a Roma egli ha persino sfidato i suoi oppositori affermando :&lt;br /&gt;“Fate ricorso, vedremo chi vince”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non scomodiamo costituzionalisti o avvocati, non aggraviamo il lavoro della elefantesca magistratura, mettiamola sul ridere, dopotutto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA FOCACCIA CI SEPPELLIRA’!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps: ringrazio&lt;br /&gt;http://www.ivg.it/2009/08/15/albisola-superiore-molto-rumore-per-nulla/#postcomment&lt;br /&gt;http://www.ilponente.com/index.php?p=16763&lt;br /&gt;http://www.comune.albisola-superiore.sv.it/multimedia/343/ORD_SIND_n_25%2009_quiete_e_transito.pdf&lt;br /&gt;la Costituzione della Repubblica Italiana &lt;br /&gt;il professore che mi ha interrogato rendendo indelebili questi articoli su citati&lt;br /&gt;il Sindaco Dott. Sen. Franco Orsi per avermi fatto scrivere qualcosa di non introverso e triste ma finalmente faceto&lt;br /&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Ordinanza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-8632120575512432238?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/8632120575512432238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=8632120575512432238&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8632120575512432238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8632120575512432238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/09/il-coprifuoco-rivierasco-visto-200.html' title='Il Coprifuoco Rivierasco Visto A 200 Metri Di Distanza'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-4330907993889751531</id><published>2009-09-03T01:35:00.000-07:00</published><updated>2009-09-03T01:40:45.891-07:00</updated><title type='text'>Ambiente: Tutto Intorno A Noi</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessio Mazzucco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sp-A9_xWcnI/AAAAAAAAABo/BMgxONqJ8rA/s1600-h/una+scomoda+verita.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5377158282682462834" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 235px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sp-A9_xWcnI/AAAAAAAAABo/BMgxONqJ8rA/s320/una+scomoda+verita.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dovremo scegliere un giorno tra il benessere sfrenato di cui godiamo e la Terra. Non è una frase apparsa in sogno, ma la conclusione lapidaria e sofferta del video-documentario di Al Gore, “Una scomoda verità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro benessere economico è garantito da un ciclo continuo di produzione, consumo, investimento, nuova produzione e così via. E’ semplice (almeno nella teoria), circolare e garante della nostra ricchezza. A parte qualche scivolata come l’attuale crisi economica, è con questo sistema che i Paesi Occidentali possono vantare una qualità di vita così elevata. C’è un però, un dubbio, un “ma”. Cosa produce l’intero sistema oltre a beni e servizi? Gas, sprechi e materiali inquinanti. Qualcuno potrebbe pensare che adesso inizierò con la solita storia della CO2. E in effetti sarà proprio così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Gore dimostra infatti, con dati scientifici alla mano, come l’effetto serra non sia né una fantasia, una paura, una menzogna (come molti per altro affermano), ma una delle sfide più grandi che il nostro mondo dovrà vincere. La correlazione molto stretta tra produzione e emissione di gas serra è conosciuta e riconosciuta da chiunque: è ovvia, lampante. Ma la correlazione tra questi gas e i fenomeni naturali a cui abbiamo assistito ultimamente si fa sottile, difficile da trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque i fatti. L’effetto serra provoca un surriscaldamento globale (ben superiore alle ondate di calore che si sono registrate, ad esempio, nel Medioevo). Un aumento della temperatura all’equatore provoca un aumento più che proporzionale ai poli. Ciò significa accrescimento del fenomeno dello scioglimento dei ghiacci, mancanza dell’effetto di riflesso che i poli hanno nei confronti dei raggi solari (e conseguente ulteriori sbalzi di temperatura), innalzamento del livello delle acque, possibile desalinazione degli oceani e modifica (se non distruzione) delle correnti cicliche che mantengono equilibrato il clima nel mondo. Al Gore ha dato vita, in effetti, ad un documentario apocalittico. Ma la scienza supporta quanto detto prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema dell’ambiente non coinvolge solo il clima (che ne rappresenta comunque una buona fetta), ma la distruzione del verde, il consumo sfrenato di risorse, il sovra sfruttamento del territorio, ecc.. Tutte cause della possibile distruzione del nostro mondo. Alcuni però se ne sono accorti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Europa ha deciso di tagliare le emissioni di gas serra per il 20% entro il 2020, seguono gli USA con il 17%. Li batte entrambi la Svezia, sola, che promette il taglio del 40% in diversi settori, indipendenza dai combustibili fossili per i trasporti entro il 2030 e indipendenza dagli stessi per tutta l’economia svedese entro il 2050. Io credo agli svedesi, loro si impegnano. Tanto che per la presidenza europea di turno hanno scelto come logo una triplice spirale blu, verde e gialla che simboleggia “apertura, dialogo, clima”. Insomma: accettano la sfida per il clima e l’ambiente. Per chi volesse verificare o approfondire sulla questione, l’articolo è tratto da &lt;em&gt;Il Corriere della Sera&lt;/em&gt;, 30/06/2009, “Sfida verde della Svezia alla UE…” di Offeddu Luigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema clima e ambiente è una questione politica. Sono le riforme, le leggi, gli indirizzi verso una società a minore impatto ambientale che possono invertire la rotta dei giorni nostri. Perché le idee ambientaliste, quindi, non sono favorevolmente accolte nella maggior parte degli ambienti governativi e rappresentativi? Al Gore intitola il suo documentario “Una scomoda verità”. Scomoda per chi? Per tutti coloro che devono rendere conto di un voto. Le questioni ambientaliste, infatti, non fanno voti. Promettere alle persone di rinunciare al loro standard di vita non è certo una strategia vincente per le elezioni. Obama si è incamminato sull’arduo sentiero dell’economia eco-compatibile, ma ha dovuto aspettare una crisi per poter immaginare di cambiare il nostro sistema di produzione e consumo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda che più volte mi pongo è: possiamo agire per conto nostro, aiutare il clima e l’ambiente dal piccolo senza dover aspettare il sistema politico? Ovviamente sì. Le svolte si possono fare, pochi alla volta, poi sempre più, inseguendo l’obiettivo dell’eco-compatibilità. Mi vengono in aiuto due articoli tratti da &lt;em&gt;Il Corriere della Sera&lt;/em&gt; (devo dire che sto diventando monotono con le citazioni): il primo è di Giovanni de Paola, datato 29/06 anno corrente, che guarda con interesse all’”impresa” di un uomo che vive ad impatto ambientale zero; il secondo è di ieri, su un programma nato in Inghilterra per diminuire i consumi nella società civile. L’uomo “eco-compatibile” vive in Belgio, non è un eremita, né rinuncia a molte delle moderne comodità (pc e internet in primis). Il suo calcolo è semplice: sul pianeta siamo sei miliardi e settecentomila abitanti; dividendo la superficie della terra per gli abitanti ognuno può consumarne 1,6 ettari, noi oggi ne consumiamo 5,1. E’ dunque necessario tagliare. “Meno dieci” è il nome della campagna inglese per l’ambiente: diminuire del 10% i propri consumi nel 2010. E il risparmio e l’eco-compatibilità va dal consumo intelligente di acqua, elettricità, energia per il riscaldamento e il raffreddamento delle case, minore uso dell’auto, mangiare più verdura e meno carne, …. Insomma: sono necessari i sacrifici. In tantissimi aspetti della nostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questa può essere una svolta “idealista” per l’ambiente. Se i dati, infatti, si confermeranno in natura, se la scienza perseguirà il vizio di dire il vero e prevedere le catastrofi, se Al Gore e migliaia di altri scienziati, naturalisti, volontari di Green-Peace non si saranno sognati tutto, allora non ci sarà più bisogno di sacrifici volontari, perché saremo tutti costretti alle rinunce, più di quanto noi potremo mai immaginare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-4330907993889751531?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/4330907993889751531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=4330907993889751531&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/4330907993889751531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/4330907993889751531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/09/ambiente-tutto-intorno-noi.html' title='Ambiente: Tutto Intorno A Noi'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/Sp-A9_xWcnI/AAAAAAAAABo/BMgxONqJ8rA/s72-c/una+scomoda+verita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-3831882196734715222</id><published>2009-06-16T03:49:00.000-07:00</published><updated>2009-06-19T03:45:55.080-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica attualita cuba internet'/><title type='text'>Cuba e Internet: due rivoluzioni a confronto</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Simone Signore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/Sjd85dqDv6I/AAAAAAAAAAc/Fmax3hp4rVQ/s1600-h/come_aggirare_censura_internet_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 281px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/Sjd85dqDv6I/AAAAAAAAAAc/Fmax3hp4rVQ/s320/come_aggirare_censura_internet_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347880409181175714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;È di questi giorni la notizia quantomeno curiosa che il figlio dell’ex primo ministro cubano Fidel Castro, Antonio Castro, si sia fatto “gabbare” da un blogger (anch’esso cubano ma esiliato in America) spacciatosi per un’avvenente giornalista sportiva ventisettenne di nome Claudia Valencia.[1]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;A lui, o meglio, a “lei” avrebbe raccontato le sue vicende quotidiane, nonché i frequenti viaggi con il padre e lo zio, attuale primo ministro.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le debolezze del quarantenne “Toni” non hanno fortunatamente compromesso alcun segreto di stato, ma l’intento del blogger, che ha rifiutato di porgere le proprie scuse portando ad evidenza il fatto di non poter più rientrare nel proprio paese dal lontano 1971, era in realtà quello di denunciare “l’opulento” stile di vita dei Castro a differenza dei normali cittadini Cubani, prima tra tutte la possibilità di accedere ad internet con particolare facilità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Stop. Lasciamo stare il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gossip &lt;/span&gt;(che da quando in Italia ha toccato l’insindacabile ed ingiudicabile – nel vero senso della parola – primo ministro ha assunto caratteristiche sudice e sgradevoli, diventando l’ennesimo tabù italiota). &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A Cuba è difficile avere accesso ad Internet??&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente, una banale associazione di idee mi ha portato a considerare un caso politicamente analogo, che pone però più dubbi che rassicurazioni: in Cina è sì censurato il Web, con sistemi tra l’altro molto avanzati, la presenza di un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;grande firewall&lt;/span&gt;[2], che, scherzosamente ma non troppo, si rifà alla ben più famosa grande muraglia, nonché il futuro arrivo di un software censore[3] preinstallato su ogni nuovo PC della nazione. Tuttavia l’accesso è diffuso e consentito a tutti, ed i 300 milioni di accessi ed i 100 milioni di blog sono la conferma che la rete parla sempre di più il mandarino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora qual è la vera ragione per cui a Cuba è così difficile navigare (col mouse)? La risposta è: il prezzo. In una nazione nella quale il reddito medio pro-capite si aggira intorno ai 30 dollari mensili, l’accesso ad internet costa 5 dollari per una mezz’ora, 10 dollari per un’ora di navigazione[4]. Il sistema è regolato tramite la vendita di tessere nominali con password di accesso alla rete. Praticamente per il cittadino medio un’ora di navigazione costa un terzo del proprio reddito: aggiungete che la percentuale di computer per persona è del 3,4% e diviene facile comprendere come internet sia per i cubani un “lusso politico”. Ma è davvero tutta colpa del regime?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realtà come sempre è un po’ più complessa di come appare, ma in questo caso è anche un po’ nascosta: Cuba, per effetto dell’embargo Statunitense che sopporta da ormai 47 anni, non ha modo di allacciarsi ai cavi ad alta velocità sottomarini che collegano il Messico alla Florida, garantendone l’accesso alla rete[5]. La soluzione adottata è quindi quella di un accesso ad internet tramite connessione satellitare, che senza entrare troppo nei dettagli è decisamente meno prestante, ed anche più costosa. A questo si aggiunge il fatto che le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;blockades &lt;/span&gt;commerciali costituiscono anche la causa di un’infrastruttura delle telecomunicazioni obsoleta e per nulla comparabile a quella dei paesi più industrializzati. Basti pensare che il sito governativo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;http://www.cubaweb.cu/&lt;/span&gt; è ospitato su server (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;computer remoti che “ospitano” e “forniscono” i dati del sito ndr&lt;/span&gt;) canadesi, questo perché a Cuba non c’è abbastanza banda da sopportare il traffico in accesso[6].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Persino il dato sulla distribuzione dei computer è fuorviante, in quanto i computer sono dislocati capillarmente in numerosi “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Club de Computación&lt;/span&gt;”. È presente una nutrita schiera di esperti in networking, che hanno ricevuto istruzione e formazione grazie a politiche di governo, nonché la presenza di programmi come il “Cuban Youth Computer Club” e lo “InfoMed”[7]. C’è anche da considerare il fatto che, data la poca disponibilità di accesso, questo è giustamente garantito innanzitutto ad enti di maggiore interesse pubblico, quali le strutture sanitarie e finanziarie, che ne consumano dunque una buona fetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come se ciò non fosse abbastanza, nelle ultime settimane il governo Cubano ha applicato misure di censura a fonti di informazione telematiche che criticano il suo operato (è il caso del famoso “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generación Y&lt;/span&gt;” della blogger cubana Yoani Sánchez, che ha contato fino a 1.2 milioni di contatti mensili)[8].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste informazioni rendono la pillola meno amara? Per nulla, ma forse ci possono aiutare ad essere più obiettivi, a non puntare pregiudizialmente il dito contro il regime, se non per le forti critiche che si merita per aver censurato. L’ONU ha approvato per la diciassettesima volta di fila la richiesta di abolizione dell’embargo Americano nei confronti dell’isola, con un risultato di 185 voti favorevoli, 3 contrari ed 2 astensioni[9]. È probabilmente il caso che la presidenza di Obama metta finalmente la parola fine a questa faccenda, anche perché in caso contrario è comunque previsto un accordo nel 2010 per un collegamento della rete Cubana a quella Venezuelana: speriamo che la grande forza democratica di internet possa imporsi anche in questa grande piccola isola tropicale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Leggi anche: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Le menzogne di Reporters sans frontières su Cuba»&lt;/span&gt; di Salim Lamrani   (&lt;a href="http://www.voltairenet.org/article160376.html#article160376"&gt;http://www.voltairenet.org/article160376.html#article160376&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1] “Internet chat 'dupes Castro son'” – BBC News http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/8099925.stm      [2] “A Close(r) Look At The Great Firewall Of China” di Paul Glazowski – traduzione italiana: http://www.downloadblog.it/post/ 5901/ come-funziona-il-grande-firewall-cinese      [3] “I PC venduti in Cina presto avranno un software di censura” – http://www.downloadblog.it/post/10136/i-pc-venduti-in-cina-presto-avranno-un-software-di-censura       [4]“Cuba cutting Internet access” – Ray Sanchez http://www.sun-sentinel.com/news/local/cuba/sfl-cuba-internet-cutoff-050709,0,5740923.story      [5] “Denunciato il blocco USA che impedisce l’accesso di Cuba ad internet” – Granma International (2006) http://www.granma.cu/italiano/2006/noviembre/mier8/bloqueo-it.html      [6] “Digital Revolution versus Cuban Revolution: The Internet in Cuba” – Katherine Reilly (M.A. Candidate University of Carleton, 1999)      [7] « Internet a Cuba e 'Reporters sans Frontières' » – Aldo Garuti      [8] “Cuba cutting Internet access” – Ray Sanchez http://www.sun-sentinel.com/news/local/cuba/sfl-cuba-internet-cutoff-050709,0,5740923.story  e “Censurato il più noto blog di Cuba”(2008) http://www.delfinsblog.it/2008/03/28/censurato-il-piu-noto-blog-di-cuba/       [9] “U.N. votes against U.S. embargo on Cuba for 17th year” – Reuters (2008) http://www.reuters.com/article/worldNews/idUSTRE49S6V020081029&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-3831882196734715222?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/3831882196734715222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=3831882196734715222&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/3831882196734715222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/3831882196734715222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/06/cuba-e-internet-due-rivoluzioni.html' title='Cuba e Internet: due rivoluzioni a confronto'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/Sjd85dqDv6I/AAAAAAAAAAc/Fmax3hp4rVQ/s72-c/come_aggirare_censura_internet_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-8563646605240489871</id><published>2009-06-13T03:52:00.000-07:00</published><updated>2009-06-13T06:10:43.273-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='brevi spunti - alessio mazzucco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='europee'/><title type='text'>Europee: Brevi Spunti</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessio Mazzucco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non si può certo dire che queste Europee siano state una boccata d’aria fresca. Anzi, l’aria politica, in Italia, pare farsi sempre più stantia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire dalla campagna elettorale. Praticamente inesistente si potrebbe dire. Sì, certamente, v’erano gazebo, dibattiti, opinioni e giornalisti attivi sull’argomento, ma certo l’Europa è ancora una realtà ben lontana dalla coscienza politica della nostra società. In tutti gli Stati l’affluenza è stata bassa (con punte ridicole di elettorato) e gli equilibri politici destra-sinistra a livello continentale si sono invertiti. C’è stato uno scossone a Strasburgo; anzi, una vera batosta per il PSE (Partito Socialista Europeo). Ma non in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel nostro Paese una sola cosa è cambiata: gli equilibri dell’esecutivo tra Lega e PdL. Certo, a sinistra Di Pietro ha collezionato un buon elettorato, ma parlare di “cambiamenti d’equilibri” in un’opposizione bastonata, divisa, silenziosa e piegata mi sembra eccessivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque. A Destra gli estremismi non hanno riscosso successo. Questo è un dato. L’elettorato non ha sentito bisogno di uno Storace o un Fiore per portare avanti idee generate (a mio avviso) dalla paura. Paura della crisi, della perdita del lavoro, dell’immigrato straniero, ecc… All’elettorato è bastata la Lega, unico vero partito “porta a porta” si sente dire. Il porta-portismo sta ritornando in auge dopo la chiusura dei partiti al territorio e al cittadino. Scriveva Ilvo Diamanti sulla Repubblica di qualche settimana fa (non cito a memoria): le destre si stanno territorializzando, conquistano l’elettorato nelle piazze, si fanno sentire e sono presenti, le sinistre si stanno richiudendo alla tradizione che fu sempre loro. E’ vero? Credo di sì. E’ inquietante, a tratti, vedere un partito come la Lega, con le sue idee e il suo modo di fare, essere l’unico partito veramente politico (in senso di inserimento nella società) del panorama politico italiano. Inquietante non solo per l’accordo o il disaccordo delle mie idee nei confronti dei leghisti; inquietante perché le alternative possibili si stanno bruciando in un autoreferenzialismo dannoso, distruttivo. Ebbene: ora la Lega è il modello del partito vero. Ultimamente lo si sente nei programmi d'approfondimento, lo si legge sui giornali, lo si avverte nei dibattiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggevo l’Unità ieri. Qualche pagina era dedicata alla gioventù pdina. Da pagina quattro a pagina otto si susseguivano opinioni di giornalisti e nuovi politici in erba. Dunque: che fare? Il “sì può fare” tanto osannato (che aveva conquistato anche a me a suo tempo) ora diventa una domanda, non più un’affermazione. “Si può fare?”. Cosa? Un’opposizione, un partito, una nuova classe dirigente? Cosa esattamente? Non lo si spiega. Le domande che pone l’Unità sono semplici e sono due: “Come si può strutturare il PD? Quali sono le (nuove) forme di radicamento territoriale?”; “Ha ancora senso parlare di lotta per un partito? E come si lotta quotidianamente?”. E mentre si aspetta il Congresso d’autunno, già le forze e le correnti propongono i propri candidati. E tra tutti sento, come solitaria voce nuova, il candidato sindaco di Firenze al ballottaggio, Renzi (che non apprezzavo troppo a dir la verità): unico che parla di vera alternativa, vero ritorno nella società con idee nuove, unico che dice basta a ideologie vecchie e ad un anti-berlusconismo consumato, portato avanti, ben più ferocemente, dalle frange dipietriste. Vedremo che accadrà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E di dipietrismo se ne può parlare per ore e ore. Passare dal 4 all’8 percento accrescerebbe le aspirazioni di chiunque, fino a sentirsi nuovo polo della sinistra anti-berlusconiana e alternativa. Chissà che non sia proprio l’Italia dei Valori il portatore nuovo di una bandiera oramai lacera di sinistra. Spero di no. Ma vedremo anche questo, poiché ultimamente, a sentire Gentiloni, il PD potrebbe avvicinarsi all’UDC per creare un polo di opposizione. Possiamo dire addio al progressismo pdino?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la sinistra più radicale dove la lasciamo? Fuori dal parlamento di sicuro. Ma a sommare le percentuali dei partiti, partitini, liste e coalizioni si va ben oltre il 4% e gli elettori si contano in qualche milione. Eppure si resta divisi. In effetti leggere programmi di un nuovo liberismo di sinistra allegati a “demilitarizzazione dell’Italia e abolizione del precariato” si potrebbe rimanere un po’ basiti. E unire vecchi socialisti con nuovi provenienti dai ranghi rifondisti, e mischiarli e rimischiarli per dar vita a liste sempre più amalgamate potrebbe portare qualcosa? Io credo di no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, quali le conclusioni? Nulla da dire per la destra. Cavalcano l’onda del successo (populista, mediatico, effettivo che sia) e si radicano sempre più nelle coscienze sociali e nel territorio. Usano il verbo “fare”. Nulla da aggiungere.&lt;br /&gt;Per la sinistra? Io credo sia giunta l’ora di sganciarsi dai partiti, dalle alleanze, dalle coalizioni, dalle sigle, nomi, simboli, bandiere morte e riesumate. E’ tempo di dar vita al nuovo, ma davvero, non solo a parole. Niente simboli ora, nessun partito. E’ vero che le regionali sono vicine, ma tenere in vita ciò che c’è adesso è controproducente per una visione di lungo periodo. La sinistra ha grandi ideali e la forza intellettuale di metterli in pratica. Manca coordinazione, un programma comune, un nuovo radicamento nel territorio. Io dico di togliersi la veste degli schemi vecchi e consunti, della mentalità partitica che ora non sta dando buoni frutti. Bisogna ricominciare un dibattito intorno ad un programma e farsi sentire davvero dalle persone e dalla società. E quando la sinistra ricomincerà a scendere in piazza e nelle strade, a risolvere i problemi quartiere per quartiere, città per città, allora il dibattito potrà ricominciare poiché, ad essere chiamati alle urne, saranno cittadini ed elettori, non più compilatori di schede, tifosi, vecchi fedeli. O almeno, questa è la mia idea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-8563646605240489871?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/8563646605240489871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=8563646605240489871&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8563646605240489871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8563646605240489871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/06/europee-brevi-spunti.html' title='Europee: Brevi Spunti'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-2373762126665861539</id><published>2009-06-05T23:54:00.001-07:00</published><updated>2009-06-06T05:48:49.278-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='discorso obama cairo'/><title type='text'>Discorso Di Barack Obama Al Cairo</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ricerca testo: Vincenzo Scrutinio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Riportiamo il testo integrale del discorso di Barack Obama all'università Al-Azhar del Cairo come apparso sul sito de "ilsecoloxiX.ilsole24ore.com"&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2009/06/04/AMuNymdC-discorso_testo_integrale.shtml"&gt;http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2009/06/04/AMuNymdC-discorso_testo_integrale.shtml&lt;/a&gt;):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;salaam aleikum&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione di Veronica De Crignis&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/SipkP9iXCaI/AAAAAAAAAAM/o3ISMt1Jwz0/s1600-h/obama_sc_04_01_2007-731285.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 267px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/SipkP9iXCaI/AAAAAAAAAAM/o3ISMt1Jwz0/s400/obama_sc_04_01_2007-731285.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344194133208009122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«Sono onorato di essere nella città senza tempo del Cairo e di essere ospite di due importanti istituzioni. Per oltre un millennio Al-Azhar è stato un faro per la cultura araba e da più di un secolo l’università del Cairo è stata la fonte dello sviluppo dell’Egitto. Voi, insieme, rappresentate l’armonia tra progresso e tradizione e sono grato della vostra ospitalità, come dell’accoglienza del popolo egiziano. Sono fiero di essere il portavoce della buona volontà del popolo americano e di portare un saluto di pace dalle comunità musulmane del mio paese: assalaamu alaykum.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il nostro incontro si svolge in un momento di tensione tra gli Stati Uniti e i musulmani di tutto il mondo, una tensione che affonda le proprie radici in ragioni storiche che vanno al di là del dibattito politico attuale.&lt;br /&gt;Le relazioni tra l’Islam e l’Occidente sono fatte di coesistenza e cooperazione, ma anche di conflitto e di guerre di religione; in tempi più recenti la tensione è stata alimentata da un colonialismo che negava i diritti e le opportunità di molti musulmani e da una Guerra Fredda durante la quale i paesi a maggioranza musulmana sono stati spesso trattati come spettatori privi del diritto di parola, senza rispetto per le loro aspirazioni.&lt;br /&gt;La modernizzazione e la globalizzazione, inoltre, hanno portato cambiamenti così radicali da spingere molti musulmani a vedere nell’Occidente un’entità ostile alle tradizioni dell’Islam. Queste tensioni sono state sfruttate da violenti estremisti per strumentalizzare un piccolo, ma potente numero di musulmani.&lt;br /&gt;Gli attacchi dell’11 settembre e i successivi tentativi di violenza contro la popolazione civile ha indotto alcuni Paesi a vedere nell’Islam un nemico irriducibile non solo per gli Usa e le altre nazioni occidentali, ma addirittura per i diritti umani.&lt;br /&gt;Tutto ciò ha alimentato la paura e la sfiducia. Fino a che il nostro rapporto verrà definito solamente in base alle nostre differenze renderemo sempre più potente chi semina odio, invece di pace, chi ricerca i conflitti, invece della cooperazione che è necessaria perché tutti i popoli possano avere giustizia e prosperità.&lt;br /&gt;Per questo motivo deve essere spezzata la catena di sospetti e inimicizia. Sono qui per cercare d’inaugurare una nuova epoca nei rapporti tra Stati Uniti e i musulmani in tutto il mondo, un rapporto basato sul mutuo rispetto e su un interesse reciproco, fondato – soprattutto – sull’idea che Usa e Islam non siano incompatibili e non debbano per forza essere in competizione. Si sovrappongono, invece, condividendo principi comuni di giustizia, progresso, tolleranza e dignità per tutti gli esseri umani.&lt;br /&gt;Cerco una nuova base per il nostro rapporto anche se so che il cambiamento non potrà avvenire improvvisamente, nessun discorso – da solo – può sradicare anni di sfiducia né posso rispondere oggi a tutte le complesse questioni che ci hanno portati fino a qui.&lt;br /&gt;Tuttavia sono convinto che per andare avanti sia necessario parlare apertamente di ciò che ci sta a cuore e che, troppo spesso, viene nascosto e taciuto. Ci dovranno essere sforzi da parte di entrambi, per ascoltare e per imparare dall’altro, per rispettarci a vicenda e, infine, per cercare un terreno comune su cui basare il nostro rapporto.&lt;br /&gt;Come il sacro Corano ci esorta, “Sii consapevole di Dio e di’ sempre la verità”. Questo è proprio quel che tenterò: fare del mio meglio nel dire la verità, con l’umiltà che è necessaria per affrontare la sfida che ci attende, fermo nella convinzione che gli interessi che ci uniscono in quanto esseri umani siano molto più potenti delle forze che ci dividono.&lt;br /&gt;Questa convinzione è basata, in parte, sulla mia esperienza personale.&lt;br /&gt;Sono cristiano, ma mio padre proveniva da una famiglia keniota che contava generazioni di musulmani e, da ragazzo, ho passato diversi anni in Indonesia e ho ascoltato la chiamata dell’adhan [la chiamata alla preghiera effettuata tradizionalmente dal muezzin sul minareto, n.d.T.] all’alba e al tramonto. Quando, da giovane, ho lavorato nelle comunità di Chicago, ho conosciuto molte persone che avevano trovato dignità e pace nella fede musulmana.&lt;br /&gt;Durante gli studi di storia ho compreso il debito che la cultura ha nei confronti dell’Islam. E’ stato proprio l’Islam, in luoghi come l’università di Al-Azhar, a far avanzare la luce della cultura attraverso i secoli, aprendo la strada per il Rinascimento e l’Illuminismo europei. L’innovazione all’interno delle comunità musulmane ha permesso lo sviluppo dell’algebra, l’invenzione della bussola magnetica e di altri strumenti di navigazione, le tecniche di scrittura e stampa, la comprensione dei motivi e dei mezzi di diffusione delle malattie e la scoperta delle cure. La cultura islamica ci ha donato archi maestosi e guglie svettanti, poesia immortale e musica preziosa, la grafia elegante e luoghi pacifici e magnifici.&lt;br /&gt;Lungo il corso della storia, infine, l’Islam ha dimostrato, con le parole e con i fatti, la possibilità di vivere attraverso la tolleranza religiosa e l’eguaglianza razziale. Sono anche consapevole che l’Islam ha fatto parte, da sempre, della storia degli Stati Uniti. Il Marocco è stata la prima Nazione a riconoscere il mio paese e, firmando il Trattato di Tripoli del 1796, il nostro secondo Presidente John Adams scrisse: “Gli Stati Uniti non hanno alcun motivo di inimicizia per le leggi, la religione o la tranquillità dei musulmani”.&lt;br /&gt;A partire dalla fondazione, i musulmani americani hanno arricchito gli Stati Uniti, hanno combattuto le nostre guerre, hanno servito il nostro Governo, si sono erti a difesa dei diritti civili, hanno fondato imprese, insegnato nelle nostre università e ottenuto risultati eccezionali nello sport, sono stati insigniti del Premio Nobel, hanno costruito i nostri edifici più alti e acceso la torcia olimpica.&lt;br /&gt;Quando, recentemente, il primo americano di religione musulmana è stato eletto membro del Congresso, ha giurato di servire la nostra Costituzione usando il Sacro Corano che uno dei nostri Padri Fondatori – Thomas Jefferson – teneva nella sua biblioteca personale. Ho conosciuto l’Islam in tre diversi continenti prima di visitare la regione dove è stato rivelato e quelle esperienze sostengono la mia convinzione che un rapporto tra America e Islam debba essere basato su ciò che l’Islam è, non su ciò che non è.&lt;br /&gt;Considero dunque parte della mia responsabilità come Presidente degli Stati Uniti lottare contro gli stereotipi negativi sull’Islam, ovunque essi appaiano. Lo stesso principio deve essere usato dai musulmani per valutare la propria percezione degli Stati Uniti. I musulmani non possono essere descritti da un rozzo stereotipo, allo stesso modo la natura e l’identità degli Stati Uniti non corrispondono alla grezza immagine di un impero egoista.&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti sono stati una delle più importanti culle del progresso che il mondo abbia mai conosciuto. Siamo nati grazie alla rivoluzione contro un impero, siamo stati fondati in nome dell’ideale che tutti gli uomini siano stati creati uguali e abbiamo sparso il nostro sangue e lottato per secoli al fine di dare significato a queste parole, all’interno dei nostri confini come nel resto del mondo.&lt;br /&gt;Siamo stati formati da tutte le culture, siamo giunti da ogni angolo della terra e ci siamo dedicati a un semplice ideale: ex pluribus unum: “Da molti, uno solo”. Sono state spese molte parole sul fatto che un afro-americano di nome Barack Hussein Obama potesse essere eletto Presidente, ma la mia storia personale non è unica in questo senso. Il sogno di una possibilità per tutti non diventa realtà per ciascuno in America, ma questa promessa esiste per tutti quelli che arrivano sulle nostre rive e ciò comprende i quasi 7 milioni di americani musulmani che oggi, nel nostro paese, godono di redditi e livelli di istruzione al di sopra della media.&lt;br /&gt;Negli Stati Uniti la libertà è inscindibile dalla libertà di professare la propria religione, questo è il motivo della presenza di una moschea in ogni Stato dell’Unione e di più di 1200 moschee all’interno dei nostri confini. Questa è, inoltre, la ragione per cui il governo degli Stati Uniti ha combattuto in tribunale per il diritto delle donne e delle ragazze di indossare lo hijab e per punire che negava questo diritto. Non ci sia dunque alcun dubbio: l’Islam è parte degli Stati Uniti e io credo che l’America abbia, dentro di sé, la coscienza che tutti noi, senza distinzione di religione o razza, condividiamo le stesse aspirazioni: quella di vivere sicuri e in pace, di avere un’istruzione e di poter lavorare con dignità, di amare la nostra famiglia, la nostra comunità e il nostro Dio. Questo è ciò che condividiamo, questa è la speranza per tutta l’umanità.&lt;br /&gt;Il riconoscimento della nostra comune umanità è certamente solo il punto di partenza della nostra missione, le parole da sole non possono appagare i bisogni delle nostre genti, ma queste necessità potranno essere soddisfatte solo se agiremo coraggiosamente negli anni a venire e se capiremo che le sfide che ci si presenteranno sono sfide comuni e che un fallimento danneggerebbe tutti noi. Abbiamo imparato dall’esperienza di questi ultimi mesi che quando un sistema finanziario di indebolisce in un Paese, la prosperità di tutti è in pericolo. Quando una nuova influenza infetta un essere umano, tutti siamo a rischio. Quando una Nazione cerca di ottenere gli armamenti nucleari, il rischio di un attacco cresce per ogni Paese. Quando estremisti violenti agiscono in una zona di montagna, ci sono persone in pericolo dall’altra parte dell’oceano. Infine, quando vengono uccise persone innocenti in Bosnia e Darfur, si macchia la nostra coscienza collettiva.&lt;br /&gt;Questo è il vero significato di condividere il mondo nel 21° secolo e questa è la responsabilità che ciascuno di noi ha verso gli altri esseri umani. E’ certamente una responsabilità difficile da accettare, anche perché la storia umana è un susseguirsi di Nazioni e tribù in lotta tra di loro per il perseguimento dei propri interessi. E tuttavia, in questa nuova epoca, tali abitudini sono dannose per ciascuno.&lt;br /&gt;Ogni ordine mondiale che veda una Nazione, o un gruppo di persone, al di sopra degli altri è inevitabilmente destinato al fallimento, considerando il grado di interdipendenza tra di noi; questo significa che quando riflettiamo sul passato non dobbiamo diventarne prigionieri. I nostri problemi devono essere affrontati con la cooperazione, il progresso deve essere condiviso. Ciò non vuol dire che sia necessario ignorare le fonti della tensione, anzi, suggerisce esattamente il contrario: dobbiamo affrontare i contrasti in modo diretto. In quest’ottica permettetemi di parlare il più chiaramente e semplicemente possibile a proposito di alcune delle questioni che – credo – dobbiamo affrontare insieme.&lt;br /&gt;La prima problematica che dev’essere fronteggiata è quella dell’estremismo violento in ogni sua forma. Ad Ankara ho affermato con chiarezza che gli Stati Uniti non sono, né saranno mai, in guerra con l’Islam. La nostra opposizione sarà sempre rivolta, incessantemente, contro gli estremisti violenti che costituiscono un grave pericolo per la nostra sicurezza e questo perché noi rifiutiamo ciò che viene rigettato da tutte le fedi del mondi: l’uccisione di uomini, donne e bambini innocenti. Ed è il mio primo dovere come Presidente degli Stati Uniti quello di proteggere il popolo americano.&lt;br /&gt;La situazione in Afghanistan dimostra la correttezza degli obiettivi americani e il bisogno di lavorare insieme verso di essi. Più di sette anni fa, gli Stati Uniti iniziarono a perseguire al Qaeda e i Talebani ricevendo un vasto supporto dalla comunità internazionale, non ci siamo impegnati in questa lotta per nostra volontà, ma per necessità.&lt;br /&gt;Sono consapevole dell’esistenza di chi mette in dubbio, o giustifica, gli eventi dell’11 settembre, ma vorrei che fosse chiaro: al Qaeda uccise quasi 3000 persone quel giorno. Le vittime erano uomini, donne e bambini innocenti, americani e di altre nazionalità, che non avevano fatto nulla a nessuno e tuttavia al Qaeda scelse di assassinare queste persone senza pietà, di rivendicare l’attacco e ancora oggi dichiara la propria volontà di uccidere su vastissima scala.&lt;br /&gt;Al Qaeda ha affiliati in molti Paesi e sta cercando di espandere la propria influenza, queste non sono opinioni oggetto di discussione: sono fatti che devono essere affrontati. Non ingannatevi: non vogliamo tenere le nostre truppe in Afghanistan, non vogliamo avere là delle basi militari permanenti e per l’America è un’agonia perdere i nostri giovani uomini e le nostre giovani donne. Continuare questo conflitto ha un costo politico ed economico difficile da sostenere e saremmo felici di poter far rientrare a casa ognuno dei nostri soldati, se fossimo sicuri che in Afghanistan e Pakistan non vi siano estremisti violenti determinati a uccidere quanti più americani possibile. La situazione, però, non è questa.&lt;br /&gt;Questa è la ragione della nostra alleanza con 46 Paesi e, nonostante i costi, l’impegno dell’America non s’indebolirà. Anzi. Nessuno di noi dovrebbe tollerare questi estremisti, che hanno ucciso in molte Nazioni, hanno ucciso persone di fedi diverse e – più di ogni altre – persone di fede musulmana.&lt;br /&gt;Le loro azioni sono inconciliabili con i diritti degli essere umani, il progresso delle Nazioni e con l’Islam. Il sacro Corano insegna che uccidere un innocente equivale a uccidere tutta l’umanità, mentre salvare un innocente è come salvare l’umanità intera. La fede di più di un miliardo di persone è enormemente più grande dell’odio cieco di pochi.&lt;br /&gt;L’Islam non è parte del problema nella lotta all’estremismo violento, ma una componente importante nella promozione della pace. Siamo consapevoli che il solo intervento militare non è sufficiente a risolvere i problemi in Afghanistan e Pakistan, per questo stiamo progettando di investire 1,5 miliardi di dollari ogni anno, per 5 anni, per lavorare in collaborazione con i pakistani alla costruzione di scuole e ospedali, strade e imprese, oltre a investire centinaia di migliaia di dollari per aiutare chi si è dovuto spostare dai propri luoghi d’origine.&lt;br /&gt;Per questo motivo finanziamo con 2,8 miliardi di dollari i progetti degli afghani per lo sviluppo della propria economia e per la fornitura dei servizi essenziali alla vita. Permettetemi anche di affrontare la questione dell’Iraq. Al contrario del conflitto in Afghanistan, abbiamo scelto di iniziare la guerra in Iraq e questa scelta ha causato forti contrasti nel mio Paese e in tutto il mondo. Anche se sono convinto che, per il popolo iracheno, sia positivo il fatto di essersi liberato della tirannia di Saddam Hussein, credo anche fermamente che gli eventi in Iraq abbiano ricordato agli Stati Uniti la necessità di impegnarsi diplomaticamente e di costruire un consenso internazionale, quando possibile, al fine di risolvere i contrasti.&lt;br /&gt;Possiamo ricordare le parole di Thomas Jefferson che disse: “Spero che la nostra saggezza cresca con il nostro potere e ci insegni che meno useremo questo potere maggiore sarà la nostra grandezza”. Oggi gli Stati Uniti hanno una doppia responsabilità: quella di aiutare l’Iraq a plasmare un futuro migliore e quella di lasciare l’Iraq agli iracheni. Ho detto chiaramente alla popolazione dell’Iraq che non vogliamo istituire nessuna base militare, che non avanziamo alcuna pretesa sui loro territori e sulle loro risorse.&lt;br /&gt;La sovranità dell’Iraq appartiene all’Iraq ed è per questo che ho ordinato il rientro delle unità da combattimento entro agosto. Onoreremo i nostri impegni con il governo iracheno democraticamente eletto di rimuovere le unità di combattimento dalle città entro luglio e di far rientrare tutte le nostre truppe dall’Iraq entro il 2012. Collaboreremo all’addestramento delle forze di sicurezza del Paese e allo sviluppo della sua economia, ma sosterremo un Iraq sicuro e unito in veste di partner, non ci comporteremo come padroni.&lt;br /&gt;Infine, l’America non potrà mai tollerare la violenza degli estremisti e, allo stesso modo, non dovremmo mai modificare i nostri principi. L’11 settembre è stato un trauma terribile per il nostro Paese e ha comprensibilmente causato rabbia e paura, ma in alcuni casi ci ha condotti ad agire in violazione dei nostri ideali. Ci stiamo concretamente impegnando a cambiare corso, ho proibito, senza possibilità di eccezione, l’uso della tortura da parte degli Stati Uniti e ho ordinato la chiusura della prigione di Guantanamo entro il prossimo anno. In questo modo l’America si potrà difendere, rispettando però la sovranità delle Nazioni e la guida della legge. Agiremo in collaborazione con le comunità musulmane che, come noi, vengono minacciate e prima gli estremisti si troveranno isolati e sgraditi all’interno delle comunità musulmane, prima tutti noi potremo essere più sicuri. La seconda maggiore fonte di tensione internazionale che vorrei discutere con voi è la situazione tra Israele, i palestinesi e il mondo arabo.&lt;br /&gt;I legami tra Stati Uniti e Israele sono ben noti, questo legame non si può spezzare perché è basato su vincoli storici e culturali e sul riconoscimento che l’aspirazione per una patria ebraica affondi le proprie radici in un passato tragico che non può essere negato. Il popolo ebreo ha subito persecuzioni nel corso dei secoli e in tutto il mondo e, in Europa, l’anti-semitismo è culminato in un Olocausto senza precedenti.&lt;br /&gt;Domani visiterò Buchenwald, che faceva parte di un sistema di campi di concentramento dove gli ebrei venivano schiavizzati, torturati, fucilati, uccisi con il gas per mano del Terzo Reich. Furono uccisi 6 milioni di ebrei, più dell’attuale popolazione di Israele e negare questo fatto è una posizione senza fondamento, ignorante e odiosa. Minacciare di distruggere Israele o perpetuare i vili stereotipi sugli ebrei è profondamente sbagliato, ha l’effetto di evocare nelle menti degli israeliani il più doloroso dei ricordi e, allo stesso tempo, di impedire la pace che le popolazioni di quella regione si meritano.&lt;br /&gt;D’altro canto è innegabile che la popolazione palestinese – sia musulmana che cristiana – abbia sofferto nella ricerca di una patria. Per più di 60 anni hanno sopportato il dolore dell’essere profughi, molti attendono nei campi per rifugiati della Cisgiordania, di Gaza e delle regioni vicine la vita di pace e sicurezza che non hanno mai potuto condurre.&lt;br /&gt;I palestinesi devono sopportare le grandi e piccole umiliazioni quotidiane causate dall’occupazione. Sia dunque chiaro che la situazione della popolazione palestinese è intollerabile, l’America non ignorerà le legittime aspirazioni dei palestinesi di dignità, opportunità future e di un proprio Stato. Per decenni siamo rimasti in una situazione di stallo: due popoli con aspirazioni legittime, entrambi con una storia dolorosa alle spalle che rende difficile il compromesso. E’ facile puntare il dito – i palestinesi denunciano gli spostamenti di popolazione causati dalla fondazione dello stato di Israele e gli Israeliani lamentano gli attacchi e la costante ostilità che hanno dovuto affrontare nel corso della loro storia sia all’interno che all’esterno dei propri confini. Tuttavia, se osserviamo il conflitto da uno solo dei due punti di vista non riusciremo a riconoscere la verità: l’unica soluzione è che le aspirazioni di entrambi i popoli vengano soddisfatte con la creazione di due Stati dove sia israeliani che palestinesi possano vivere in pace e sicurezza.&lt;br /&gt;Questa soluzione è nell’interesse di Israele, dei palestinesi, degli Stati Uniti e del mondo intero e per questa ragione ho intenzione di impegnarmi personalmente per raggiungere quest’obiettivo, impiegando tutta la pazienza che sarà necessaria. Gli impegni sottoscritti dalle due parti nella Road Map sono chiari e affinché ci sia pace è tempo per loro di dimostrarsi all’altezza delle proprie responsabilità. I palestinesi devono abbandonare ogni forma di violenza, perché resistere attraverso la violenza e l’omicidio è sbagliato e non porta al successo.&lt;br /&gt;La popolazione nera degli Stati Uniti ha, per secoli, sofferto per le frustate ricevute durante la schiavitù e per l’umiliazione della segregazione, ma non è stata la violenza a permettere di ottenere una piena uguaglianza di diritti. E’ stata, al contrario, la pacifica e determinata insistenza sugli ideali centrali nella fondazione degli Stati Uniti. La stessa cosa può essere detta per il Sudafrica e il Sud Est asiatico, per l’Europa dell’Est e l’Indonesia. La semplice verità è che la violenza è un vicolo cieco, non è potere né coraggio lanciare dei razzi contro bambini che dormono, né far esplodere vecchie signore che viaggiano su un autobus. Non è così che si rivendica l’autorità morale, in questo modo – al contrario – la si abbandona.&lt;br /&gt;Per i palestinesi è giunto il momento di concentrarsi su ciò che possono costruire, l’Autorità palestinese deve sviluppare una capacità di governo, creare istituzioni che siano al servizio dei bisogni delle sua gente. Hamas ha il supporto di una parte dei palestinesi, ma ha anche delle responsabilità: quella di contribuire a soddisfare le aspirazioni dei palestinesi e quella di unificare il popolo. Per questo deve abbandonare la violenza, riconoscere gli accordi stipulati in passato e il diritto di Israele all’esistenza.&lt;br /&gt;Israele deve, allo stesso tempo, riconoscere che tanto quanto non può essere negato il suo diritto all’esistenza, allo stesso modo non può essere negato quello della Palestina. Gli Stati Uniti non riconoscono la legittimità dei continuati insediamenti israeliani perché questo viola gli accordi precedenti e indebolisce gli sforzi per raggiungere la pace. Questo è il momento di fermare gli insediamenti. Israele deve dimostrarsi all’altezza delle proprie responsabilità affinché i palestinesi possano vivere, lavorare e sviluppare la propria società. La crisi umanitaria di Gaza, infatti, devasta le famiglie palestinesi, ma è anche una minaccia per la sicurezza di Israele, come lo è anche la mancanza di possibilità per il futuro della popolazione che vive in Cisgiordania. Il progresso nella vita quotidiana della popolazione palestinese deve essere necessariamente una componente del cammino di pace e Israele deve agire concretamente per permettere tutto questo.&lt;br /&gt;Gli Stati Arabi, infine, devono riconoscere che il Summit della Lega Araba è stato un inizio importante, ma che non può costituire la fine delle loro responsabilità. Il conflitto arabo-israeliano non dev’essere più utilizzato per distrarre le popolazioni delle Nazioni arabe da altri problemi, dev’essere invece un motivo di intervento a favore dello sviluppo delle istituzioni palestinesi che siano in grado di gestire uno Stato, un motivo per riconoscere la legittimità dello Stato di Israele e, ancora, per scegliere il progresso piuttosto di concentrarsi sul passato.&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti collaboreranno con chi vuole raggiungere la pace e renderanno pubbliche le proposte e le discussione fatte con gli Israeliani, i palestinesi e i rappresentanti degli Stati arabi. Non possiamo imporre la pace, ma – in privato – molti musulmani riconoscono il fatto che Israele non scomparirà e, allo stesso modo, molti israeliani riconoscono la necessità di uno Stato palestinese. E’ giunto il momento di agire per raggiungere ciò che tutti sanno essere vero. Sono state sparse troppe lacrime. Troppo sangue è stato versato.&lt;br /&gt;La responsabilità di lavorare per il giorno in cui le madri israeliane e palestinesi potranno vedere i loro figli crescere assieme è nostra; è nostro l’impegno per far diventare la Terra Santa per tre grandi religioni il luogo di pace che dovrebbe essere; è nostro anche il dovere di rendere per molto tempo Gerusalemme una casa sicura per ebrei, cristiani e musulmani e un luogo in cui tutti i figli di Abramo possano ritrovarsi pacificamente come nella storia di Isra, in cui Mosé, Gesù e Maometto, che la pace sia con loro, erano uniti in preghiera.&lt;br /&gt;La terza fonte di tensione è il nostro comune interesse nel diritto e nella responsabilità delle Nazioni in materia di armamenti nucleari. E’ una questione che è stata causa di tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran, per molti anni l’Iran ha parzialmente definito la propria identità in opposizione al mio Paese e certamente la storia delle nostre relazioni è tumultuosa.&lt;br /&gt;Durante gli anni della Guerra Fredda gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo nel rovesciamento del governo iraniano democraticamente eletto e dalla Rivoluzione islamica in poi l’Iran ha partecipato agli atti di violenza e ai rapimento subiti dalle truppe e dai civili americani. Conosciamo bene la storia, ma invece di rimanere intrappolato nel passato ho reso chiaro ai leader e al popolo dell’Iran che il mio Paese è pronto ad andare avanti, la domanda ora non è contro cosa di opponga l’Iran, ma quale futuro voglia costruire.&lt;br /&gt;Sarà difficile superare decenni di sfiducia, ma procederemo con coraggio, rettitudine e decisione. Ci saranno molte questioni da discutere tra di noi e siamo decisi a muoversi senza farci influenzare da preconcetti, ma piuttosto sulla base del rispetto reciproco, anche se è chiaro a tutti che per quanto riguarda gli armamenti nucleari abbiamo raggiunto un momento decisivo.&lt;br /&gt;E’ qualcosa che non riguarda solamente gli interessi degli Stati Uniti, ma è volto alla prevenzione di una corsa agli armamenti nucleari nel Medio Oriente che potrebbe portare la regione e il mondo intero lungo un sentiero pericoloso. Capisco le ragioni di chi denuncia il fatto che alcuni Paesi posseggano armamenti nucleari e altri no, non credo neanche che una sola Nazione dovrebbe avere il potere di scegliere e selezionare chi può e chi non può possedere armi nucleari.&lt;br /&gt;Per questa ragione ho riaffermato fortemente l’impegno degli Stati Uniti per un mondo senza armi atomiche e credo che ogni Nazione – incluso l’Iran – debba avere accesso all’energia atomica da utilizzare per scopi pacifici, se sottoscrive l’impegno del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare.&lt;br /&gt;Quest’impegno è il nucleo del Trattato stesso e ogni Paese è tenuto a rispettarlo, spero che tutte le Nazione della regione possano condividere questo obiettivo. Il quarto argomento di cui vi parlerò è la democrazia. Sono consapevole della controversia degli ultimi anni a proposito della diffusione della democrazia e del fatto che molte delle ragioni alla base di queste discussioni siano legate alla guerra in Iraq.&lt;br /&gt;Permettetemi di essere chiaro su questo punto: nessun sistema di governo può o dovrebbe essere imposto da una Nazione a un’altra. Tuttavia questo non diminuisce il mio impegno a favore di governi che riflettano la volontà delle popolazioni, ogni Nazione dà vita a questo principio in modo diverso, secondo le tradizioni del proprio popolo e gli Stati Uniti non hanno la presunzione di sapere ciò che è meglio per ognuno, come non presumiamo di poter scegliere il risultato di una elezione pacifica.&lt;br /&gt;Io ho, però, un’incrollabile convinzione nel desiderio di tutti i popoli per alcune cose: la possibilità di esprimersi liberamente e di avere la libertà di scegliere il modo in cui essere governati; la fiducia nel governo della legge e in un’amministrazione equa della giustizia; un governo trasparente e che non rubi al proprio popolo; la libertà di vivere secondo le proprie scelte. Queste idee non sono proprie solamente degli americani, sono diritti dell’uomo e sono quello che sosterremo per tutti i popoli.&lt;br /&gt;Quest’ultimo punto è importante perché c’è chi difende la democrazia solamente quando non detiene il potere e, una volta che l’ha ottenuto, sopprime i diritti degli altri senza alcuna pietà. In ogni luogo e in ogni caso il governo del popolo e per il popolo definisce una linea di condotta per tutti coloro che sono al potere: il mantenimento del potere deve avvenire attraverso il consenso, non la coercizione; l’interesse del popolo e il corretto funzionamento del processo politico devono essere posti al di sopra del proprio partito. Le elezioni da sole, senza queste componenti, non possono portare alla vera democrazia.&lt;br /&gt;La quinta problematica che dobbiamo affrontare insieme è quella della libertà religiosa. L’Islam ha una fiera tradizione di tolleranza, come possiamo riscontrare nella storia dell’Andalusia e di Cordoba durante il periodo dell’Inquisizione. Io stesso l’ho potuto constatare durante la mia infanzia in Indonesia, dove devoti cristiani potevano esercitare liberamente la propria fede in un Paese a schiacciante maggioranza musulmana. E’ questo lo spirito di cui abbiamo bisogno oggi; in ogni Paese le persone dovrebbero essere libere di scegliere e vivere la propria fede con mente, cuore e anima.&lt;br /&gt;La tolleranza è essenziale per la prosperità delle religioni, ma viene minacciata in molti modi. Alcuni musulmani hanno l’inquietante tendenza a misurare la propria fede attraverso il rifiuto delle altre. La ricchezza della diversità religiosa deve invece essere sostenuta, sia che si parli dei Maroniti del Libano che dei Copti in Egitto; le divisioni devono essere ricucite anche tra i musulmani, dato che i contrasti tra Sciiti e Sunniti hanno portato a tragiche violenze, in modo particolare in Iraq.&lt;br /&gt;La libertà religiosa è centrale per la capacità delle persone di vivere insieme e dobbiamo sempre cercare i mezzi per difenderla. Negli Stati Uniti, ad esempio, le leggi sulle opere caritatevoli hanno reso più difficile per i musulmani l’adempimento dei propri doveri religiosi, per questa ragione mi sono impegnato a lavorare con i musulmani americani affinché possano rispettare lo zakat. Allo stesso modo è importante, per i paesi occidentali, evitare di impedire ai cittadini musulmani di praticare la propria religione come lo ritengono opportuno, ad esempio decidendo quali vestiti possano essere indossati dalle donne musulmane; non si può infatti fare distinzione tra le religioni sotto la falsa pretesa del liberalismo.&lt;br /&gt;La fede dovrebbe invece avvicinarci, per questo motivo negli Stati Uniti stiamo creando progetti che uniscano Cristiani, Musulmani ed Ebrei e per questo abbiamo accolto con favore gli sforzi per il dialogo del re saudita Abdullah e la leadership della Turchia nella Alleanza di Civiltà. In tutto il mondo possiamo trasformare il dialogo in servizio interreligioso, affinché i ponti tra le persone permettano di agire, che sia per la lotta alla malaria oppure per portare aiuti dopo un disastro naturale.&lt;br /&gt;La sesta questione di cui voglio parlarvi sono i diritti delle donne. So che si sta discutendo di questo e rifiuto l’idea – propria di alcuni occidentali – che una donna che scelga di portare il velo sia in qualche modo meno uguale, credo tuttavia che una donna a cui viene negata l’istruzione, venga privata anche dell’uguaglianza, non è infatti un caso che i Paesi in cui le donne ricevono una buona istruzione siano molto più spesso prosperi.&lt;br /&gt;Vorrei che fosse chiaro: le problematiche legate ai diritti delle donne non sono semplici da affrontare per l’Islam. In Turchia e Pakistan, Bangladesh e Indonesia, abbiamo l’elezione di una donna a capo di paesi a maggioranza musulmana, allo stesso tempo la lotta per l’uguaglianza femminile continua in molti aspetti della vita americana e di altri Paesi.&lt;br /&gt;Le nostre figlie possono dare un contributo alla società tanto quanto i nostri figli e la nostra prosperità sarà più grande se permetteremo a tutta l’umanità – uomini e donne – di raggiungere il suo pieno potenziale. Non credo che le donne debbano fare le stesse scelte degli uomini per avere uguaglianza e rispetto le donne che scelgono di vivere la loro vita nel solco dei loro ruoli tradizionali, ma questa dovrebbe essere una scelta.&lt;br /&gt;Per questa ragione gli Stati Uniti collaboreranno qualunque Paese a maggioranza musulmana che sostenga una maggiore alfabetizzazione femminile e che aiuti le giovani donne a cercare impiego attraverso i micro-finanziamenti che aiutano le persone a vivere i propri sogni.&lt;br /&gt;Voglio infine affrontare il tema dello sviluppo e le opportunità economiche. So che per molti la globalizzazione ha in sé aspetti contraddittori. Internet e televisione possono essere portatori di conoscenza e di informazioni, ma anche di una sessualità offensiva e una violenza insensata. Il commercio può portare nuova ricchezza e nuove opportunità, ma anche grandi sconvolgimenti e cambiamenti all’interno delle comunità.&lt;br /&gt;In tutte le Nazioni, inclusa la mia, questo cambiamento suscita paura, timore che a causa della modernità si perda il controllo delle nostre scelte economiche, della nostra politica e – soprattutto – delle nostre identità, ciò che ci sta più a cuore delle nostre comunità, famiglie e della nostra fede. Tuttavia sono anche consapevole che il progresso umano non può essere negato, non ci deve essere contraddizione tra sviluppo e tradizione.&lt;br /&gt;Paesi come il Giappone e la Corea del Sud hanno sviluppato la loro economie mantenendo culture ben distinte, la stessa cosa è vera per il progresso di Paesi a larghissima maggioranza musulmana, da Kuala Lumpur a Dubai. Nel passato le comunità musulmane sono state all’avanguardia nei campi dell’innovazione e dell’educazione. Tutto ciò è importante perché nessuna strategia di sviluppo può essere basata solamente dalle ricchezze della terra, né può essere sostenuta mentre le giovani generazioni sono tagliate fuori dal mondo del lavoro. Molti stati del Golfo hanno goduto di grandi ricchezze grazie al petrolio e alcuni stanno ora cominciando a progettare il proprio sviluppo in campi più ampi, ma tutti noi dobbiamo riconoscere che l’educazione e l’innovazione saranno la moneta corrente del 21° secolo e in troppi Paesi musulmani queste aree ricevono pochissimi investimenti. Sto aumentando investimenti di questo tipo nel mio paese e se nel passato gli Stati Uniti si sono concentrati sul petrolio e sulla benzina, adesso ci muoviamo invece in direzione di un più ampio impegno.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l’educazione, amplieremo i programmi di scambio e incrementeremo le borse di studio, come quella che ha portato mio padre negli Stati Uniti, e incoraggeremo più americani a studiare in comunità musulmane. Proporremo a studenti musulmani promettenti di svolgere tirocini in America e investiremo nell’e-learning per insegnanti e bambini in tutto il mondo, creeremo nuovi network su internet, così che un adolescente in Kansas possa comunicare istantaneamente con un coetaneo al Cairo. Nel campo dello sviluppo economico creeremo nuovi gruppi di volontari degli affari che collaborino con la loro controparte nei paesi a maggioranza musulmana e quest’anno terrò un summit sull’imprenditoria per definire come si possano approfondire i legami tra i leader del mondo degli affari, le fondazioni e gli imprenditori del sociale negli Stati Uniti e nelle comunità musulmane in tutto il mondo.&lt;br /&gt;Per la scienza e la tecnologia lanceremo una nuova fondazione che sostenga lo sviluppo tecnologico nei Paesi a maggioranza musulmana e che aiuti a trasferire le idee sul mercato in modo da creare posti di lavoro. Apriremo centri di eccellenza scientifica in Africa, nel Medio Oriente e nel Sud-Est Asiatico, nomineremo nuovi inviati della scienza che collaborino nei programmi per lo sviluppo delle nuove risorse energetiche, per la creazione di posti di lavoro “verdi”, per una documentazione digitale e per la coltivazione di nuovi colture.&lt;br /&gt;Annuncio oggi un nuovo sforzo globale in collaborazione con l’Organizzazione della Conferenza Islamica per sradicare la poliomielite e per allargare le cooperazioni con le comunità musulmane per la promozione della salute del bambino e della madre. Tutto ciò dev’essere portato avanti insieme e gli americani sono pronti a unirsi ai cittadini e ai governi, alle organizzazioni di comunità, ai leader religiosi e degli affari nelle comunità musulmani in tutto il mondo, per aiutare i nostri popoli a perseguire l’obiettivo di una vita migliore.&lt;br /&gt;Le questioni che ho descritto non saranno di facile soluzione, ma abbiamo la responsabilità di unirci in nome del mondo che cerchiamo, un mondo dove gli estremisti non minaccino i nostri popoli e dove le truppe americane siano tornate a casa; un mondo in cui israeliani e palestinesi vivano in sicurezza in un proprio Stato e in cui l’energia nucleare venga utilizzata per scopi pacifici; un mondo in cui i governi siano al servizio dei cittadini e i diritti di tutti i figli di Dio vengano rispettati.&lt;br /&gt;Questi sono interessi comuni, questo è il mondo che cerchiamo, ma possiamo ottenerlo solo insieme. So che ci sono molti, sia musulmani che non, che si chiedono se sia possibile forgiare questo nuovo inizio, alcuni vogliono rafforzare le divisioni e opporsi al progresso. Altri sostengono che quest’idea non valga lo sforzo, perché siamo condannati a essere in disaccordo e le culture sono destinate a scontrarsi. Molti altri sono semplicemente scettici della possibilità che avvenga un reale cambiamento.&lt;br /&gt;C’è così tanta paura e così grande sfiducia e tuttavia se scegliamo di essere legati al passato, non riusciremo mai ad andare avanti e voglio dirlo, in particolare, alle giovani generazioni di tutti i paesi – voi, più di chiunque altro, avete la capacità di cambiare questo mondo.&lt;br /&gt;Tutti noi condividiamo questo mondo solamente per un breve spazio di tempo, è più facile far ricadere sugli altri le colpe, piuttosto che cercare dentro di noi; è più semplice notare ciò che ci distingue, piuttosto che quel che condividiamo. Dovremmo però scegliere il giusto cammino, non il sentiero più semplice. Al cuore di ogni religione c’è una regola, quella che dice che ciò che dovremmo trattare gli altri come vorremmo essere trattati da loro. Questa verità trascende le Nazioni e i popoli, è una convinzione che non è nuova, né bianca, né nera, né marrone; non è cristiana, musulmana o ebrea.&lt;br /&gt;E’ una convinzione, però, che vive nella culla delle civiltà e che batte ancora nei cuori di miliardi di persone. E’ la fede nelle altre persone ed è quello che mi ha portato qui oggi. Abbiamo il potere di plasmare il mondo che cerchiamo, ma solamente se avremo il coraggio di partire da zero, ricordandoci di quel che è stato scritto. Il sacro Corano ci dice: “Oh, umanità! Vi abbiamo creati uomini e donne e vi abbiamo diviso in Nazioni e tribù affinché poteste conoscervi” Il Talmud ci dice: “L’intera Torah ha lo scopo di promuovere la pace” La santa Bibbia ci dice: “Siano benedetti i portatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” I popoli del mondo possono vivere insieme in pace, sappiamo che quella è la visione di Dio.&lt;br /&gt;Questo deve ora essere il nostro impegno sulla Terra e che la pace di Dio sia su di voi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-2373762126665861539?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/2373762126665861539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=2373762126665861539&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/2373762126665861539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/2373762126665861539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/06/blog-post.html' title='Discorso Di Barack Obama Al Cairo'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_o6uE239s8ac/SipkP9iXCaI/AAAAAAAAAAM/o3ISMt1Jwz0/s72-c/obama_sc_04_01_2007-731285.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-3990563591299474737</id><published>2009-05-26T07:21:00.000-07:00</published><updated>2009-05-27T23:12:34.695-07:00</updated><title type='text'>L’Europa, Convitato di Pietra</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gianmario Pisanu&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni 5 anni, nell’imminenza del solstizio d’Estate e per pochi giorni appresso, uno spettro, più ingombrante che inquietante, s’aggira per l’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno osa nominarlo, men che meno lo si degna di un’occhiata, per timore di qualche malefico anatema o perché, lungi dal prestargli fede, comunque non se ne caverebbe alcunché di buono. Anche stavolta, in definitiva, è tempo di elezioni europee, ma nessuno pare essersene accorto.&lt;br /&gt;Beninteso, le mura tappezzate di manifesti ammiccanti, dove il volto grandeggiante del candidato di turno si erge promettendoci speranze di redenzione, e in cui una scritta in sovrimpressione ci rammenta che in Europa non ci siamo ancora (noi, notoriamente sub sahariani), ma che, lasciandoci dissuadere dalle note flautate del Gran Pifferaio, vi entreremo da protagonisti; ebbene, quelle gigantografie tronfie e imponenti non sono miraggi causati da sovraesposizione al sole implacabile di questi giorni. Ma gli slogan, sempre più frusti e logori, e quindi meno appetibili, malcelano quelli che sono i reali obiettivi della competizione in atto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivendo in un Paese in perpetua campagna elettorale da ormai svariati anni, dove il potere si esercita consultando maniacalmente i sondaggi, le votazioni per il Parlamento europeo costituiscono un’immancabile opportunità per tastare il polso all’elettorato e saggiare i rapporti di forza tra gli schieramenti in campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il Pd , infatti, proverà ad arginare le velleità egemoniche del Premier, questi, dal canto suo, mira a sferrare il colpo di grazia a un’opposizione agonizzante, battendo il ferro sinché è caldo. Inoltre, mai come in questi casi calza a pennello il vecchio adagio ”dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché si può pure star certi che Lega Nord e Idv non esiteranno a insinuarsi nelle eventuali crepe post elettorali tra le fila dei rispettivi alleati. Simili ad avvoltoi, ronzano attorno alla preda barcollante, attendendo il primo passo falso per avventarvisi e strappare qualche poltrona in più.&lt;br /&gt;E’ la lotta hobbesiana per la sopravvivenza, lo stato di natura per antonomasia. In tutto questo, va da sé, i contenuti languono e l’Europa, formale motivo del contendere, è relegata in un cantuccio. Vuoi perché la cosiddetta “pancia del Paese”, quella che affolla i bar sport, difficilmente si lascia intrigare da certi argomenti , vuoi perché per anni Bruxelles fungeva così bene da caprio espiatorio che nessuno ora osa elencarne le virtù di fronte al proprio elettorato, fatto sta che di cooperazione tra Paesi UE e dei benefici ch’essa potrebbe arrecarci, specie in tempi di crisi, proprio non se ne parla. Piuttosto, si preferisce discorrere delle odalische che contornano l’harem berlusconiano( addirittura il puritano Franceschini reclama a gran voce un’interrogazione parlamentare sulla vicenda!), del futuro di Ancelotti e di amenità varie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di conseguenza, da anni i Parlamenti europei , almeno per quanto riguarda la pattuglia italiana, son diventati un ricettacolo di assenteisti, trombati ( vedi Mastella e Cofferati), soubrette, “nani e ballerine”, secondo una fortunata espressione del socialista Formica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva, è pur vero che spesso il non voto, la “terza via”, sia una pratica pilatesca e favorisca gli arbitrii di chi può contare sui propri fedeli peones, quelli che ad ogni temperatura e in ogni frangente si recheranno sempre e comunque al seggio. Ma, anziché citare pomposamente l’art. 48 della Costituzione( il voto è un dovere civico ecc.), chi si candida dovrebbe avere il buon senso di spiegare ai cittadini i reali motivi che sottendono alla competizione in atto, senza infingimenti. Sennò, la sensazione di una solenne presa in giro si fa strada sempre più, e il fantasma di un’astensione di massa , esiziale per il processo d’integrazione europea, comincia a prendere corpo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-3990563591299474737?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/3990563591299474737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=3990563591299474737&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/3990563591299474737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/3990563591299474737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/05/leuropa-convitato-di-pietra.html' title='L’Europa, Convitato di Pietra'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-2378514168318800373</id><published>2009-05-24T10:40:00.000-07:00</published><updated>2009-05-24T10:49:08.997-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='hamas e gli accordi del Cairo - vincenzo scrutinio'/><title type='text'>Gli Accordi Del Cairo: Come Sprecare Un'Occasione</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vincenzo Scrutinio &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;con la gentile collaborazione di Giuseppe Lapusata&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Vi è una sola alternativa a trattare…&lt;br /&gt;Ed è trattare ancora ”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Gad Lerner&lt;br /&gt;Conferenza all’Ispi sul tema “Dopo Gaza... Obama e il Medio Oriente”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShmH4EW0VnI/AAAAAAAAABE/-AFtiuuD9-s/s1600-h/palestina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339448230536304242" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 193px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShmH4EW0VnI/AAAAAAAAABE/-AFtiuuD9-s/s320/palestina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una festa a lungo attesa …&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni si conclude al Cairo la prima parte degli incontri volti a riconciliare Hamas e Fatah. Questo processo si sarebbe dovuto concretizzare nella formazione di un governo di unità nazionale, che comprendesse membri di entrambi gli schieramenti. In tal modo sarebbe stata, da un lato, rafforzata l’immagine di Abu Mazen e di Fatah, profondamente offuscata a seguito della sconfitta elettorale del 2006,e , dall’altro, ne avrebbero potuto trarre giovamento le correnti meno estremiste di Hamas, disposte ad intavolare sul piano istituzionale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Nulla di tutto questo è avvenuto. Il nuovo governo, infatti, comprende esclusivamente membri di Fatah. Questo ha scatenato la pronta reazione di Hamas, che si affrettato a dichiararlo incostituzionale. Come si può leggere sull’Iran Daily (http://www.iran-daily.com/1388/3405/html/east.htm) il movimento islamico accusa il nuovo gabinetto di non essere stato approvato dal Consiglio Palestinese per la legislazione con conseguente incostituzionalità. A questo punto sembra impensabile che si raggiunga un' effettiva riconciliazione tra le due le due fazioni. Questo mi sembra confermato da un recente sondaggio sul sito internet delle Brigate Ezzedeen al Qassam, braccio armato di Hamas, (http://www.alqassam.ps/english/index.php?action=vrvote), in cui, ad oggi, il 60% dei votanti ritiene che la riconciliazione palestinese avverrà “tra un anno (o più)”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che pace senza Hamas?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Pare opportuno, però, fare alcune riflessioni. Perché è così necessaria la partecipazione di Hamas, internazionalmente riconosciuto come movimento integralista e terrorista, per la formazione di un interlocutore istituzionale quale sarebbe, o dovrebbe essere, il governo palestinese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si possono fare una serie di considerazioni:&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;1. Fatah ha il controllo solo dei territori occidentali( la cosiddetta West Bank) mentre è completamente assente da ormai due anni dalla Striscia di Gaza. Non può quindi assicurare il controllo di tutti i territori palestinese.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;2. Hamas ha vinto le elezioni del 2006 con una maggioranza schiacciante di 76 seggi su 132. Ammesso che non siano state regolari, il fatto che questo sia avvenuto rimane. Non sembra, quindi, ragionevole escludere dalla rappresentanza una parte del popolo palestinese.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;3. L’immagine di Fatah all’interno del mondo mussulmano è fortemente compromessa. La situazione è ulteriormente peggiorata a seguito dell’operazione di dicembre, durante la quale Hamas ha infervorato parte del mondo arabo, mentre Fatah si è limitato a timide rimostranze.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;4. Sebbene un articolo del Jerusalem Post abbia affermato che la popolarità di Hamas è in calo, il movimento riesce ancora a godere di un forte ascendente sulla popolazione se non altro per le prospettive di occupazione (la Striscia ha un tasso di disoccupazione prossimo al 65%( &lt;a href="http://www.imemc.org/article/60199"&gt;http://www.imemc.org/article/60199&lt;/a&gt;)). &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;5. In ultimo, le Brigate e la jihad islamica dipendono largamente da Hamas (come del resto hanno affermato le forze israeliane stesse dicendo che “nessun qassam è lanciato dalla Striscia senza l’assenso di Hamas”). Un coinvolgimento del movimento sul piano istituzionale appare dunque la via più diretta per por fine ai lanci di missili verso Sderot e le altre città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conclusioni&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;In un' intervista sul settimanale l’Espresso (5/3/2009), Khaled Meshaal, leader di Hamas in Siria, ha affermato: “Le divergenze possono essere superate a patto di osservare alcune regole. Occorre che i fratelli di Fatah rispettino i risultati delle urne”. La conciliazione appare, dunque, possibile ed indispensabile alla luce delle considerazioni fatte. Rimane la possibilità di dialogare con una sola delle due fazioni ma questo probabilmente non porterà a una pace duratura.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShmH-bLHdeI/AAAAAAAAABM/RLIGSJelTWs/s1600-h/Meshaal.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339448339740456418" style="WIDTH: 160px; CURSOR: hand; HEIGHT: 195px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShmH-bLHdeI/AAAAAAAAABM/RLIGSJelTWs/s320/Meshaal.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-2378514168318800373?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/2378514168318800373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=2378514168318800373&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/2378514168318800373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/2378514168318800373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/05/gli-accordi-del-cairo-come-sprecare.html' title='Gli Accordi Del Cairo: Come Sprecare Un&apos;Occasione'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShmH4EW0VnI/AAAAAAAAABE/-AFtiuuD9-s/s72-c/palestina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-2916396658489823475</id><published>2009-05-20T07:36:00.000-07:00</published><updated>2009-05-20T07:40:04.429-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marco travaglio - sara malucchi'/><title type='text'>Disinformazione E Lecita Denuncia: La Parola A Marco Travaglio</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sara Malucchi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E’ accolto da grida che partono da ogni angolo dell’aula magna di via Plana, quanto mai affollata e chiassosa, da mani che frenetiche iniziano a cercare negli zainetti e nelle borse un foglio, anche stropicciato, anche pieno di disegni nervosi tracciati a biro, come quello di una ragazza seduta vicino a me, su cui segnarsi i punti salienti dell’imminente discorso, o denuncia, o monologo che irrefrenabile ma educato uscirà dalla sua bocca quasi dotato di vita di propria e farà arrabbiare, indignare, riflettere, come sempre, come ogni giovedi ad ‘’Annozero”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli applausi partono sincronizzati quando l’uomo che il professor E. Baldini, docente di ‘’Storia del pensiero politico’’ presso la facoltà di Scienze politiche di Torino, definisce ‘’la reliquia che finalmente potete toccare’’si siede, sguardo basso e in lieve imbarazzo per l’accoglienza ricevuta, ma probabilmente attesa, dopo il pienone di quest’inverno al Politecnico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora una volta Marco Travaglio non delude le aspettative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parla con una calma travolgente, ironico ma mai volgare, dice di non volere usare l’inglese ma a volte non può farne a meno per colorire il suo discorso, e si scusa quando descrive come’’yes man’’(‘’signorssì’’, ndr) i ministri dell’attuale Presidente del Consiglio ma anche quelli dell’Opposizione, ‘’ma li avrà scelti Berlusconi, anche loro?”, domanda alla folla di studenti che accaldati e seduti sul pavimento non perdono una parola e annotano, registrano con il cellulare, fanno foto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua non è una polemica qualunquista, questo si avverte, ma ci tiene anche Travaglio stesso a precisarlo. Del resto, non si tratta di un fenomeno mediatico,di un nuovo Beppe Grillo che anzichè convogliare le masse in piazza per i ‘’V-Day’’le fa stare sedute comode ogni giovedi sera davanti al televisore, ad ascoltare il suo incipit da Santoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;‘’Il qualunquismo non fa bene a nessuno’’, ribadisce l’ospite alla platea di giovanissimi,’’nella politica bisogna crederci, non è utile, è sbagliato rifugiarsi nell’idea che ‘’tutti sono ladri, tutti sono privilegiati’’, ma occorre voler cambiare le cose, e provarci veramente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo discorso, sulla disinformazione in Italia, non è infatti volto al nichilismo, alla sfiducia nei giornali e nelle televisioni, ma vuole semplicemente far aprire gli occhi delle persone ‘’non addette al settore’’ sull’importanza di scegliere, di selezionare le notizie, di informarsi e cercare in prima persona la verità, senza accontentarsi di sentirsela raccontare da chiunque sia in grado di scrivere su un quotidiano o di parlare al telegiornale. Perchè non tutto è sempre limpido e disinteressato. Anzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per fare un esempio Marco Travaglio cita una famosa azienda edile, che aveva ricevuto l’appalto per costruire alcuni edifici in Abruzzo, poi crollati a causa della sabbia spacciata per cemento; tutti i giornali hanno gridato allo scandalo, si sono protetti dietro un coro di titoloni sbattuti in prima pagina, “VERGOGNA! risparmiare sulla vita!”, “Vergogna!! case fatte di sabbia!!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vergogna. Già. Ma a chi? All’azienda edile o ai quotidiani, che non hanno fatto alcun nome, proprio perchè finanziati, in parte, dall’azienda stessa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma del resto a queste cose si preferisce non pensare, tanto Ghedini, e molti altri, ironizzano sul fatto che il nostro Paese sia finito agli ultimi posti nella classifica stilata dalla Freedom House sulla libertà di informazione, perchè in fondo cosa sarà mai questa Freedom House che si permette di giudicarci?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo un ente non governativo fondato dalla Signora Roosvelt. Ma non si preoccupi, avvocato Ghedini, la maggior parte degli Italiani questo non lo sa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-2916396658489823475?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/2916396658489823475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=2916396658489823475&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/2916396658489823475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/2916396658489823475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/05/disinformazione-e-lecita-denuncia-la.html' title='Disinformazione E Lecita Denuncia: La Parola A Marco Travaglio'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-5568827420060684957</id><published>2009-05-20T05:13:00.000-07:00</published><updated>2009-05-20T05:17:50.021-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni sull&apos;università - alessio mazzucco'/><title type='text'>Riflessioni Sull'Università</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Alessio Mazzucco&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Si parla nuovamente di università e inevitabilmente scoppia la polemica. Supportata, questa volta, dalla guerriglia urbana. Perché queste sono le notizie che giungono da Torino: cariche, bastonate, sassi, uova che volano, scontri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parla di Università e i giovani insorgono. O, almeno, una parte dei giovani. Non capisco. Quando l’Università è un argomento che non tira e non compare sui giornali nessuno ne parla; al primo accenno scoppia il putiferio, le grida e le urla si moltiplicano. E’ un argomento caldo. Anzi, rovente. Sull’Università si basa la “scommessa” sul nostro futuro, su noi stessi. Cosa intendo? Ricercatori, studiosi, professionisti, dirigenti, professori, ecc.. Senza di loro, senza di noi studenti, manca una parte notevole della forza propulsiva di un Paese. Eppure, da noi, questo luogo di riscatto e formazione è minato in più punti alle fondamenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la conferenza dei Rettori a Torino, riporta il Corriere della Sera, l’idea che spicca è la considerazione che si ha del sistema universitario come “fattore strategico” e del tentativo di ricercare soluzioni ai gravi problemi e debolezze che l’attraversano. Come rispondono i giovani? Urlano? No: troppo facile confondere le frange estremiste con gli studenti che nell’Università credono, sperano, s’impegnano. No: noi stiamo in silenzio. E’ questo il problema, è questa la grave situazione dell’Università: le idee ci sono, molti ne hanno e magari tra loro ne parlano, ma nessuna voce si leva. Si discute, magari a gruppi, ma nessuna proposta arriva in alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intenzione di una riforma dal basso è meravigliosa. Spingere gli studenti a discutere, farne la propulsione, la fucina di idee nuove ed innovative sarebbe il punto di svolta. Problema: chi urla e ha la voce grossa copre gli altri. E molto spesso chi urla e ha la voce grossa confonde la lotta per la conservazione delle briciole come la rivoluzione, la guerriglia urbana come il tramite più efficace di discussione. Gli obiettivi si perdono, si confondono, scompaiono tra i vortici dell’ideologia e dell’ignoranza. Parole vuote, frasi miopi coprono idee geniali, innovative, tentativi di sfuggire agli schemi di sempre. Propongo un esempio: ricordiamo tutti i fatti di Ottobre-Novembre 2008? Sembrava un nuovo ’68 con tanto di manifestazioni e occupazioni continue. Senza entrare nel merito della forma e dei risultati della protesta, ricordo contro cosa si protestava: la riforma Gelmini. Come si può sperare di portare cambiamento quando si confondono gli obiettivi della protesta? Qualcuno alzò la voce quando i tagli (quelli veri) si inserirono silenziosamente nella Finanziaria votata in estate di quell’anno? No. Ma quando apparve la legge 133 il cui articolo della ministra dell’Istruzione prevedeva la possibilità di trasformazione degli atenei pubblici in fondazioni private, scoppiò la rivolta. Rivolta che, per quanto ricordo, non portò proposte o nuove idee. Non entro oltre nel commento delle vicende: né la Finanziaria né la Gelmini mi convinsero che l’attuale Governo stesse lavorando per migliorare l’Università pubblica. E oggi non son certo di avviso differente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea è questa: quali modi, quali mezzi, quali strumenti per migliorare l’Università? Per incrementare efficienza, meritocrazia, ricerca e formazione, come agire? Io parlo, ad esempio, di Università a numero chiuso per tutte le facoltà fino ad un tetto massimo di assorbimento da parte dell’Ateneo: aumenta l’efficienza (aule meno affollate, burocrazia più snella) e si crea un sistema meritocratico migliore. Ma è solo una proposta, una delle tante che si possono discutere. Io ne posso immaginare qualcuna, tutti noi ne possiamo portare altre, ma qual è, alla fine, la voce che di noi si sente? La guerriglia urbana? Le urla? Le grida confusionarie di ideologie o preconcetti immutati da troppo tempo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo permetterci di più, volare più in alto con il pensiero, fare proposte più audaci, creare un dibattito migliore tra tutti noi. O, almeno, questa è la mia idea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-5568827420060684957?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/5568827420060684957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=5568827420060684957&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/5568827420060684957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/5568827420060684957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/05/riflessioni-sulluniversita.html' title='Riflessioni Sull&apos;Università'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-817661953769178888</id><published>2009-05-18T01:58:00.000-07:00</published><updated>2009-05-18T02:12:12.973-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La crisi - vincenzo scrutinio'/><title type='text'>Una Crisi Dalle Radici Profonde</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vincenzo Scrutinio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;“Tutte le famiglie felici si somigliano;&lt;br /&gt;ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo“&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Lev Tolstoy, Anna Karenina&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NOTIZIE DAL FRONTE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da un po’ di tempo a questa parte pare che la crisi finanziaria che minacciava di portare al collasso l’economia mondiale abbia smesso di mordere. Sebbene sul fronte macro i dati non segnalino ancora una vera ripresa ed anzi dipingano a fosche tinte la situazione (proprio alcuni giorni fa i dati del primo trimestre segnalavano una caduta del 5,9% su base annuale per il Pil italiano), i mercati finanziari sembrano condividere le opinioni dei più ottimisti tra ministri e banche centrali, facendo segnare forti rialzi degli indici azionari. Tale ripresa sembra far perdere alla crisi attuale molte delle sue caratteristiche più rilevanti inquadrandola, probabilmente, semplicemente come la sesta delle cosiddette “Big Five” (Spagna 1977, Norvegia 1987, Svezia e Finlandia 1991 e Giappone 1992).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Un elemento che tuttavia non può passare in secondo piano, ed andrebbe maggiormente sottolineato, è che stavolta la crisi ha toccato in modo profondo uno dei nodi nevralgici dell’economia mondiale ovvero gli Stati Uniti. Con un Pil di circa 14.000 miliardi di dollari (circa un quarto del Pil mondiale) ed il sistema finanziario più sviluppato al mondo qualsiasi rallentamento dell’economia americana influenza in modo consistente l’intera economia mondiale. Se in Canada si dice “quando gli USA starnutiscono, il Canada si prende l’influenza”, questa volta nell’allegra famigliola della finanza globale ce la siamo presa tutti.&lt;br /&gt;E sembra che non sarà una convalescenza breve. Una delle condizioni imprescindibili per una effettiva ripresa globale è la stabilizzazione dell’economia americana che, tuttavia, si trova in condizioni molto diverse dall’ultima sua crisi immobiliare (S&amp;amp;L 1988)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DEBOLEZZE STRUTTURALI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A partire dalla presidenza Clinton e dall’implementazione finanziaria del principio “una casa per ogni americano” il mercato immobiliare è cresciuto a tassi impressionanti con un incremento del valore delle abitazioni di circa il 200% in dieci anni (1996-2006). Questo ha profondamente influenzato le basi del sistema economico americano in due modi:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;1. In primo luogo la crescita dei prezzi delle abitazioni ha distolto risorse da alcune forme di investimento, spostandole sul ben più profittevole mercato immobiliare. Come si può notare dal grafico 1 la quota dell’investimento immobiliare su tutti gli investimenti privati ha raggiunto livelli senza precedenti nella storia americana del dopoguerra (non so prima in quanto le serie storiche partono dal ’29 ed escludendo il periodo del Baby Boom, cioè gli anni ‘50).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;2. In secondo luogo, è vero che la possibilità di fornire la propria abitazione è un mezzo potentissimo per permettere lo sviluppo economico (come ricordano Zingales e Rajan in “Salvare il capitalismo dai capitalisti”), ma è anche vero che se questo va ad aumentare considerevolmente la capacità di consumo delle famiglie, in un economia avanzata, si possono creare una serie di distorsioni potenzialmente pericolose. Come si può vedere dal grafico 2 la correlazione tra investimenti residenziali e la crescita del peso del consumo sul Pil complessivo sono strettamente legati (questo perché gli americani hanno il vizietto/virtù di dare la loro casa in garanzia con una certa disinvoltura, e, se il suo valore cresce, naturalmente aumentano i prestiti che possono ottenere e così via…). Questo fenomeno ha rinforzato un trend già presente portando i consumi a rappresentare circa il 70% del Pil USA (fig 3). E questo senza contare che tali prestiti influenzati anche da notevoli flussi monetari dall’estero (ma di questo si parlerà un’altra volta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ALCUNE CONCLUSIONI PROVVISORIE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Facendo quindi un primo bilancio si può dire, come ha detto il Presidente del Banco Popolare di Milano, Roberto Mazzotta, in un suo recente intervento all’incontro di “Economia e società aperta” (14/05/09) e l’ex ministro Tommaso Padoa Schioppa (in quello del 7/05/09) , questa crisi “ ha radici profonde nel sistema di crescita statunitense” che ha caratterizzato almeno l’ ultimo decennio. Ritengo (nella mia grande ignoranza) sia abbastanza probabile che questi elementi influenzeranno quantomeno i tempi della ripresa se non la stessa capacità di crescita di medio-lungo periodo degli USA. E con loro di parte consistente dell’economia globale. Molti anni fa Schumpeter, parlando della Grande Depressione, chiedeva ai politici di non incoraggiare la ripresa prima che fossero risolti i problemi strutturali sottostanti, chissà che stavolta questo non ci venga imposto dalle circostanze. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShElcWTmrMI/AAAAAAAAAAM/4UJyBKTSv9Q/s1600-h/Immagine.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337088202365119682" style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 174px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShElcWTmrMI/AAAAAAAAAAM/4UJyBKTSv9Q/s320/Immagine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShElujiCOrI/AAAAAAAAAAU/mRwfPsMvBm8/s1600-h/Immagine2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337088515152951986" style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 194px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShElujiCOrI/AAAAAAAAAAU/mRwfPsMvBm8/s320/Immagine2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShEl4PyAiLI/AAAAAAAAAAc/RHaEUgyIxYk/s1600-h/Immagine3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337088681649932466" style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 194px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShEl4PyAiLI/AAAAAAAAAAc/RHaEUgyIxYk/s320/Immagine3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-817661953769178888?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/817661953769178888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=817661953769178888&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/817661953769178888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/817661953769178888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/05/una-crisi-dalle-radici-profonde.html' title='Una Crisi Dalle Radici Profonde'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lMcAu-E5g6w/ShElcWTmrMI/AAAAAAAAAAM/4UJyBKTSv9Q/s72-c/Immagine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-4206974483345967577</id><published>2009-05-15T03:59:00.000-07:00</published><updated>2009-05-15T04:02:10.834-07:00</updated><title type='text'>PIERINO, DARIO E IL LUPO CHE NON PERDE IL VIZIO</title><content type='html'>&lt;em&gt;GianMario Pisanu&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gridando spesso “al lupo al lupo”,come c’insegna la saggezza popolare, si finisce per sbraitare al vento. A questa dura nemesi,che punisce inflessibilmente chi si compiace di spararla grossa in virtù del principio “verba volant”,non sfuggono i politici nostrani,spesso inclini a fosche visioni millenaristiche,specie se a occupare gli scranni che contano sono i rivali.&lt;br /&gt; Da ultimo, è toccato a Dario Franceschini sperimentare sulla propria pelle l’effetto boomerang di quest’infida legge del contrappasso. In una recente intervista al Corriere della sera,il neo-segretario ad interim del Pd,sfibrato dalle lotte intestine e frustrato da sinistri sondaggi premonitori,ha lanciato un appello accorato all’elettorato di ambo i poli,affinchè si mobilitino a votare Pd alle prossime elezioni europee. Se il consenso quasi ecumenico al premier(75% l’indice di gradimento) non venisse scalfito dalla prossima tornata elettorale ma anzi rinsaldato, il rischio,a detta di Franceschini, sarebbe quello di ritrovarsi l’indomani in una Repubblica delle banane(il caso citato a paragone è quello del Turkmenistan). Con un leader maximo,Silvio,pronto a calare l’asso pigliatutto, senza ritegno della sparuta mandria di oppositori che rimarrebbe,e intenzionato a irreggimentare l’opinione pubblica.&lt;br /&gt;Queste dichiarazioni,che in altri tempi avrebbero scatenato un caso politico,son state accolte da un assordante silenzio, quindi cadute nel dimenticatoio tra l’indifferenza generale. Chi aveva interesse ad avvalorarne le tesi,si è guardato bene dal farlo; gli avversari,dal canto loro,hanno metabolizzato la sortita con l’atteggiamento compassionevole di chi s’offre di accompagnare a letto il bambino capriccioso che frigna a tavola.&lt;br /&gt; A determinare questo vistoso insuccesso è stata l’ormai palese insofferenza della gente verso qualsiasi forma di dialettica. Anni e anni di scontro frontale,condito da reciproche contumelie e accuse di ogni risma, hanno reso la scena politica italiana sempre più simile a  un’enorme gazzarra da saloon,dove i duellanti si sfidano per qualche poltrona in più. Se Berlusconi paventava l’avvento di un governo di centro-sinistra, che avrebbe portato “morte,terrore e distruzione”, Di Pietro e compagni non son stati da meno, dipingendo a più riprese l’avversario quale moderna incarnazione dell’AntiCristo.&lt;br /&gt;Tutto ciò è apparso a lungo andare come un noioso gioco delle parti, mero esercizio retorico di diffamazione del dirimpettaio , immunizzando gli elettori da ogni sorta di iperbole ben congegnata. Sennonché, oggi c’è un rifiuto aprioristico di ogni genere di dibattito,seppure costruttivo. Alla demagogia propria di chi starnazza a raffica contro tutto e tutti, è subentrata l’iconografia dell’uomo pragmatico, quello che non deve chiedere mai bensì fare, e subito. Poi, che ciò avvenga o meno  pare non essere di grande interesse, l’importante è mostrarsi al di sopra di chi si perde in ciarle.&lt;br /&gt;Il rischio, quanto mai attuale, è quello di un acritico quanto diffuso allineamento alla Moda, al pensiero dominante. Se si  rifiuta il dibattito, inteso quale vivace confronto d’idee e non come sterile cagnara da osteria, ne esce impoverita la democrazia, che diviene di stampo plebiscitario, fondata cioè non su robuste radici ma sull’acclamazione della massa, per natura  estremamente volubile.&lt;br /&gt;L’appello di Franceschini apparirebbe perciò condivisibile nella sostanza, se non  fosse macchiato dall’ennesimo paragone improvvido(noi come l’Italia del ventennio, noi come il Turkmenistan ecc.) che relega il suo discorso al livello delle tante boutades cui ormai siamo abituati e gli fa perdere credibilità.&lt;br /&gt;Citando Hegel, è solo superando l’Antitesi fine a se stessa e proponendo una Sintesi costruttiva con idee forti e dirompenti che si smuoveranno le coscienze dalla velenosa assuefazione a finti idoli e valori degeneri.&lt;br /&gt;Altrimenti, come Franceschini l’altro giorno,s’indossano ineluttabilmente i panni della povera Cassandra, schernita per le sue inverosimili quanto infallibili profezie, puntualmente inascoltate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-4206974483345967577?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/4206974483345967577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=4206974483345967577&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/4206974483345967577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/4206974483345967577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/05/pierino-dario-e-il-lupo-che-non-perde.html' title='PIERINO, DARIO E IL LUPO CHE NON PERDE IL VIZIO'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09941431012251716655</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-3815620026745392051</id><published>2009-05-09T00:23:00.000-07:00</published><updated>2009-05-09T00:28:17.608-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni sulla politica - alessio mazzucco'/><title type='text'>Brevi Riflessioni Sul Significato Di Politica</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Alessio Mazzucco&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Che cos’è la politica? Sembra la classica domanda da un milione di dollari. In effetti lo è: come definire un fenomeno tanto complesso, così ricco di sfaccettature e aspetti diversi? Credo sia impossibile. Ma provare a darne una spiegazione, un’opinione personale, lo stesso porsi la domanda, credo sia normale, fisiologico quasi. Quindi cos’è questa politica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzitutto vorrei lasciarmi alle spalle l’accezione negativa del termine o, meglio, quella che io considero l’accezione negativa del termine. Dire politica non significa dire giochi di potere, compromessi, promesse mancate, campagne elettorali e seggi, scontri, parole dette e non dette, linguaggi assurdi e incomprensibili. In parte, in realtà, può voler significare anche questo, ma non è mia intenzione sottolineare, al momento, questo aspetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non definirò ora cosa significa per me politica in senso storico o filosofico. Cercherò di darne una visione compatibile con la vita di tutti giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica è niente più di uno strumento per regolare e oliare gli ingranaggi della macchina sociale. La politica rientra in ogni aspetto della vita sotto forma di idee, opinioni, discussioni e iniziative; ed è molto triste che si veda la politica come attività partitica. Io cercherei di definirla più come “coscienza sociale”. Non è un termine politichese: lo giuro. E non significa “coscienza di classe” né ha qualsiasi altra accezione strana. Il significato che ne do è molto più semplice: “coscienza sociale” indica la volontà di miglioramento, di crescita, di perfezionamento che la società fa di se stessa. Sentirsi parte di una società, di un gruppo sociale(so che sto ripetendo di continuo il termine “società”, ma è cardine del mio pensiero), di una comunità  significa individuarne i problemi, crearsi delle opinioni, discuterne con chi ne ha diverse e dare vita a iniziative volte a risolverli. “Coscienza sociale” significa politica dal basso, dalla società, nella società; significa impegnarsi per qualcosa di nuovo, qualcosa migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo sia questa la politica. E credo che, al giorno d’oggi, nel nostro Paese, sia molto arduo darne una lettura positiva tanta è la disillusione, il cinismo, la delusione. E non è certo colpa nostra o, almeno, lo è solo in parte: ci abituano a vedere, a pensare, una politica a tratti squallida, a tratti vuota, finalizzata a se stessa o agli egoismi dei singoli. Molto spesso li lasciamo fare, ancor più spesso cerchiamo d’inserirci negli stessi meccanismi confidando siano gli unici che ci permettano di esprimerci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre vie ci sono: creare dibattito, discussione, dar vita a idee ed opinioni. E’ verso la “coscienza sociale” che il nostro impegno deve andare per riscattare il termine “politica” dal vuoto in cui l’abbiamo lasciato cadere. O, almeno, questa è la mia idea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-3815620026745392051?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/3815620026745392051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=3815620026745392051&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/3815620026745392051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/3815620026745392051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/05/brevi-riflessioni-sul-significato-di.html' title='Brevi Riflessioni Sul Significato Di Politica'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-8129869229093757604</id><published>2009-05-07T15:16:00.000-07:00</published><updated>2009-05-07T15:21:58.634-07:00</updated><title type='text'>Il Giorno Dopo: Testimonianza Diretta Da L'Aquila</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Stefania Betti&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Gli unici rumori che sentivamo, erano le ruote del camion che schiacciavano i sassi e lo scricchiolare del rimorchio, l’unica luce che vedevamo, era quella fioca e triste della luna, che illuminava quel poco che rimaneva del paesino di Paganica, e di tutti i paesi incontrati sul nostro cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era martedì 7 Aprile, il giorno dopo il tremendo terremoto che ha distrutto L’Aquila e la sua provincia, io ero su uno dei primi camion partiti da Rieti per portare aiuti alimentari e vestiario per le prime tendopoli che avrebbero accolto gli sfollati: ero partita per uccidere il senso di impotenza che si era insinuato dentro di me dalla mattina del giorno prima, per aiutare quelle persone che da un momento all’altro si erano viste crollare sulla testa la propria casa e i propri sogni, ma in tutta la mia vita, mai avrei pensato di vedere una tale distruzione, di palpare una tale tristezza nell’aria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivo a quasi un mese di distanza da quel giorno, e lo faccio per la prima volta, quando alla rabbia e allo stupore si è sostituita la rassegnazione, e la speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stati giorni orribili: la paura per tutti gli amici di cui non avevo notizie, la rabbia per la mia assoluta incapacità di comprendere, lo sgomento di fronte a tanta furia della natura.. e anche di fronte a tutte quelle interviste televisive incentrate sul dolore delle persone per fare audience.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non so se questa tragedia si sarebbe potuta evitare, se ci saremmo dovuti fidare delle previsioni di Giuliani, se si sarebbero dovute prendere più misure preventive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che credo, è che se esistono delle norme per la costruzione di edifici in territori sismici, andrebbero rispettate PRIMA  che le persone muoiano sotto le macerie. Se tutte le norme fossero state rispettate all’atto della prima costruzione, se le persone si sentissero sicure nelle proprie case, i terremoti non spaventerebbero nessuno, e nessun geofisico si sentirebbe il dovere trovare un modo di prevedere terremoti catastrofici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ragion del vero, devo dire che, effettivamente, le norme antisismiche servono soltanto a limitare i danni: il terremoto costringe i materiali di costruzione, che rendono il loro massimo lavorando “a compressione” ovvero ricevendo contemporaneamente una spinta dall’alto e una dal basso, a lavorare “in trazione”, ovvero annullando la spinta che ricevono  dal terreno,  e l’intera struttura potrebbe comunque subire dei danni.&lt;br /&gt;Questa però non è una giustificazione: nel caso specifico de L’Aquila, anche le norme basilari sono state violate, e così è per più della metà delle costruzioni Italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sorge una domanda: in luoghi notoriamente sismici come Giappone o California, sono stati inventati metodi di costruzione più nuovi e adatti al particolare terreno, e nelle progettazioni sono coinvolti anche ingegneri italiani… perché tali metodi non sono applicati ovunque? Perché, se, constatando che edifici più antichi costruiti con pietra e legno resistono meglio ai sismi, non si cerca di emularli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo non sono un tecnico del settore, e non conosco le  implicazioni che ci sono dietro, ma sono fermamente convinta che la salute e la vita delle persone non abbiano prezzo, e vadano tutelate prima di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci avrei mai creduto se non l’avessi visto con i miei occhi: sembrava che la città fosse stata bombardata: quello che hanno mostrato i telegiornali non è niente rispetto a quello che realmente ci si trova davanti. Per la polvere, sembrava ci fosse la nebbia, gli edifici erano accartocciati come mucchi di massi caduti dopo una frana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So bene che niente e nessuno potrà mai ridarci tutto quello che abbiamo perso, e forse è anche ora di smettere di fare polemiche e iniziare un serio lavoro di ricostruzione e supporto per aiutare gli Abruzzesi a riprendere le loro vite normali, ma forse nessuno di loro (e di noi) troverà pace, finche non vedrà che la giustizia avrà fatto il suo corso… e potrà ritrovare quella fiducia che ha perso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-8129869229093757604?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/8129869229093757604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=8129869229093757604&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8129869229093757604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/8129869229093757604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/05/il-giorno-dopo-testimonianza-diretta-da.html' title='Il Giorno Dopo: Testimonianza Diretta Da L&apos;Aquila'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8626493045123742795.post-820965171042500374</id><published>2009-05-07T15:12:00.000-07:00</published><updated>2009-05-07T15:15:55.063-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il rosso e il nero gianmario pisanu'/><title type='text'>Il Rosso E Il Nero (a tinte sbiadite)</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gianmario Pisanu&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Nel nostro Bel Paese, patria di guelfi e ghibellini, per più di mezzo secolo due opposti schieramenti han combattuto battaglie fratricide aventi come obiettivo il predominio sociale e culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da una parte,quale ultimo baluardo del mos maiorum e dei rigidi precetti aviti, la falange conservatrice, dall’opposta fazione spesso tacciata di ottusità, bigotteria, e ritenuta capace di ordire sinistre trame per la conquista golpistica del Paese( magari con l’aiuto della CIA o del Mossad). Dall’altro lato della barricata, invece, le sacre vestali della Rivoluzione, i “comunisti”, inizialmente sospettati delle più turpi nefandezze( prediligevano la carne umana, meglio se tenera e non coriacea), quindi bollati dai benpensanti quali anarcoidi, mangiapreti, spregiatori della Patria e chi più ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo clima da “dagli all’untore”, figlio di vicende tribolate e di una storia nazionale mai suggellata da un comune sentire, ha sviluppato col tempo un maccartismo in salsa italiana.&lt;br /&gt;Etichettare una persona come reazionaria o bolscevica, dando per scontato che dai limiti di quell’angusto recinto ideologico non si potesse uscire, è divenuto lo sport nazionale più diffuso.  Orde di studiosi si arrovellavano su cosa fosse di destra e cosa di sinistra, per offrire ai propri proseliti un sicuro discrimine su cosa fosse Bene e cosa Male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così,per dirla alla Gaber, che sprezzantemente schernì questo schizofrenico manicheismo intellettuale, se farsi il bagno era di destra,la doccia era certamente di sinistra(meno chic,elementare);le patate, ortaggio graditissimo ai più ma dal vago retrogusto contadinesco, erano proletarie anch’esse,mentre spappolate nel puré assumevano sembianze destrorse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ogni pensiero dominante, anche questa visione dicotomica ha generato un conformismo al quale spesso vien difficile sottrarsi. Sicché, ogni qual volta si prova a esprimere un’idea fuori dal coro, si corre  il rischio di essere accusati di apostasia o di disinteresse, d’Alto Tradimento alla Causa o d’ignavia(a chi non è mai capitato ?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lo slogan”Destra-Sinistra”, in quanto tale, semplifica enormemente la realtà italiana,senza aiutarci a comprenderla sino in fondo. Se ancora  riscuote un particolare successo tra le élites culturali e nelle curve degli stadi, ha in realtà segnato il passo con quella società che tentava di descrivere e rappresentare , mano a mano che questa si evolveva.  In particolare, a cavallo tra anni Ottanta e Novanta si è assistito al Crepuscolo degli Idoli, presto soppiantati da altri nuovi di zecca. Sicché, se prima ci s’immolava all’Ideologia e tutto veniva accettato in nome di essa, oggi impera una mentalità utilitaristica, che tende a riconsiderare tutto senza le lenti deformanti della dottrina e in virtù di principi quasi aziendalistici. Beninteso, con tutti i contro che ciò inevitabilmente comporta. Quali, ad esempio,  una nuova tirannia della maggioranza, assuefatta al consumismo e al relativismo, il cinismo e la disillusione dilaganti, la mediatizzazione della politica(vedi velinismo et similia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia liberarsi dai vecchi retaggi,  senza l’ossessione parricida della modernità a tutti i costi, è doveroso, perché rimanendo ancorati a schemi logori e ammuffiti si  travisa completamente il mondo, concependolo come secondo i dettami del Dogma dovrebbe essere, senza capirne la sua effettiva quotidianità. Un errore tanto più imperdonabile in quanto, dicendola alla Orwell, chi controlla il presente controlla il futuro, e se non ne teniamo ben salde le redini rischiamo di essere marionette agitate dai pupari di turno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8626493045123742795-820965171042500374?l=politicaattualitailcaffe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/feeds/820965171042500374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8626493045123742795&amp;postID=820965171042500374&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/820965171042500374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8626493045123742795/posts/default/820965171042500374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://politicaattualitailcaffe.blogspot.com/2009/05/il-rosso-e-il-nero-tinte-sbiadite.html' title='Il Rosso E Il Nero (a tinte sbiadite)'/><author><name>Il Caffé</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15744372784797874304</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
